A Tursi la festa diventa fondi veri: Agorà premia i progetti che cambiano Genova dal basso

Trent’anni di cooperativa trasformati in un bando da 30mila euro per il terzo settore: presentati i risultati di “Agorà per la Città” e consegnati i riconoscimenti ai vincitori, dal teatro in carcere ai percorsi contro la violenza di genere

Un anniversario che non resta una torta con le candeline, ma diventa un investimento concreto e misurabile sulla città. Nel Salone di Rappresentanza di Palazzo Tursi, la cooperativa sociale Agorà ha celebrato i suoi trent’anni di attività presentando i risultati del bando “Agorà per la Città”, iniziativa nata per rafforzare il legame con il territorio e sostenere progetti capaci di generare impatto sociale nella Città Metropolitana di Genova. Il percorso si è chiuso con la premiazione dei vincitori, trasformando la ricorrenza in un gesto di restituzione: risorse dedicate, visibilità pubblica e un riconoscimento formale alle realtà che, ogni giorno, tengono insieme pezzi di comunità e risposte ai bisogni emergenti.

L’iniziativa, promossa con il patrocinio del Comune di Genova, ha messo a disposizione complessivamente 30mila euro, destinati a enti del terzo settore e associazioni sociali, culturali e sportive con sede nell’area metropolitana. Il senso dell’operazione è chiaro: sostenere idee che non siano “una tantum”, ma che sappiano mettere radici, creare reti, generare continuità. A sottolinearlo, nel suo intervento, l’assessora al Welfare Cristina Lodi, che ha portato anche il saluto della sindaca Silvia Salis: per Cristina Lodi il bando rappresenta un esempio di terzo settore capace di contribuire in modo determinante a comunità più coese e inclusive, soprattutto in una fase segnata da fragilità diffuse e sempre più complesse. Nel suo ragionamento, il valore di iniziative come “Agorà per la Città” sta nella capacità di mettere in dialogo competenze e responsabilità diverse, riconoscendo il lavoro quotidiano di chi opera accanto alle persone e trasformando la solidarietà in un’azione strutturata, perché il welfare non è solo un elenco di servizi, ma un processo condiviso fondato su fiducia e collaborazione.

All’evento hanno partecipato anche i vertici della cooperativa, con il presidente Franco Iannacchino e il direttore generale Manuel Sericano, insieme alla presidente di Confcooperative Liguria e vicepresidente nazionale Anna Manca, presente per la Commissione del bando. In sala, accanto alle istituzioni, c’erano i rappresentanti delle associazioni premiate: un dettaglio che racconta il senso più profondo della mattinata, perché l’idea non era “parlare di sociale”, ma far emergere progetti concreti e persone reali che li portano avanti.
Il percorso di selezione è stato costruito su più passaggi, proprio per evitare che i premi fossero una scelta calata dall’alto. In prima battuta una commissione composta da membri interni ed esterni alla cooperativa ha valutato 35 progetti candidati, selezionandone sette finalisti. A quel punto si è aperta una consultazione interna rivolta ai soci di Agorà, che ha contribuito a determinare i primi tre classificati. La Commissione ha inoltre scelto di assegnare un premio speciale aggiuntivo, a riconoscimento di un’ulteriore proposta ritenuta particolarmente meritevole.
Il primo posto è andato a “Confini e libertà – Teatro di improvvisazione teatrale e scrittura creativa per i detenuti della Casa Circondariale di Pontedecimo”, progetto dell’APS Maniman Teatro che porta il linguaggio del teatro dentro un contesto in cui esprimersi e ricostruire relazioni è spesso parte del percorso di rieducazione. Seconda classificata l’iniziativa “Impasti di Comunità”, promossa dalla SMS Fratellanza Artigiana, mentre al terzo posto si è collocata “Comunità che si prende cura: educazione, consapevolezza e prevenzione della violenza di genere” dell’Associazione Sestri Città Aperta, un progetto che mette al centro informazione e prevenzione, lavorando sulla cultura prima ancora che sull’emergenza. Il Premio della Giuria è stato assegnato a “Il CUS ti imbarca” dell’ASD CUS Genova, a suggello di un’idea che intreccia sport e inclusione come strumenti per creare appartenenza e opportunità.
La premiazione ha avuto anche un valore di “ritratto” della cooperativa che l’ha promossa. Agorà, fondata oltre trent’anni fa, viene descritta oggi come una delle principali realtà dell’imprenditoria sociale ligure: conta più di 700 operatori e lavora nei servizi alla persona accompagnando bambini, adolescenti e famiglie, oltre a persone con disabilità, anziani e cittadini in situazioni di fragilità, con un’azione che tocca anche i percorsi di integrazione e l’assistenza a chi è più esposto ai cambiamenti economici e sociali. È una presenza capillare che, nel tempo, ha costruito una reputazione legata alla continuità più che all’evento, al lavoro quotidiano più che al titolo di giornata.
Ed è qui che il bando assume il suo significato più politico, nel senso più alto del termine: invece di celebrare il passato con un bilancio autocelebrativo, la cooperativa ha scelto di usare l’anniversario per aprire una finestra sul futuro, sostenendo nuove idee e rilanciando il ruolo del terzo settore come leva di innovazione. Il messaggio conclusivo degli organizzatori riassume la direzione: festeggiare trent’anni condividendo un momento pubblico con la città per favorire la nascita di progetti solidali e continuare a portare valore, in collaborazione con enti pubblici e privati, nei servizi alla persona “dagli 0 ai 100 anni”. Un modo, concreto e non retorico, per dire che la solidarietà non è un sentimento vago, ma una scelta organizzata, fatta di risorse, competenze e alleanze che, quando funzionano, rendono una città più forte.
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