«Errore esecrabile di un singolo». Il Winter Park dopo il caso “Faccetta nera” a Ponte Parodi: «Ferrei provvedimenti contro il responsabile»

Dopo le parole durissime della sindaca Silvia Salis e la denuncia del presidente Anpi Massimo Bisca, arriva la posizione ufficiale degli organizzatori: il Winter Park «condanna quanto accaduto» la sera del 10 gennaio e rivendica i valori positivi della manifestazione che dà lavoro a oltre cento famiglie. Arrivano, intanto, i primi commenti politici

Dopo ore di polemiche, richieste di sanzioni e appelli a una presa di distanza “netta e immediata”, il Winter Park interviene ufficialmente sul caso della canzone “Faccetta nera” diffusa dagli altoparlanti di una singola attrazione nell’area di Ponte Parodi. Un episodio segnalato da una lettrice, diventato virale con un video pubblicato proprio da GenovaQuotidiana, e che ha provocato una reazione durissima da parte della sindaca di Genova Silvia Salis e dell’Anpi.

La risposta degli organizzatori arriva con una dichiarazione del portavoce dello staff, Mattia Gutris, che prende le distanze da quanto avvenuto nella serata del 10 gennaio: “Il Winter Park condanna quanto è successo nella serata del 10 gennaio”, afferma, rivendicando l’identità storica della manifestazione. “Da più di cento anni il nostro obiettivo è unire le persone e le generazioni nel segno del divertimento e della socializzazione. Tutto ciò che divide e che ha a che fare con idee nefaste, non fa parte dei nostri valori e del nostro vivere quotidiano”.
Nel comunicato, l’organizzazione insiste su un punto preciso: la responsabilità, spiegano, è individuale e non può trasformarsi in una condanna collettiva. “Ci teniamo a specificare che il Winter Park è composto dal lavoro e dalla passione di più di 100 famiglie, per un totale di più 300 persone e lavoratori”, sottolinea Gutris. E aggiunge la frase che mira a chiudere la faglia più pericolosa, quella tra l’episodio contestato e l’immagine complessiva dell’evento: “L’errore esecrabile di un singolo, verso cui prenderemo ferrei provvedimenti, non può e non deve ricadere su un’intera categoria e su tutta la manifestazione”.
La presa di posizione arriva mentre il Comune, con la sindaca Silvia Salis, ha già chiarito la propria linea: l’episodio viene giudicato “di una gravità assoluta”, tanto più in un luogo frequentato da famiglie e giovanissimi e sostenuto anche da contributi pubblici. La sindaca ha parlato di “stupidità e irresponsabilità” anche nel caso in cui non vi fosse una motivazione politica, chiedendo verifiche e aprendo alla possibilità di sanzioni, oltre a sollecitare gli organizzatori a escludere l’attrazione coinvolta.
Sul fronte associativo, l’Anpi, con il presidente Massimo Bisca, ha definito l’accaduto “inconcebibile e inammissibile”, leggendo l’episodio come un segnale di un clima in cui riferimenti e simbologie rischiano di essere banalizzati, fino a diventare “normalità” — e citando, tra gli esempi, il richiamo ad Acca Larentia.
Ora la replica del Winter Park punta a ribadire una separazione: da una parte, l’evento inteso come spazio di “divertimento e socializzazione”, dall’altra l’azione di “un singolo” che viene definita “errore esecrabile” e per la quale vengono promessi “ferrei provvedimenti”. È il primo passo di una linea difensiva e, insieme, l’assunzione pubblica di un impegno: evitare che ciò che è accaduto venga derubricato a semplice incidente e, nello stesso tempo, impedire che un’intera manifestazione venga identificata con quel gesto.
Intanto arrivano i primi commenti politici: «Far risuonare ‘Faccetta nera’ dagli altoparlanti di un’attrazione del Winter park a Ponte Parodi, in un luogo frequentato da famiglie e giovani, è un fatto grave che non può essere liquidato in modo semplicistico – dice Armando Sanna capogruppo PD in Regione -. Si tratta di un richiamo a simboli e repertori storici che evocano un passato di violenze, discriminazioni e dittature, incompatibili con i valori della nostra democrazia. Bene ha fatto la sindaca Silvia Salis a intervenire tempestivamente chiedendo provvedimenti. Come capogruppo del Partito Democratico in Regione Liguria ribadisco con fermezza che episodi di questo tipo offendono la memoria collettiva e i valori costituzionali su cui si fonda la nostra Repubblica e non possono essere trattati come ‘bizzarrie’ o semplici ‘errori tecnici’. La diffusione di brani e simboli legati al fascismo in spazi pubblici non è accettabile. La memoria storica non è un vezzo, ma la base su cui si costruisce ogni giorno la nostra democrazia. È un dovere civico e politico impedire che simili gesti vengano normalizzati o minimizzati. L’educazione alla memoria, al rispetto e all’inclusione non è negoziabile. Proprio per questo è corretto che vengano assunti provvedimenti concreti affinché simili episodi non si ripetano più».
«La misura è colma: cori e canti fascisti si susseguono con allarmante frequenza. Dopo il caso del Luna Park di Sanremo (e non solo), ora anche quello del Winter Park di Genova. Il tutto con l’aggravante del silenzio imbarazzante (ma evidentemente non imbarazzato) di una destra regionale e nazionale che tace. Non basta posare corone di fiori alle vittime del nazifascismo facendo facili passerelle: antifascisti lo si è solo combattendo fino in fondo quel che resta dell’epoca più buia della nostra storia. Compresi i rigurgiti come la canzonetta fascista diffusa ieri sera a Ponte Parodi». Lo dichiara il capogruppo regionale del M5S Stefano Giordano commentando l’accaduto e ricordando: «Oggi più che mai abbiamo il dovere di difendere i valori della nostra Costituzione, intrinsecamente antifascista, nata dalla reazione al fascismo e dalla Resistenza».
Il gruppo Vince Genova in Consiglio comunale condanna fermamente quanto avvenuto ieri sera al Winter Park, dove in una giostra è stata diffusa la canzone “Faccetta Nera”. «Si tratta di un episodio inaccettabile, che richiama una delle pagine più buie della nostra storia e offende la memoria collettiva della città – dicono al movimento -. Ribadiamo la nostra totale distanza da qualsiasi simbolo, richiamo o nostalgia riconducibile al fascismo. Genova è città medaglia d’oro per la Resistenza e non può tollerare comportamenti che strizzino l’occhio a ideologie antidemocratiche. Vince Genova è e resta schierato a difesa della libertà, della democrazia e della Costituzione. Non accettiamo che si manchi di rispetto a chi ha sacrificato la vita per garantire i diritti e le libertà di cui oggi godiamo. Chiediamo che l’accaduto venga chiarito e che episodi simili non si ripetano più».
interviene anche Alleanza VerdiSinistra con una presa di posizione netta, definendo l’episodio “un fatto molto grave” e invitando a non liquidarlo come una semplice bravata.
AVS richiama esplicitamente i principi costituzionali: «La nostra Costituzione condanna il fascismo», sottolineando come la lotta al fascismo sia «alla base della nostra Costituzione» e come a Genova — «medaglia d’oro per la Resistenza» — il tema assuma «una particolare rilevanza».
AVS allarga poi il ragionamento al contesto culturale e sociale, affermando di non voler tollerare che «nella nostra città e nel nostro Paese si lasci organizzare parate con tanto di saluto romano, si esibiscano simboli fascisti, si disegnino svastiche nelle aule scolastiche o si diffondano canzoni inneggianti il ventennio». Per il movimento, si tratta di una «chiamata alla vigilanza collettiva» contro episodi che vengono indicati come apologia del fascismo.
Nel passaggio conclusivo, AVS dice di essere fiduciosa che gli operatori del Winter Park «prenderanno le distanze da quanto accaduto», ricordando anche la «grande sensibilità» dimostrata il 30 dicembre, quando — si legge — hanno accolto gratuitamente le persone disabili. «Integrazione, solidarietà, accessibilità sono le declinazioni della democrazia», concludono, ribadendo lo slogan: “Genova sempre ANTIFASCISTA!”.
Il comunicato è firmato da Simona Cosso (Segretaria Sinistra Italiana Genova – AVS) e Giorgia Parodi (Co-portavoce Europa Verde – AVS).
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