Facce de Zena 

“Topolino” parla genovese: in edicola l’edizione speciale con “Poulin” (e una mini guida per leggerlo)

Da oggi, mercoledì 14 gennaio, arriva in edicola un numero speciale del giornale a fumetti con la storia “Paperino (Poulin) lucidatore a domicilio” tradotta in genovese. È un’iniziativa legata alla Giornata nazionale del dialetto e delle lingue locali (17 gennaio) e esce in quattro versioni regionali: Liguria, Emilia-Romagna, Calabria e Valle d’Aosta. La traduzione è stata curata dal ricercatore Stefano Lusito, con il coordinamento scientifico di un team guidato dal linguista Riccardo Regis

Se oggi vi capiterà di sfogliare Topolino, potreste trovarvi davanti a una sorpresa che profuma di carruggi e parole antiche: Topolino in genovese. Da mercoledì 14 gennaio è infatti in edicola un’edizione speciale che contiene una versione “local” della storia Paperino lucidatore a domicilio, riscritta nella lingua di Genova con un’operazione editoriale che unisce divertimento e cultura.

L’iniziativa è pensata per celebrare la Giornata nazionale del dialetto e delle lingue locali, che cade il 17 gennaio, e non riguarda solo la Liguria: lo stesso episodio esce contemporaneamente in quattro versioni regionali, distribuite nelle rispettive aree d’Italia (Liguria, Emilia-Romagna, Calabria e Valle d’Aosta), ciascuna tradotta in una varietà della lingua locale.

Da Paperino a “Poulin”: cambia anche Paperopoli

La cosa più spassosa è vedere come cambiano nomi e luoghi quando la storia passa dal registro italiano a quello genovese, seguendo criteri linguistici precisi e non “a orecchio”. Così Paperino diventa “Poulin”, un nome che richiama l’idea di “Paolino” (coerente con l’etimologia del personaggio), mentre Paperone cambia volto e si trasforma in “Dria de Anie”. E se i paperi sono “anie”, allora anche la città non poteva restare Paperopoli: ecco spuntare “Aniburgo”, con tutto un lessico che si adatta di conseguenza.

Una traduzione “seria”, ma con leggerezza

Dietro la gag c’è un lavoro accurato. La versione genovese è stata curata da Stefano Lusito, ricercatore che si occupa di linguistica e letteratura ligure. A coordinare il gruppo di linguisti coinvolti nel progetto c’è Riccardo Regis, docente di Linguistica italiana e studioso di dialettologia. Non è un semplice “numero simpatico”: è un modo per portare in edicola una lingua locale con attenzione alla resa, alle scelte lessicali e alla coerenza interna.

La mini guida per chi non è pratico

Per non lasciare nessuno indietro, insieme alla storia c’è anche una piccola guida: spiega cos’è il genovese, quale variante è stata scelta per la traduzione e dà indicazioni di pronuncia per orientarsi nella lettura. In pratica: non serve essere madrelingua per goderselo, basta la curiosità.

E così, tra una battuta e una vignetta, Topolino diventa anche un modo leggero per ricordare che le lingue locali non sono solo memoria: possono essere ancora vive, contemporanee e persino… da edicola.


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