Tragedia nelle acque delle Maldive, la Procura di Roma apre un fascicolo sulla morte dei cinque italiani. Difficoltà per il recupero di quattro salme

Cordoglio dal mondo scientifico e ambientalista per Monica Montefalcone. Sarebbe suo il corpo recuperato ieri mentre l’allerta meteo rende difficile il recupero delle salme delle altre quattro persone decedute, tra cui la figlia ventitreenne della professoressa, un’assegnista di ricerca del Distav e un neolaureato di Unige

La morte dei cinque italiani durante un’immersione alle Maldive entra anche nel perimetro della magistratura italiana. La Procura di Roma ha avviato un’indagine sulla tragedia subacquea avvenuta ieri e attende ora la documentazione ufficiale che dovrà arrivare dal consolato italiano. Gli atti saranno il primo passaggio per consentire ai pubblici ministeri di piazzale Clodio, coordinati dal procuratore capo Francesco Lo Voi, di valutare quale ipotesi investigativa seguire e se delegare accertamenti alle forze dell’ordine.

Le vittime sono Monica Montefalcone, la figlia Giorgia Sommacal, Muriel Oddenino, Gianluca Benedetti e Federico Gualtieri. Secondo le prime informazioni disponibili, i cinque sono morti nel corso di un’immersione profonda, a circa 60 metri, in un’area caratterizzata dalla presenza di una grotta sommersa. Il gruppo faceva parte di una spedizione alle Maldive a bordo del “Duke of York”, imbarcazione sulla quale si trovavano anche altri connazionali.
Il corpo di una delle persone disperse è stato individuato dai sommozzatori impegnati nelle operazioni di ricerca all’interno di una grande cavità sottomarina. Secondo le prime indicazioni, si tratterebbe della professoressa Monica Montefalcone. Le autorità maldiviane ritengono che anche gli altri quattro subacquei possano trovarsi nella stessa grotta, lunga circa 60 metri e collocata a una profondità analoga. Proprio la conformazione dell’ambiente, unita alla profondità e alle condizioni del mare, rende il recupero particolarmente complesso.
La Maldives National Defense Force ha definito l’intervento ad alto rischio. Nelle operazioni sono impegnati sommozzatori specializzati, mezzi navali e supporto aereo, ma il quadro resta difficile anche per il maltempo, con forti venti e un’allerta gialla nell’area. Le condizioni meteo stanno incidendo pure sull’assistenza agli altri italiani rimasti a bordo del “Duke of York”, che si è spostato alla ricerca di un approdo più sicuro in attesa di poter rientrare a Malé.
L’Ambasciata d’Italia a Colombo, nello Sri Lanka, segue il caso e sta fornendo assistenza ai connazionali ancora presenti sull’imbarcazione. Tra loro, secondo quanto comunicato dalla Farnesina, non risultano feriti. La sede diplomatica ha preso contatto anche con la Mezzaluna Rossa, disponibile a inviare volontari formati per il primo soccorso psicologico, anche se il maltempo potrebbe complicare il raggiungimento della barca. L’Ambasciata e la console onoraria Giorgia Marazzi restano in collegamento con i familiari delle vittime per gli aggiornamenti e l’assistenza necessaria.
Sul fronte giudiziario, il lavoro della Procura di Roma partirà dagli atti formati dalle autorità locali e dalla documentazione consolare. Saranno elementi decisivi per ricostruire l’organizzazione dell’immersione, le condizioni operative, il livello di rischio, le procedure di sicurezza adottate e l’esatta dinamica che ha portato alla morte dei cinque subacquei. Solo dopo questa prima acquisizione sarà possibile capire quale direzione prenderà l’inchiesta italiana.
La scomparsa di Monica Montefalcone ha colpito in modo particolare il mondo della ricerca marina e dell’ambientalismo. Greenpeace Italia ha espresso profondo cordoglio ricordando la ricercatrice del Dipartimento di scienze della terra, dell’ambiente e della vita dell’Università di Genova come una collaboratrice storica dell’associazione. Aveva lavorato al progetto “Mare Caldo”, dedicato agli effetti della crisi climatica nel Mediterraneo, e al progetto “AMPower”, rivolto all’ampliamento delle aree marine protette italiane.
Greenpeace ha sottolineato la professionalità, la generosità e l’entusiasmo di Montefalcone, ricordandola come una studiosa sempre pronta a mettersi in prima linea per la tutela del mare. «Questa tragedia ci ha colpito profondamente», ha scritto l’associazione, rivolgendo il proprio cordoglio alla famiglia e definendo la ricercatrice una “guerriera dell’arcobaleno”.
Anche il WWF Italia piange la scomparsa della professoressa, da poco entrata a far parte della sua comunità scientifica. L’associazione la ricorda come professoressa associata di Ecologia all’Università di Genova, ricercatrice e tra le maggiori esperte di posidonia nel Mediterraneo. Il legame con il WWF si era costruito attraverso diverse collaborazioni in progetti di ricerca e rigenerazione degli habitat marini, sia in Liguria sia a livello nazionale e mediterraneo.
Il WWF richiama in particolare il contributo di Monica Montefalcone alle attività di mappatura della posidonia nei mari italiani nell’ambito del progetto Piano nazionale di ripresa e resilienza Marine Ecosystem Restoration, finanziato dal ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica. Accanto alla ricerca, la docente aveva dedicato tempo ed energie anche alla divulgazione scientifica, portando fuori dall’ambito accademico la conoscenza degli ecosistemi marini e la necessità della loro tutela.
La spedizione durante la quale sono morti i cinque italiani non era legata ad attività dell’Università di Genova. Lo precisa l’Ateneo. Secondo quanto chiarito dall’Università, Monica Montefalcone, professoressa associata di Ecologia al Dipartimento di scienze della terra, dell’ambiente e della vita, e Muriel Oddenino, assegnista di ricerca nello stesso dipartimento, si trovavano alle Maldive per una missione scientifica dedicata al monitoraggio dell’ambiente marino e agli effetti dei cambiamenti climatici sulla biodiversità tropicale. L’immersione subacquea durante la quale si è verificato l’incidente, però, non rientrava in alcun modo nelle attività previste dalla missione ed è stata svolta a titolo personale. L’Ateneo precisa inoltre che non facevano parte della missione scientifica Giorgia Sommacal, studentessa dell’Università di Genova e figlia di Montefalcone, e Federico Gualtieri, neolaureato magistrale in Biologia ed ecologia marina, anche loro vittime del tragico incidente.
Alle Maldive si trova anche Stefano Vanin, professore associato di Zoologia nello stesso dipartimento, ma impegnato in una diversa attività di ricerca, autorizzata dalle autorità maldiviane, sul campionamento di ditteri e altri insetti di interesse forense, sanitario e veterinario.
In segno di cordoglio per le vittime, l’Università di Genova ha esposto il tricolore a mezz’asta.
La tragedia lascia quindi un doppio vuoto: quello privato, per le famiglie delle cinque vittime, e quello pubblico, per una comunità scientifica e ambientalista che perde una figura riconosciuta nella ricerca sul mare. Mentre alle Maldive proseguono le operazioni di recupero in condizioni difficili, in Italia l’apertura del fascicolo a Roma segna l’inizio del percorso necessario a chiarire le circostanze dell’incidente e a verificare eventuali responsabilità.
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