Sanità e farmaci sotto la lente a Genova: 294 controlli, 2 arresti e prodotti ritirati per oltre 450mila euro

Nel bilancio 2025 del Nas dei carabinieri: controllate 294 strutture sanitarie, denunciate 5 persone e contestate 23 sanzioni amministrative. Sul fronte farmaceutico 52 ispezioni mirate, 2 arresti e 16 denunce. In totale sanzioni per oltre 80mila euro e ritiro dal mercato di farmaci e dispositivi medici per un valore superiore a 450mila euro


C’è un pezzo di sicurezza quotidiana che raramente fa rumore, ma che decide molto più di quanto pensiamo: la fiducia che possiamo riporre in una visita, in una terapia, in un farmaco comprato al banco o in un dispositivo sanitario utilizzato in corsia. E proprio su questo si misura il bilancio 2025 delle attività del Nucleo antisofisticazioni e sanità dei carabinieri di Genova, che ha tracciato un quadro di controlli e interventi nel mondo sanitario e farmaceutico.

Il dato più immediato è quello della quantità di verifiche: 294 strutture sanitarie di vario genere passate al setaccio nell’arco dell’anno. Controlli che, secondo quanto riportato, hanno fatto emergere criticità tali da portare alla denuncia di 5 persone e alla contestazione di 23 sanzioni amministrative. Le ipotesi di reato contestate sono pesanti perché toccano la credibilità stessa del sistema: si parla di truffa ai danni dello Stato, somministrazione di farmaci scaduti ed esercizio abusivo della professione sanitaria. Non sono irregolarità “da ufficio”: sono fatti che, se confermati, hanno un impatto diretto sulla sicurezza delle cure e sul diritto dei cittadini a essere assistiti da personale qualificato e con prodotti idonei.
Accanto alla sanità, il report evidenzia un secondo fronte, altrettanto sensibile: quello farmaceutico. Qui le ispezioni dichiarate sono 52, mirate, e l’esito racconta un’intensità investigativa ancora più marcata: 2 arresti e 16 persone denunciate per reati che spaziano dalla ricettazione fino all’associazione per delinquere, oltre a violazioni della normativa di settore. Quando si entra nel circuito del farmaco, ogni anello “sporco” non è solo una frode economica: è un rischio sanitario, perché può significare conservazioni errate, canali paralleli, prodotti non tracciabili o destinazioni d’uso aggirate.
Il conto complessivo, messo in fila, rende la dimensione del lavoro: sanzioni amministrative per oltre 80.000 euro e soprattutto il ritiro dal mercato di farmaci e dispositivi medici per un valore superiore a 450.000 euro. E questo è forse il dato che colpisce di più, perché traduce la repressione in prevenzione concreta: ciò che viene tolto dal mercato non può più finire in un ambulatorio, in una corsia o nelle mani di un paziente.
Il bilancio 2025, insomma, racconta una cosa semplice: la sicurezza sanitaria non è solo grandi ospedali e pronto soccorso, ma anche controlli silenziosi, verifiche e interventi che impediscono a pratiche scorrette di diventare normalità. Perché quando si parla di salute, l’errore non è mai “solo un errore”: è sempre una ferita che qualcuno rischia di pagare sulla propria pelle.
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