Corso Europa, scatta lo stop ai mezzi pesanti su un viadotto dopo i test: limite 3,5 tonnellate sul sovrappasso di Priaruggia e inversioni obbligate

In arrivo una nuova restrizione tra il cavalcavia Carlo Negri e il ponte di via Carrara: chi guida veicoli sopra 3,5 tonnellate a pieno carico dovrà fermarsi prima e invertire o puntare verso l’ingresso autostradale. Il provvedimento impatta anche su rifornimenti e logistica di alcune attività della zona, mentre lunedì in Prefettura si farà il punto sui ristori


Un nuovo cambio di viabilità è pronto a impattare su corso Europa, l’arteria più trafficate del levante: il Comune, sulla base di un obbligo stabilito dallo Stato, ha dovuto disporre un divieto di transito per i veicoli con massa a pieno carico superiore a 3,5 tonnellate nel tratto compreso tra il cavalcavia Carlo Negri e il ponte di via Carrara. La misura serve a ridurre il carico transitabile sull’impalcato del sovrappasso su via Priaruggia, dopo un’ispezione tecnica che ha portato a ritenere necessario alleggerire la struttura. L’entrata in vigore scatterà con l’installazione della segnaletica, prevista nei prossimi giorni.

Attività economiche coinvolte: pullman turistici e rifornimenti
La restrizione non è un dettaglio per addetti ai lavori: nella zona gravitano realtà che dipendono dall’accesso di mezzi pesanti. Tra gli altri, l’Ac Hotel, dove arrivano comitive in pullman, oltre al supermercato Coop e a un distributore di benzina, che ricevono rifornimenti con veicoli di maggiore portata. Con il limite a 3,5 tonnellate, la logistica dovrà essere ripensata, con possibili ricadute su consegne, carichi e tempi.
Le deroghe: chi può passare comunque
Il divieto non vale per tutti. Sono previste esclusioni per:
- veicoli del trasporto pubblico locale
- veicoli del trasporto pubblico extraurbano
- mezzi adibiti alla raccolta dei rifiuti urbani e all’igiene urbana
- veicoli di soccorso stradale
- veicoli in servizio di emergenza
I due punti “obbligati” per l’inversione
Per i veicoli sopra 3,5 tonnellate, l’assetto disegnato dal provvedimento porta, di fatto, a due manovre chiave:
- Da Nervi verso ponente: chi arriva da levante dovrà fermarsi prima del cavalcavia Carlo Negri, con possibilità di dirigersi verso l’ingresso autostradale oppure rientrare e reimmettersi su corso Europa tornando in direzione Nervi.
- Dal centro verso levante: chi arriva da ponente non dovrà superare il ponte di via Carrara, dove è prevista l’inversione per poi puntare verso l’ingresso autostradale di Genova Est.
In sostanza: per chi guida mezzi pesanti sarà decisivo non arrivare “troppo avanti”, perché in zona mancano spazi comodi per manovre lunghe e la circolazione rischia di andare in sofferenza.
Ferrante: riduzione obbligata dopo le ispezioni, lunedì il confronto sui ristori
L’assessore ai Lavori pubblici Massimo Ferrante, spiegando che la portata dell’impalcato è stata ridotta a 3,5 tonnellate a pieno carico e che il caso di corso Europa rientra in una partita più ampia sulle infrastrutture: lunedì è previsto un confronto in Prefettura, riunione richiesta dal Comune alla prefetta Cinzia Torraco, per fare il punto anche sul tema dei ristori.
Ferrante collega la scelta alle ispezioni avviate dall’attuale amministrazione, ricordando che le linee guida nazionali sui ponti risalgono al 2022 e che, a suo dire, in passato le verifiche non erano state avviate con la tempestività prevista. Le ispezioni, spiega, producono risultanze che impongono monitoraggi e, quando emergono fragilità, portano a limitare il carico per evitare sollecitazioni su infrastrutture considerate sensibili.
Nel ragionamento dell’assessore, c’è anche un nodo economico: per avviare le ispezioni le risorse sarebbero state reperite dal bilancio comunale, ma per completare monitoraggi approfonditi, analisi, progettazione e interventi servirebbero fondi che al momento non ci sono. Ferrante sottolinea inoltre un aspetto procedurale: quando un’ispezione evidenzia criticità, la riduzione della portata non è una scelta politica ma un atto dovuto, perché il dirigente ha l’obbligo di applicare le misure previste dalla normativa. La decisione non spetta agli assessori e il dirigente è obbligato ad assumerla.
«È il motivo per cui le precedenti giunte, nonostante le linee guida fossero del 2022, si ne sono ben guardate da far partire i test fino al 2025 – dice l’assessore -. Mi sono ritrovato io, arrivato sette mesi fa, ad aver l’obbligo come assessore di far applicare la “linea guida ponti”, perché c’è un obbligo di legge, esattamente come mi ritrovo a dover chiudere entro giugno i cantieri dei Quattro Assi, idem per i cantieri del Pnrr. Se le ispezioni fossero partite nel 2022 e si fossero all’epoca trovate le risorse, visto che la vecchia giunta aveva collegamenti politici con il governo, e avessero usato i soldi invece per risolvere questo problema, non saremmo in questa situazione. Anche queste sono sempre quelle famose eredità del passato».
Cosa aspettarsi nei primi giorni
Quando la segnaletica sarà attiva, è realistico attendersi:
- rallentamenti nelle ore di punta per l’effetto imbuto delle inversioni;
- deviazioni e percorsi più lunghi per consegne e mezzi non in deroga;
- possibili interventi della polizia locale per far rispettare il nuovo assetto e gestire la viabilità.
Se l’obiettivo dichiarato è la sicurezza dell’infrastruttura, il prezzo immediato rischia di essere un aumento di disagi su un’arteria già delicata. La partita, ora, è capire quanto durerà questa fase e quali soluzioni (anche economiche) verranno messe in campo per ridurre l’impatto su residenti e attività.
E quello non è l’unico ponte o viadotto dove si presenta il problema.
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