Genova accende la miccia sul referendum giustizia: nasce il “super-comitato” del No (e parte la controffensiva alla riforma Nordio)

Alla Camera del Lavoro, è stato costituito il comitato genovese “Società civile per il No al Referendum costituzionale”: tra i primi aderenti CGIL Genova, ANPI, ARCI, Libera, Legambiente Liguria, ACLI Liguria, UDU e molte altre realtà. Lo slogan è “Vota NO per difendere giustizia, Costituzione, democrazia”. Pochi giorni prima, il 10 gennaio, anche il PD Genova ha avviato la propria campagna pubblica per il No con un’iniziativa partecipata a Castelletto

Genova entra ufficialmente nella partita del referendum sulla giustizia. Nei giorni scorsi, presso la Camera del Lavoro, è nato il comitato genovese della “Società civile per il No al Referendum costituzionale”, declinazione territoriale del comitato nazionale costituito a Roma lo scorso 20 dicembre.

Chi c’è dentro: la “galassia” civica che si schiera per il No
Al momento hanno aderito CGIL Genova, ANPI, ARCI, UDU, Tavolo No Autonomia Differenziata, Auser, Libera, Rete Studenti Medi, UDI, Giuristi Democratici, Legambiente Liguria, ACLI Liguria, Coordinamento Democrazia Costituzionale. Un fronte ampio che punta a costruire una campagna capillare di informazione e mobilitazione sul territorio.
Lo slogan scelto è diretto: “Vota NO per difendere giustizia, Costituzione, democrazia”.

Perché dicono No: “riforma inutile e dannosa”
Nel comunicato, il comitato definisce la riforma “inutile e dannosa”: non risolverebbe i problemi strutturali della giustizia (processi lenti, carenza di personale e altre criticità) e, al contrario, aumenterebbe i costi di gestione. Al centro delle critiche c’è anche il tema dell’equilibrio tra i poteri dello Stato e del “controllo reciproco” tra legislativo, esecutivo e giudiziario.
Per questo, il comitato annuncia che nei prossimi giorni partiranno iniziative sul territorio, eventi diffusi e campagne informative per spiegare i contenuti del referendum e le ragioni del No, con l’obiettivo di “sensibilizzare” e costruire un voto consapevole.
Il “doppio binario” genovese: anche il PD avvia la campagna (10 gennaio)
La mobilitazione cittadina era partita già sabato 10 gennaio, quando il Partito Democratico di Genova ha dato avvio al proprio percorso di iniziative sulla riforma Nordio con un incontro pubblico al Circolo PD Castelletto-Manin intitolato: “La riforma Nordio: perché è giusto dire NO”.
Secondo quanto riferito dal PD, l’iniziativa ha visto una partecipazione molto ampia e un confronto con interventi tecnici e politici: tra i relatori una giudice e un pubblico ministero in servizio a Genova, oltre a esponenti istituzionali e forensi. Il partito annuncia nuove tappe nei circoli e nei quartieri per informare i cittadini e “costruire un No consapevole”.
Una campagna che entra nel vivo
Con la nascita del comitato “Società civile per il No” e l’avvio parallelo delle iniziative politiche, a Genova la campagna referendaria sulla giustizia è ufficialmente entrata nella fase operativa: rete associativa, sindacati, realtà studentesche e mondo civico promettono eventi e materiali informativi, mentre i partiti iniziano il calendario degli incontri pubblici.
Lo scontro, ora, si giocherà su un terreno molto concreto: spiegare la riforma, misurarne gli effetti, e portare cittadini e cittadine al voto con una scelta consapevole.
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