Zone 30, ultimi preparativi a Sampierdarena prima del via. E il Comitato San Fruttuoso incalza: «Ora servono interventi concreti in tutti i quartieri»

Sopralluogo a Sampierdarena per la nuova area a velocità ridotta tra Villa Scassi e via Cantore. Il Comune annuncia una delibera in arrivo, mentre da San Fruttuoso chiedono attraversamenti rialzati, più spazio davanti alle strisce e un quartiere 30 esteso

La sicurezza stradale torna al centro del dibattito cittadino con l’annuncio della sindaca Silvia Salis sull’avvio di nuove Zone 30 in tutti i Municipi e con la replica del Comitato San Fruttuoso Genova, che apprezza l’attenzione politica ma chiede di passare rapidamente dagli annunci agli interventi concreti. Il confronto si è acceso nelle ultime ore dopo il sopralluogo della sindaca a Sampierdarena, dove sono in corso i lavori per la nuova Zona 30 tra Villa Scassi e via Cantore.

Nel suo intervento, la sindaca Salis ha spiegato che il tema viene seguito con particolare attenzione insieme all’assessore Emilio Robotti, sottolineando come il numero degli incidenti in città sia in calo ma resti ancora troppo alto. Da qui la scelta di lavorare a una rete di aree a velocità ridotta, soprattutto nei punti considerati più delicati, come quelli vicini a scuole e ospedali. Nel caso di Sampierdarena, il Comune sta realizzando segnaletica verticale e orizzontale e attraversamenti ad alta visibilità, con l’obiettivo di rendere immediatamente riconoscibile l’ingresso in una zona dove occorre rallentare.

Secondo la sindaca, il progetto non riguarda soltanto cartelli e strisce sull’asfalto, ma un’idea più ampia di città, costruita per far sentire più sicuri bambini, anziani, persone con mobilità ridotta e, più in generale, chi ogni giorno vive e attraversa i quartieri. La sindaca ha inoltre annunciato che la prossima settimana la giunta approverà una delibera dedicata proprio alle Zone 30, indicando così una cornice amministrativa più definita per i prossimi interventi.
Accanto alla posizione del Comune, però, si è fatta sentire anche quella del Comitato San Fruttuoso Genova, che ha accolto con favore il fatto che la sicurezza stradale sia tornata nell’agenda politica, ma ha invitato l’amministrazione a non fermarsi alla sola impostazione formale del progetto. Nel loro commento, i rappresentanti del comitato sostengono che servano misure tangibili, a partire dai tredici metri liberi davanti alle strisce nelle strade a velocità ridotta, dagli attraversamenti pedonali rialzati e da restringimenti di carreggiata in prossimità dei passaggi più delicati.
Il comitato rilancia in particolare la situazione di San Fruttuoso, definito il quartiere meno sicuro della città sul fronte della viabilità, soprattutto nell’area degli istituti scolastici e dei centri di riabilitazione frequentati ogni giorno da molte persone anziane, disabili e giovani studenti. Da qui la richiesta di trasformare il quartiere in un’area sperimentale 30, ricordando anche le migliaia di firme già raccolte per chiedere un cambiamento più netto.
Il punto politico e amministrativo, dunque, sembra ormai fissato: da una parte il Comune rivendica l’avvio di un piano diffuso sulla moderazione del traffico, dall’altra i comitati chiedono tempi rapidi, opere fisiche e risultati misurabili. La delibera annunciata per la prossima settimana sarà il primo passaggio formale per capire quanto l’impostazione illustrata dalla sindaca Silvia Salis riuscirà a tradursi in interventi concreti nei diversi quartieri cittadini.
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