25 aprile, Silvia Salis chiama la città alla partecipazione: «Genova onori la sua storia di Liberazione»

Appello della sindaca ai genovesi perché prendano parte alle celebrazioni istituzionali e agli appuntamenti del Festival della Liberazione “Era Ora”, in programma tra il 23 e il 25 aprile con incontri, musica, spettacoli e momenti pubblici dedicati ai valori della Resistenza

Un invito esplicito alla città a esserci, a riempire il corteo, le piazze e gli appuntamenti pubblici di una data che per Genova ha un peso ancora più forte che altrove. In vista del 25 aprile, la sindaca Silvia Salis ha chiesto una partecipazione ampia alle iniziative organizzate per la Festa della Liberazione, richiamando il significato storico di una ricorrenza che segna la fine della dittatura e della guerra e, per il capoluogo ligure, richiama direttamente il ruolo centrale avuto nella Resistenza.

Nel messaggio diffuso sui social in queste ore, Silvia Salis insiste soprattutto sul valore particolare che il 25 aprile conserva per Genova, città medaglia d’oro al valore militare per la Resistenza e legata a una delle pagine più forti della lotta di liberazione. Il richiamo è a una memoria collettiva fatta di coraggio, sacrificio e scelta, con il riferimento alla liberazione della città dai nazifascisti e alla resa delle truppe tedesche ai partigiani, episodio che continua a rappresentare uno degli elementi più identitari della storia genovese del Novecento.

La sindaca lega questo patrimonio non a una celebrazione astratta, ma a una responsabilità attuale. Nel suo appello, infatti, il 25 aprile viene presentato come il giorno in cui ricordare le donne e gli uomini che hanno reso possibile la libertà di oggi e che hanno posto le basi della democrazia repubblicana e della Costituzione. Per questo, secondo Silvia Salis, la ricorrenza non deve limitarsi al rito istituzionale, ma deve tradursi in una presenza concreta della città agli appuntamenti previsti.
Il primo riferimento è alle celebrazioni ufficiali del 25 aprile, a partire dal corteo che si concluderà in piazza Matteotti con l’orazione finale. Ma accanto al programma istituzionale, quest’anno il Comune punta anche su una proposta più ampia e diffusa, pensata per coinvolgere pubblici diversi e parlare a più generazioni. È in questo quadro che nasce “Era Ora”, il Festival della Liberazione, costruito con il contributo di diverse realtà della scena culturale genovese.
L’idea del festival è quella di affiancare alla memoria pubblica una serie di eventi capaci di tenere insieme riflessione e partecipazione, con incontri, talk, musica, spettacoli e appuntamenti sportivi distribuiti tra il 23 e il 25 aprile, con alcune anticipazioni già previste il 21 e il 22. L’obiettivo dichiarato è portare il racconto della Liberazione fuori da una dimensione puramente commemorativa e farne invece un’occasione viva di confronto sui valori della Resistenza e sul significato della libertà conquistata.
Tra gli ospiti annunciati compaiono anche Adelmo Cervi, Ascanio Celestini e Luca Misculin, nomi che contribuiscono a definire il profilo culturale di un programma pensato non solo per ricordare, ma anche per creare nuovi momenti di ascolto e partecipazione attorno alla storia civile della città e del Paese. Tutti gli appuntamenti, viene ricordato, sono consultabili sul sito https://www.visitgenoa.it.
Il senso dell’appello lanciato da Silvia Salis sta quindi tutto qui: fare del 25 aprile non soltanto una data da celebrare, ma una giornata da vivere collettivamente, in una città che nella Liberazione riconosce una parte decisiva della propria identità storica.
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