Oggi a Genova 

Vento sul porto, incidenti in autostrada e rampa chiusa in sopraelevata per auto ribaltata: traffico nel caos, code anche in Valbisagno e nel Ponente

Alle criticità legate alle raffiche e alla chiusura di alcuni terminal portuali si sommano incidenti e cantieri su A7, A10, A12 e A26, mentre un incidente ha portato alla chiusura del transito veicolare su Strada Aldo Moro in direzione ponente e sulla rampa verso il casello di Genova Ovest, con deviazione obbligata verso l’uscita di via di Francia. Rallentamenti e colonne si sono estesi anche alla Valbisagno e a diverse strade urbane del Ponente cittadino

La mattina del 3 febbraio si è trasformata in una prova di resistenza per chiunque dovesse attraversare la città e i suoi varchi autostradali. Il vento, che ha spinto a rallentamenti e chiusure operative in porto con ripercussioni sulla logistica, si è incastrato con una serie di incidenti e cantieri sulle principali autostrade e, come se non bastasse, con un blocco in pieno nodo urbano: su Strada Aldo Moro in direzione ponente, e sulla rampa verso il casello di Genova Ovest, il transito veicolare è stato interdetto a causa di un incidente stradale e il traffico è stato deviato obbligatoriamente verso l’uscita di via di Francia. Un’auto si è ribaltata. Chiuso l’accesso in Strada Aldo Moro direzione ponente dalla rotatoria.

L’effetto è stato immediato e a cascata: non solo code nei tratti interessati, ma un’onda lunga che ha raggiunto anche la Valbisagno e diverse strade urbane del Ponente, con colonne e tempi di percorrenza in aumento anche lontano dal punto di chiusura.

Sul fronte autostradale, in direzione Milano, la A7 ha segnato due rallentamenti importanti già nelle prime ore: una coda di circa quattro chilometri tra Genova Sampierdarena e il bivio A7/A12 per “regolazione traffico”, e un secondo imbuto tra Genova Bolzaneto e Busalla con due chilometri di coda legati a lavori. Sono quei rallentamenti che, quando coincidono con un nodo cittadino già stressato, finiscono per saturare in pochi minuti le alternative e rendere difficile anche il semplice ingresso o uscita dalla città.

Sulla A10 verso Ventimiglia, la criticità principale è stata l’incidente tra Genova Aeroporto e Genova Pegli, con due chilometri di coda e un tempo di percorrenza che è salito a sedici minuti, con un aumento netto rispetto al normale. Più a ponente, tra Albisola e l’inizio della complanare di Savona, un chilometro di coda per lavori ha aggiunto un’ulteriore frenata a una direttrice che, nelle mattine ventose e con porto in difficoltà, tende a caricarsi rapidamente anche di traffico indotto.

Sulla A12 verso Genova, ai lavori tra Rapallo e Recco si è sommato il nodo più pesante a ridosso dell’ingresso in città: tra Genova Nervi e il bivio A12/A7 è stata segnalata una coda di cinque chilometri attribuita a regolazione del traffico, con tempi stimati in trentanove minuti e un incremento di oltre mezz’ora. In un contesto dove molte persone scelgono l’autostrada per evitare le difficoltà della viabilità urbana, un rallentamento simile finisce per fare l’opposto: trattiene i flussi e moltiplica i punti di congestione.

Particolarmente delicata anche la situazione sulla A26, dove intorno alle cinque del mattino un mezzo pesante è finito contro la parete di una galleria tra il bivio con la A10 e Masone. Qui la circolazione ha risentito dell’incidente su entrambe le direzioni, con code e ripristini che si sono trascinati nella prima parte della mattinata. Verso Genova Voltri è stata segnalata una coda tra Masone e l’allacciamento A26/A10, mentre verso Gravellona Toce si sono alternate indicazioni di coda per ripristino e nuovi rallentamenti per incidente nello stesso tratto, segno di una gestione complessa e di un assetto che, in galleria, richiede tempi tecnici inevitabili.

Dentro questo quadro già pesante, la chiusura su Strada Aldo Moro e della rampa verso Genova Ovest ha funzionato da moltiplicatore. Quando si blocca un punto di accesso strategico, soprattutto in un momento in cui il porto lavora a regime ridotto e molte direttrici sono già rallentate, il traffico si riversa sulle poche uscite disponibili e sulle strade urbane circostanti. La deviazione su via di Francia ha quindi concentrato ulteriori flussi in un’area che, per sua natura, è già un punto di distribuzione e di transito, con l’effetto di allargare la congestione. Da qui le segnalazioni di coda anche in Valbisagno e su parte delle strade del Ponente, dove l’incolonnamento di chi cerca alternative finisce per bloccare anche chi non ha nulla a che fare con l’incidente iniziale.


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