Sciopero CUB trasporti martedì 27: stop di 4 ore tra guasti, corse saltate e “mezze ore alle fermate”: gli effetti della crisi Amt

Sciopero dalle 11.30 alle 15.30. Nel mirino guasti ai mezzi, carenza di personale, turni saltati e disagi quotidiani per utenti e autisti: una situazione reale e non risolvibile se prima l’azienda non verrà fuori dal disastro economico che ha anche strascichi nelle indagini della procura

Un’altra giornata a rischio per chi si muove con autobus e trasporto pubblico a Genova. CUB trasporti annuncia uno sciopero di quattro ore per martedì 27 gennaio, dalle 11.30 alle 15.30, motivandolo con una denuncia dura e diretta sulle condizioni del servizio e sulle ricadute quotidiane su lavoratori e passeggeri.

Nel comunicato il sindacato descrive un quadro che, secondo la sua lettura, è ormai “sotto gli occhi di tutti”: mezzi che non escono dalle rimesse perché guasti, vetture che si fermano durante il servizio, carenza di personale viaggiante e turni che saltano a catena, sia sul servizio urbano sia su quello extraurbano. Il risultato, sostiene CUB, è il disagio quotidiano alle fermate: attese che diventano “mezz’ore quando va bene”, autobus che arrivano già strapieni e utenti che spesso non riescono nemmeno a salire, costretti a sperare nel passaggio successivo.
Perché saltano le corse: meno bus disponibili, ricambi che non arrivano, manutenzioni rallentate
La situazione è conseguente alla crisi Amt, con indagine della magistratura relativa alla precedente gestione dell’azienda. Il punto più concreto è la disponibilità reale dei mezzi. La fotografia che circola in queste settimane è quella di decine e decine di autobus fermi ogni giorno, non perché “mancano autisti”, ma perché mancano i mezzi in condizioni di uscire. La causa più citata è la combinazione tra pezzi di ricambio che non arrivano e fornitori non pagati: se la catena della manutenzione si inceppa, i guasti diventano permanenti, e un bus fermo oggi rischia di restare fermo anche domani.
Qui entra un’altra complicazione: anche laddove l’azienda, dal novembre scorso, ha ripreso a pagare alcune fatture correnti, il debito pregresso resta legato a una procedura che limita la possibilità di “scegliere” chi pagare per primo. Tradotto in termini semplici: non è detto che si possa sbloccare subito il fornitore “più utile” per far arrivare domani i ricambi. E nel frattempo i mezzi restano in officina, i turni si incastrano male e il servizio si spezza.
Personale: uscite, sostituzioni difficili e poco margine per coprire i buchi
C’è poi il tema degli organici. Negli ultimi mesi si è parlato di numerose uscite tra prepensionamenti e cambi di lavoro, un’emorragia che riduce il margine per coprire turni e sostituzioni proprio quando la macchina è già sotto stress. Se mancano bus e manca personale, il sistema diventa rigido: ogni assenza pesa doppio, ogni guasto pesa triplo.
In questo contesto, alcune soluzioni che a parole sembrano immediate – assumere subito nuovi autisti o comprare subito nuovi mezzi – nella pratica vengono presentate come difficili da ottenere nel breve. Reclutare personale richiede tempi e vincoli; acquistare autobus nuovi non significa averli domani su strada, perché ci sono gare, allestimenti, consegne. La situazione è irrisolvibile se prima non verrà superato lo scoglio economico della crisi Amt.
Per CUB trasporti la situazione non è più tollerabile e lo sciopero – pur consapevoli dei disagi che provoca – viene presentato come “forse l’unica forma di protesta rimasta” per difendere i diritti dei lavoratori e anche quelli degli utenti. La critica si allarga poi alla gestione degli ultimi decenni, che il sindacato indica come origine del “disastro annunciato” e cita come simboli alcune scelte storiche, dalla chiusura dell’officina Guglielmetti alla chiusura della rimessa di Boccadasse, fino alle decisioni che avrebbero portato al quadro attuale.
La protesta, insomma, viene raccontata come un atto di rottura rispetto a una normalizzazione del disagio: “Nel 2026 non è possibile che una grande città come Genova abbia un trasporto pubblico ridotto in condizioni pietose”, si legge nella nota, che chiude ribadendo orari e durata dell’astensione dal lavoro: martedì 27 gennaio, 11.30–15.30.
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