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Partiti tradizionali pigliatutto in Regione. Bozzano e Boitano si staccano e fondano il gruppo “Noi Moderati”

I consiglieri Alessandro Bozzano e Giovanni Boitano, che non hanno ottenuto l’incarico di consiglieri delegati, escono rispettivamente da Vince Liguria e Orgoglio Liguria. Se, come si dice, Giampedrone passerà presto in Forza Italia, il 30,2% degli elettori del centrodestra che hanno sostenuto le liste civiche non avrà alcun rappresentante nella stanza dei bottoni di piazza De Ferrari mentre sono sovrarappresentati sia la Lega sia Forza Italia, che potrebbe addirittura crescere, proprio grazie a Giampedrone

“Noi Moderati” approda in modo ufficiale e autonomo in Consiglio regionale ligure. Alessandro Bozzano e Giovanni Boitano hanno depositato questa mattina l’istanza per la costituzione del gruppo consiliare con il nome del partito, segnando un passaggio politico che ridisegna – almeno in parte – il perimetro della componente civica che, fin qui, aveva trovato spazio dentro le liste legate al centrodestra.

I due consiglieri escono dalle formazioni con cui erano stati eletti: Bozzano lascia Vince Liguria, Boitano Orgoglio Liguria. La scelta viene presentata come un cambio di passo per “pesare” di più e, spiegano, per rafforzare l’efficacia dell’azione in aula e sui dossier territoriali, senza mettere in discussione l’impianto della maggioranza.

Nella loro dichiarazione, Bozzano e Boitano rivendicano innanzitutto il ruolo avuto finora dal civismo nel centrodestra ligure, spiegando che quella componente – a loro dire – rappresentava “una parte civica” che valeva “un terzo dei consiglieri del centro destra e un terzo degli elettori”. Ma aggiungono che le scelte più recenti avrebbero finito per favorire i partiti tradizionali più che l’area civica, e da qui la decisione di fare un passaggio netto: aderire a un partito.

La motivazione principale viene esplicitata così: “Le recenti scelte hanno privilegiato i partiti tradizionali e non questa componente civica: scegliamo pertanto di aderire a un partito, al partito in cui più ci riconosciamo per valori, posizionamento di centro, capacità di valorizzare l’esperienza di chi proviene dal civismo”. E poi la promessa di un effetto immediato sul lavoro quotidiano: “Siamo certi che questa scelta, nel rispetto del programma di governo del centro destra, ci garantirà una maggiore incisività nel nostro ruolo di consiglieri regionali per rispondere, su specifiche tematiche e prioritariamente, alle aspettative dei nostri elettori e del nostro territorio”.

Il messaggio, politicamente, ha due livelli: rassicurare la coalizione (“nel rispetto del programma di governo”) e, insieme, marcare una linea identitaria più definita, riconoscibile, con un gruppo che porta direttamente nome e simbolo di “Noi Moderati”. È anche un modo per trasformare un’area spesso percepita come “satellite” o “contenitore” dentro liste civiche più ampie in una presenza strutturata, con un perimetro politico dichiarato.

Volendo, però, volare più bassi, i mal di pancia sono il risultato delle decisioni del presidente della Regione Marco Bucci, che ha nominato i due nuovi assessori, uno in quota Lega (Alessio Piana) e l’altro in quota Forza Italia (Claudia Morich), che ha portato a casa anche un consigliere delegato, Angelo Vaccarezza, anche lui di Forza Italia. L’unico assessore “civico” è oggi Giacomo Giampedrone, di cui si dà per certo negli ambienti il passaggio in breve tempo alla stessa Forza Italia. A quel punto, le liste civiche che raccolgono poco meno di terzo degli elettori del centrodestra (hanno preso il 30,2% dei voti della coalizione) avrebbero zero rappresentanza nel governo della Regione mentre molto ampia resta quella di partiti che hanno ottenuto molti meno consensi. La Lega, con il 16,94% dei voti, ha tre assessori, Forza Italia, con il 14,2% dei voti, col passaggio di Giampedrone nelle proprie fila avrebbe anche lei tre assessori. Il disequilibrio con Fratelli d’Italia (31,6% da solo dei voti di tutta la coalizione) ha tre assessori come avranno gli altri due partiti meno “corposi”, ma ha ottenuto la vicepresidenza per Simona Ferro.

La Lega esprime Paolo Ripamonti, Alessio Piana e il quasi omonimo Alessandro Piana. Fratelli d’Italia Simona Ferro, Luca Lombardi e Massimo Nicolò, teoricamente indipendente, ma notoriamente legato a Fdi e al suo coordinatore regionale, Matteo Rosso. Teoricamente, anche Claudia Morich sarebbe indipendente, ma negli ambienti è dato per certo che sia in quota Claudio Scajola, “re” del ponente ligure, che nel settembre scorso è tornato nelle file forziste. L’altro assessore Fi è Marco Scajola, nipote di Claudio, anche lui rientrato dalla Lista Toti (ma nel 2024) nel partito fondato da Silvio Berlusconi. Il terzo sarebbe, appunto l’ex totiano Giacomo Giampedrone. A questi si aggiunge il consigliere delegato Angelo Vaccarezza. Anche lui è stato totiano (era capogruppo in consiglio) e ha abbandonato la barca nel gennaio 2024, poco prima che, quattro mesi più tardi, affondasse per l’inchiesta che ha decapitato Piazza De Ferrari.

I portatori d’acqua si ribellano

Sembra sempre più chiaro che le liste civiche di centrodestra siano state usate come “portatori d’acqua” per spuntarla (di misura) sul centrosinistra e i loro elettori con esse, ma senza alcuna intenzione di concedere la rappresentatività amministrativa conquistata sul campo. I tentativi falliti di Bozzano e Boitano – raccontati dai bene informati – di farsi nominare almeno consiglieri delegati sono solo l’ultimo capitolo di malumori diffusi che continuano dalle elezioni.

Per tornare al nuovo gruppo di “Noi Moderati” in Regione, Ilaria Cavo, coordinatrice regionale ligure e presidente del consiglio nazionale del partito, insieme a Alessandro Colucci, deputato e responsabile organizzativo, sottolineano il valore distintivo dell’operazione, definendo il nuovo gruppo come “l’unico a portare in Regione il logo e il nome del partito in maniera distinta ed autonoma”. E aggiungono che la scelta “rafforza ulteriormente l’azione di Noi Moderati come una delle quattro proposte politiche del centro destra” e, di conseguenza, rafforza anche la presenza del partito in Regione.

Cavo e Colucci inquadrano la novità come un contributo che resta dentro il perimetro della maggioranza, ma con l’obiettivo di aggiungere “un’attività di analisi” e “un contributo originale e concreto”, con attenzione alle esigenze territoriali: un modo per dire che la nascita del gruppo non è solo una bandierina, ma l’inizio di un lavoro politico più riconoscibile e meno “diluito”.

Sul piano degli equilibri, la mossa segnala una tensione che negli ultimi mesi è emersa più volte: il rapporto tra civismo e partiti nella coalizione di centrodestra. Bozzano e Boitano sostengono che la componente civica sia stata progressivamente meno considerata; la risposta è un “upgrade” in forma partitica, con l’idea che un gruppo autonomo garantisca strumenti, visibilità e capacità di incidere più rapidamente su dossier e priorità.

In altre parole: se il civismo da solo non basta più a essere centrale nelle scelte, allora la scommessa è che un marchio politico “di centro”, ma interno alla coalizione, possa diventare la nuova casa per intercettare quell’elettorato e trasformarlo in forza negoziale e operativa dentro il Consiglio regionale. Una novità locale che potrebbe essere l’abbozzo per un progetto nazionale o, sempre in campo nazionale, lo strumento per nuove strategie di piazzamento.


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