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Addio a Gilberto Salmoni: ultimo sopravvissuto genovese alla deportazione, pochi giorni fa aveva ricevuto il Grifo – I commenti

È morto Gilberto Salmoni, nato nel 1928, scrittore e ultimo testimone genovese della Shoah, presidente onorario di Associazione Nazionale Ex Deportati. Solo lunedì scorso, nel Giorno della Memoria, la sindaca Silvia Salis gli aveva consegnato il Grifo di Genova, massimo riconoscimento civico, in una cerimonia che aveva trasformato la città in ascolto della sua testimonianza

La memoria, a volte, fa in tempo a ricevere un abbraccio pubblico prima di spegnersi. È accaduto con Gilberto Salmoni, morto nelle ultime ore: era l’ultimo sopravvissuto genovese alla deportazione, scrittore e testimone instancabile della Shoah, presidente onorario di Associazione Nazionale Ex Deportati Genova. Solo lunedì scorso, nel Giorno della Memoria, la città gli aveva consegnato il Grifo, la massima onorificenza del Comune, come se avesse voluto trattenere ancora per un istante quella voce, quella presenza, quel filo diretto con ciò che l’Europa è stata capace di infliggere a se stessa.

Durante il Giorno della Memoria, il riconoscimento era stato consegnato dalla sindaca Silvia Salis in una cerimonia istituzionale che aveva assunto un tono diverso dal protocollo. In quei minuti, più che una celebrazione, era sembrato un raccoglimento: non il rito della commemorazione, ma l’attenzione che si riserva a chi non parla per sentito dire. Perché Gilberto Salmoni non raccontava una storia “lontana”, e non la raccontava per mestiere: la portava addosso.

Nato nel 1928, aveva vissuto a Genova e aveva trasformato la sua sopravvivenza in testimonianza attiva. Era stato internato a Fossoli, poi deportato a Buchenwald. Nella cerimonia del Grifo aveva ringraziato la sindaca e aveva ricordato alcuni frammenti della prigionia, con quel modo che appartiene a chi ha attraversato l’orrore senza permettergli di diventare spettacolo: parole misurate, senza ricerca di effetto, e proprio per questo capaci di arrivare come un colpo. Perché la verità vissuta ha un peso che non si può alleggerire, e chi l’ascolta lo avverte subito.

La sua morte lascia un vuoto che non è solo personale. Con Gilberto Salmoni se ne va un testimone diretto, uno di quelli che, con la propria presenza, rende impossibile trasformare la Shoah in un capitolo astratto o in una data da calendario. È la differenza tra sapere e sentire: tra studiare la storia e guardarla negli occhi. Ed è anche per questo che la consegna del Grifo, avvenuta appena pochi giorni fa, assume oggi un significato ancora più intenso: come se la città avesse voluto dire grazie in tempo, e insieme ricordare a se stessa che la memoria non è mai un esercizio neutrale, ma un dovere che chiede vigilanza, ogni giorno.


Le reazioni

«È con grande dolore che oggi salutiamo Gilberto Salmoni. Solo pochi giorni fa abbiamo avuto modo di incontrarlo, ascoltarlo, ringraziarlo pubblicamente con un momento di riconoscimento che allora guardava al passato, alla sua storia, e da oggi guarda al futuro. Porterò per sempre con me la gioia che ho visto nei suoi occhi nel momento in cui ha ricevuto il Grifo: ho chiaramente percepito quanto fosse significativo per lui e quanto tenesse al legame con la sua città». Così la sindaca Silvia Salis, appresa la notizia della scomparsa di Gilberto Salmoni. «La sua memoria e la sua vita continueranno a indicarci con chiarezza la parte giusta della storia, quella che non accetta compromessi con l’odio, con l’indifferenza e con la negazione dei diritti – aggiunge Salis – Conferendogli il Grifo, Genova ha riconosciuto il valore di un’esistenza spesa per la memoria e per la difesa dei principi democratici. Oggi quel gesto assume un significato ancora più profondo e ci affida una responsabilità che va oltre il ricordo. La storia di Gilberto Salmoni ci chiede di continuare a vigilare, di prendere posizione, di difendere senza ambiguità la libertà, la dignità umana e i valori della democrazia. Genova si stringe con rispetto attorno alla sua famiglia e a tutte le persone che hanno condiviso con lui un percorso di memoria, impegno civile e preziosa testimonianza».

«Con la scomparsa di Gilberto Salmoni, Genova, così come l’Italia e l’Europa, perdono un testimone prezioso degli orrori della Shoah. Un uomo che ha scelto di trasformare una vicenda personale segnata dal dolore in un impegno pubblico, parlando ai giovani con parole semplici e mai urlate – commenta il presidente della Regione Liguria Marco Bucci -. La sua testimonianza è stata un atto di responsabilità verso la città e verso il futuro, un contributo fondamentale alla costruzione di una memoria consapevole e condivisa. Lo ricordo con particolare emozione nel 2020, quando gli consegnai la Medaglia Città di Genova: in quell’occasione emerse la forza della sua esperienza, unita a una sobrietà rara. La sua voce resta un riferimento morale per la nostra comunità. Alla famiglia e a tutti coloro che gli sono stati vicini esprimo il cordoglio mio e di tutta la Regione Liguria».

Il Partito Democratico di Genova, parla di «profondo cordoglio» e definisce Gilberto Salmoni una figura centrale della coscienza democratica genovese, l’ultimo testimone cittadino sopravvissuto alla Shoah, capace di trasformare la tragedia non in un ricordo privato, ma in un dovere pubblico. Il riferimento ai giorni scorsi, quando aveva appena ricevuto il Grifo d’Oro, è il segno di un riconoscimento arrivato mentre la sua voce era ancora presente, ancora in grado di richiamare la città all’ascolto.

Nel ricostruire la sua storia, il Partito Democratico ricorda l’arresto del 17 aprile 1944 al confine svizzero, in alta montagna, da parte della milizia fascista della Repubblica di Salò, il passaggio per il campo di concentramento di Fossoli e la deportazione a Buchenwald. È un itinerario che inchioda le parole a fatti precisi, a date e luoghi che non consentono l’astrazione. Ma la nota non si ferma alla biografia: insiste sul “dopo”, cioè su ciò che Gilberto Salmoni ha scelto di fare della sua vita. Secondo i dem, da quella tragedia lui aveva tratto una missione: testimoniare, raccontare, trasmettere alle generazioni future il dovere della memoria e della vigilanza democratica.

Il Pd genovese sottolinea che il suo impegno pubblico non si era mai interrotto e che, con lucidità e rigore morale, Gilberto Salmoni aveva preso parola in ogni occasione utile per contrastare indifferenza e negazionismo, e per opporsi a ogni forma di intolleranza. La sua voce, viene scritto, resta un faro per la comunità genovese e per il Paese, perché non era un racconto del passato, ma un richiamo costante a ciò che il passato chiede al presente: non voltarsi dall’altra parte.

A questo cordoglio si aggiunge quello del gruppo regionale del Partito Democratico, che parla di «grande dolore» per la perdita e al tempo stesso ribadisce che la testimonianza e la memoria non si spengono con la morte del testimone. Nel loro messaggio, i consiglieri richiamano il valore del Grifo d’Oro conferito pochi giorni fa come riconoscimento della dimensione civile e umana di una testimonianza che, per loro, non è mai stata semplice narrazione, ma memoria attiva e responsabilità collettiva. La preoccupazione dichiarata è quella di un tempo in cui il rischio dell’oblio e della banalizzazione della storia cresce, e in cui la scomparsa di un testimone diretto rende ancora più fragile il legame tra ciò che è stato e ciò che dobbiamo impedire che ritorni.

Il gruppo regionale insiste sul compito che resta ai vivi: tramandare. Secondo i dem, l’esempio di Gilberto Salmoni, il coraggio con cui ha continuato a parlare soprattutto ai più giovani e il senso di responsabilità che ha trasmesso devono restare un punto di riferimento, perché la memoria, se non viene coltivata, si indebolisce fino a diventare gesto vuoto. E se invece viene assunta come responsabilità, può funzionare da argine contro odio, negazionismo e violenza, proprio nel momento in cui si fa più facile ridurre la storia a rumore di fondo.

Le parole del Partito Democratico, in sostanza, chiudono su un impegno più che su un saluto. La perdita è grande, riconoscono, ma l’eredità di Gilberto Salmoni non è un patrimonio da custodire in silenzio: è una consegna da tenere viva, una memoria che chiede voce, scuola, città, comunità, perché quando l’ultimo testimone se ne va, la responsabilità non diminuisce, aumenta.

I consiglieri delle liste civiche Vince Liguria Matteo Campora e Federico Bogliolo e di Orgoglio Liguria Walter Sorriento esprimono il più sincero cordoglio e riconoscenza per una vita spesa al servizio della memoria e della coscienza collettiva: «Testimone instancabile della memoria e uomo di grande umanità – hanno ricordato i consiglieri -,  la sua vita segnata dall’orrore della deportazione nei campi di sterminio nazisti, è diventata negli anni un esempio di forza morale, dignità e responsabilità civile. Ha scelto di non chiudersi nel silenzio, ma di parlare, incontrare e raccontare soprattutto ai più giovani.. Per anni ha dialogato con migliaia di ragazzi nelle scuole, guardandoli negli occhi, usando parole semplici ma vere, spiegando loro cosa è stato l’odio e perché non deve mai più tornare. Credeva profondamente nel valore dell’educazione e nella capacità delle nuove generazioni di costruire un futuro diverso, più giusto e umano. La sua testimonianza è e rimarrà sempre memoria. Con la sua scomparsa perdiamo una voce preziosa: resta il segno profondo che ha lasciato nei cuori di tanti giovani che lo hanno ascoltato».

«Con la sua morte perdiamo una figura di straordinario valore umano e civile: Gilberto Salmoni è stato l’ultimo sopravvissuto italiano al campo di concentramento di Buchenwald – dice Pietro Piciocchi a nome del gruppo Vince Genova in Consiglio comunale -. Ha dedicato l’intera vita a testimoniare, soprattutto alle giovani generazioni, l’orrore dei campi di sterminio e le conseguenze estreme dell’odio, del totalitarismo e della negazione della dignità umana. Con il suo modo sempre affabile, diretto e profondamente umano, ha saputo parlare ai giovani, ai cittadini e alle istituzioni, aiutando intere generazioni ad “aprire gli occhi” su una delle più grandi tragedie della storia contemporanea. La sua testimonianza non è mai stata solo memoria del passato, ma un monito costante per il presente e per il futuro. Gilberto Salmoni è stato un vero tesoro per la nostra città. La sua presenza, il suo impegno e il suo esempio rappresentano un patrimonio morale che sentiamo il dovere di custodire. Come comunità e come rappresentanti delle istituzioni, ci sentiamo oggi ancora più responsabili nel portare avanti il suo insegnamento, mantenendo viva la sua testimonianza e tutelando con fermezza i valori democratici, della libertà, della pace e del rispetto della persona. Alla sua famiglia va il nostro pensiero più sincero e la nostra vicinanza in questo momento di grande dolore».

«Con la scomparsa di Gilberto Salmoni perdiamo una persona di inestimabile valore. Avrò sempre viva l’immagine di lui che parla ai ragazzi, la lucida testimonianza che ha portato nelle scuole, per anni: anni in cui da assessore regionale all’istruzione ho avuto modo di incontrarlo e apprezzarlo, così fino all’ultimo, ancora pochi giorni fa alle commemorazioni qui a Genova per il Giorno della Memoria. La sua capacità di trasmettere il ricordo della Shoah era potente: certamente perché era una testimonianza in prima persona, ma soprattutto perché è sempre stata semplice, diretta, incredibilmente priva di rancore. Gli occhi di Gilberto sono sempre rimasti impressi a chi lo ha conosciuto, in particolare ai tanti ragazzi che lo hanno incontrato: occhi buoni, e lo rimarranno per sempre. A lui dobbiamo un grande grazie per lo sforzo che ha fatto, sempre, come ultimo genovese sopravvissuto all’Olocausto, affinché continuasse a rimanere viva la memoria, sapendo anche andare oltre». Lo dichiara Ilaria Cavo, deputata ligure, presidente del consiglio nazionale di Noi Moderati e capogruppo di NM Orgoglio Genova in consiglio comunale.


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