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Termovalorizzatore, scontro Regione-Comune: Bucci incalza su Roma e sul bando, Pericu replica sui “vincoli” e D’Angelo parla di “improvvisazione”

Il presidente della Regione rilancia sul termovalorizzatore e critica la scelta di Amiu di non aderire alla manifestazione di interesse. L’assessore comunale all’Ambiente spiega che, così com’è strutturato l’avviso, l’azienda non può partecipare e chiede chiarezza. Il consigliere comunale Pd attacca la gestione regionale e denuncia l’assenza di numeri e strategia

Il termovalorizzatore torna al centro del braccio di ferro politico tra Regione e Comune, con un confronto che si accende attorno all’avviso esplorativo regionale e alla decisione di AMIU di non presentare manifestazione di interesse. Da una parte il presidente della Regione Marco Bucci rivendica la necessità dell’impianto e insiste sul fatto che, in questa fase, sarebbe sufficiente “una lettera” per formalizzare l’intenzione di partecipare; dall’altra l’assessore comunale all’Ambiente Silvia Pericu sostiene che i tempi e l’impostazione della procedura rendono di fatto impossibile l’adesione dell’azienda in house; sullo sfondo, il consigliere comunale PD Simone D’Angelo attacca l’impostazione della Regione e parla di un percorso privo di basi tecniche e numeriche.

Bucci: “A Roma si fa e in Liguria no? Non ha senso. E sul bando basta dire che si vuole farlo”

Il governatore, intervenendo sul tema, ha puntato il dito contro quella che definisce una contraddizione politica, richiamando il caso romano e la scelta del Partito Democratico nella Capitale. «Quando il Pd dice che non vuole il termovalorizzatore e poi dopo lo fa a Roma, ora ditemi voi, e si vanta di farlo, giustamente perché il sindaco Gualtieri ha fatto una cosa molto intelligente facendo il termovalorizzatore, sono d’accordo con lui, lo ha fatto con tutto il PD e con tutta la sua giunta e adesso ditemi perché a Roma si può fare e in Liguria no».

Bucci ha sostenuto che la discussione ligure sia spesso alimentata da “posizioni” che non reggono alla prova dei fatti: «Sono tutte prese di posizioni che non hanno senso da nessun punto di vista, eppure continuano a contare cose false perché il Partito Nazionale è invece a favore dei termovalorizzatori e con questo sballottando le persone che sono i nostri cittadini. Io a questo mi oppongo perché non mi sembra una cosa seria», dice.

Poi la risposta a chi gli chiede perché il termovalorizzatore non l’avesse fatto lui quando era sindaco, negli anni scorsi: «Infatti io l’ho chiesto alla Regione di farlo. Sapete che c’è una lettera del Sindaco di Genova del 2023, fine 2023 o inizio 2024, che chiede il termovalorizzatore. Come al solito raccontano una cosa che non è vera. Tra il 2017 e il 2024 era la nostra intenzione farlo, però la Regione non era ancora d’accordo nel farlo e non appena la Regione ha fatto il piano e aveva previsto il termovalorizzatore abbiamo fatto la domanda immediatamente», prosegue Bucci.

Il passaggio più diretto riguarda la scelta dell’attuale amministrazione comunale di non partecipare all’avviso esplorativo: «Non riesco a capire perché al bando non vogliano partecipare. Non c’è bisogno di avere progetti, bisogna solo dire che ho l’intenzione di farlo. Basta una lettera con due righe. E questi sono segnali di passi indietro che non vanno bene. L’ho già detto ieri che è un passo indietro, quindi lo ripeto, lo continuo a pensarlo. È un passo indietro».

Bucci, infine, delinea una scansione che – a suo dire – porterebbe comunque avanti la procedura anche nell’eventualità di poche adesioni: «Le proposte arriveranno, arrivano sempre l’ultimo giorno le proposte. Un po’ di esperienza dice questo… E comunque anche se non arrivasse nessuno, noi faremo il bando vero e proprio… Quando si farà il bando? Subito dopo… Ci vorranno due o tre settimane per vedere chi c’è e chi non c’è… E poi cominceremo a fare il bando dove bisogna arrivare col progetto ovviamente. È incredibile questo modo di… Io la penso diversamente».

Pericu: “AMIU non può partecipare così com’è strutturato l’avviso. Speriamo in una collaborazione”

Dal Comune arriva una lettura opposta. L’assessore all’Ambiente Silvia Pericu contesta l’idea che basti “una lettera” e attribuisce l’assenza di AMIU alla forma e ai tempi scelti dalla Regione: «Amiu non partecipa al bando perché, da come è stato strutturato, non ci è possibile partecipare, dettaglio che forse sfugge alla Regione che ci ha negato la proroga richiesta. Con tempo aggiuntivo, come abbiamo già detto, ci saremmo potuti presentare alla manifestazione di interesse Arlir».

Pericu rivendica l’obiettivo di far valere il peso della città nel ciclo dei rifiuti e annuncia valutazioni e analisi in arrivo: «Come amministrazione comunale, vogliamo di far sì che la città tragga tutti i vantaggi possibili in termini di servizio dalle strategie regionali di chiusura del ciclo. In questa direzione, condivideremo a breve analisi e valutazioni su quale strada, nel 2026, sia meglio intraprendere per ottimizzare il vantaggio di essere i maggior produttori di RSU della Liguria».

La chiusura è un invito alla collaborazione ma anche un avvertimento sul livello di incertezza: «Speriamo, contestualmente, in una collaborazione e che la Regione sappia portare avanti questo processo perché i fattori di indeterminatezza, che gravitano su questa procedura scelta, sono tanti».

D’Angelo: “Bucci commentatore permanente. Avviso confuso, senza numeri e strategia”

Nel dibattito interviene anche il consigliere comunale PD Simone D’Angelo, che alza il livello dello scontro politico e istituzionale: «L’atteggiamento del presidente Bucci è ormai politicamente e istituzionalmente inaccettabile. Continua a parlare della Regione in terza persona, come se il presidente fosse qualcun altro e lui fosse ancora il sindaco di Genova, trasformandosi in una sorta di commentatore permanente delle scelte comunali».

D’Angelo collega il tema rifiuti all’andamento della tariffa negli anni scorsi: «È bene ricordare che i genovesi hanno appena chiuso otto anni della sua amministrazione, segnata da una gestione disastrosa dei rifiuti, che ha prodotto un solo vero risultato: una Tari tra le più alte d’Italia. Oggi Bucci dovrebbe occuparsi della Liguria, da Ventimiglia a Sarzana, e smettere di fare propaganda».

E punta il dito sulla procedura avviata dalla Regione: «Invece – anche seguendo le sue sparate – non è nemmeno in grado di mettere in campo un atto serio conseguente: la manifestazione di interesse rivolta confusamente a Comuni e operatori è un documento pasticciato, che non chiarisce neppure se il termovalorizzatore sia davvero la tecnologia ritenuta migliore per la Regione che lui stesso guida».

La conclusione è una critica netta al metodo: «Altro che scelte coraggiose: qui siamo davanti a improvvisazione pura, senza numeri, senza fabbisogni, senza una minima strategia industriale per chiudere davvero il ciclo dei rifiuti in Liguria».

Il confronto, insomma, si gioca su due piani. Il primo è politico: l’accusa di incoerenza, le responsabilità passate, la contrapposizione tra narrazioni. Il secondo è tecnico-amministrativo: cosa consente davvero l’avviso esplorativo, chi può partecipare e con quali requisiti, quanto pesa l’assenza di dati di scenario e di una cornice definita su tariffe, flussi e tecnologia. Ed è proprio su questo secondo terreno che, nelle prossime settimane, Comune e Regione saranno chiamati a misurarsi: non più a colpi di dichiarazioni, ma sui documenti, sui tempi e sui numeri.

In copertina: foto di repertorio


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