Cronaca 

Lametta nascosta e scatto improvviso: a Marassi torna l’allarme dopo un colloquio

Nel carcere genovese un agente di polizia penitenziaria è stato preso di mira da un detenuto rientrato dall’incontro con il legale. Provvidenziale l’intervento dei colleghi, che ha evitato conseguenze peggiori

Ancora tensione dentro il carcere di Marassi, dove nel pomeriggio di ieri si è registrato un nuovo episodio di aggressività ai danni di un agente di polizia penitenziaria.

Secondo la ricostruzione, tutto è avvenuto poco dopo il rientro in reparto di un detenuto che aveva appena concluso un colloquio con il proprio avvocato: un momento che, come da prassi, dovrebbe segnare un ritorno alla normalità della routine detentiva, tra controlli, rientri nelle celle e ripresa delle attività previste.

Invece, pochi minuti dopo, l’uomo avrebbe compiuto un gesto improvviso, cercando di colpire l’agente al volto con una lametta che teneva nascosta in bocca. Una dinamica che, oltre a riaccendere l’attenzione sulla sicurezza interna, pone interrogativi sulla capacità di intercettare oggetti pericolosi in contesti dove i movimenti sono continui e la pressione sul personale è alta. L’azione è stata repentina: l’agente si è trovato di fronte a un attacco inatteso, in uno spazio ristretto e in una fase operativa delicata come quella del rientro dopo un colloquio.

A fare la differenza, in quei secondi, è stato l’intervento dei colleghi presenti, che sono riusciti a bloccare il detenuto e a interrompere l’aggressione prima che la situazione degenerasse. L’episodio si è chiuso senza conseguenze gravi, ma resta la sensazione di un equilibrio fragile, in cui basta un attimo perché la quotidianità si trasformi in emergenza. Dopo l’accaduto, il detenuto è stato sottoposto a provvedimenti interni di tipo cautelare, con l’adozione di misure restrittive per prevenire ulteriori rischi e consentire gli accertamenti del caso.

Il fatto, per modalità e contesto, si inserisce in un quadro già complicato per le strutture penitenziarie, dove la gestione della sicurezza richiede attenzione costante e un lavoro di squadra che spesso supplisce alle criticità strutturali. A Marassi, come in molti istituti, la giornata è scandita da passaggi ripetuti, aperture e chiusure, trasferimenti tra sezioni, colloqui e attività: un flusso che obbliga gli agenti a mantenere sempre alta la guardia, anche quando la situazione sembra sotto controllo. Ed è proprio questa imprevedibilità, più di tutto, a rendere pesante il lavoro di chi opera dietro le sbarre.

In attesa che venga chiarito ogni dettaglio sulla provenienza e sulle modalità con cui la lametta sia stata tenuta nascosta, l’episodio riporta al centro un tema ricorrente: la sicurezza non riguarda soltanto i detenuti e la tenuta complessiva dell’istituto, ma anche l’incolumità quotidiana di chi lavora nei reparti. Un attacco che si consuma in pochi istanti lascia comunque strascichi, perché aumenta la tensione, alimenta la percezione di rischio e mette a dura prova il personale chiamato, giorno dopo giorno, a gestire situazioni complesse senza margini di errore.


Se non volete perdere le notizie seguite il nostro sito GenovaQuotidiana il nostro canale Bluesky, la nostra pagina X e la nostra pagina Facebook (ma tenete conto che Facebook sta cancellando in modo arbitrario molti dei nostri post quindi lì non trovate tutto). E iscrivetevi al canale Whatsapp dove vengono postate solo le notizie principali

Related posts