L’azzardo sale sulle fermate Amt: a Genova parte la campagna contro una dipendenza che rovina vite e famiglie

Per 60 giorni i display delle fermate Amt ospiteranno il messaggio lanciato dal tavolo comunale sull’azzardopatia. Al centro della campagna, il richiamo a chiedere aiuto e la revisione degli strumenti comunali

Da oggi i display delle fermate Amt di Genova ospitano una campagna di sensibilizzazione contro l’azzardopatia, con un messaggio diretto e pensato per raggiungere i cittadini nei luoghi della vita quotidiana. L’iniziativa, destinata a proseguire per sessanta giorni, punta a ribadire che l’azzardo non può essere considerato un passatempo innocuo, ma una dipendenza capace di avere conseguenze pesanti sulle persone, sulle famiglie e sull’intero tessuto sociale.

A presentare l’avvio della campagna è stato il consigliere comunale Filippo Bruzzone, esponente della Lista Civica Silvia Salis Sindaca e presidente del tavolo istituzionale, che ha spiegato come la scelta di utilizzare gli spazi informativi del trasporto pubblico nasca dalla volontà di portare il tema fuori dagli ambiti specialistici e dentro la quotidianità della città. «L’azzardo non è un gioco», ha dichiarato, sottolineando la necessità di contrastare una dipendenza che troppo spesso viene ancora sottovalutata.

L’operazione rappresenta il primo risultato concreto del tavolo di lavoro sull’azzardopatia istituito dal Comune di Genova nel 2012 su proposta della rete Mettiamoci in Gioco e rilanciato di recente dopo una lunga fase di inattività. Secondo quanto riferito da Filippo Bruzzone, il lavoro è stato ripreso con incontri periodici, obiettivi definiti e un’impostazione più strutturata, nel tentativo di riportare il tema dentro un percorso stabile di confronto tra istituzioni e territorio.
Nel percorso che ha portato alla campagna sono stati coinvolti la rete Mettiamoci in Gioco, Amt e l’assessore comunale Emilio Robotti, titolare della delega a mobilità, trasporti e rapporti sindacali. L’obiettivo, nelle intenzioni del tavolo, è doppio: da una parte aumentare la consapevolezza pubblica su una dipendenza che continua a produrre effetti profondi ma spesso poco visibili, dall’altra aggiornare gli strumenti normativi del Comune, a partire dal regolamento del 2012, ritenuto non più adeguato al contesto attuale.
Il messaggio diffuso sui display invita anche chi si trova in difficoltà a chiedere supporto, indicando il numero 375 6838122 come contatto da utilizzare per cercare aiuto. La campagna, quindi, non si limita a un’azione informativa, ma prova anche a offrire un primo punto di riferimento a chi vive direttamente o indirettamente il problema.
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