Crans-Montana, il cordoglio Silvia Salis e Marco Bucci per la morte di Emanuele Galeppini

La Sindaca e il Presidente della Regione esprimono vicinanza alla famiglia del giovane di origini genovesi morto nell’incendio scoppiato nella notte di Capodanno nel locale “Constellation” a Crans-Montana. La Liguria si è attivata anche sul fronte del supporto sanitario, preparando un team specializzato del Centro Grandi Ustionati del Villa Scassi e rendendo disponibili posti letto per eventuali trasferimenti dei feriti


«In questo giorno di lutto, Genova si stringe attorno alla famiglia di Emanuele Galeppini, tragicamente scomparso nell’incendio avvenuto a Crans-Montana la notte di Capodanno». Con queste parole la sindaca Silvia Salis ha commentato la notizia della morte del giovane di origini genovesi coinvolto nella tragedia avvenuta in Svizzera, esprimendo a nome dell’amministrazione comunale cordoglio e vicinanza ai genitori, ai familiari e agli amici.
«La notizia della morte di Emanuele Galeppini, giovane genovese vittima della assurda tragedia di Crans-Montana, colpisce profondamente anche la nostra comunità. In questo momento di grande dolore, a nome della Regione Liguria esprimo il più sincero cordoglio e la più sentita vicinanza alla sua famiglia e agli amici che gli hanno voluto bene». Così il presidente della Regione Liguria Marco Bucci.

La vicenda si inserisce nel drammatico bilancio dell’incendio che, nella notte tra il 31 dicembre e il 1° gennaio, ha colpito Crans-Montana, rinomata località sciistica del Canton Vallese. Secondo le informazioni diffuse nelle prime ore, l’emergenza ha riguardato il bar “Constellation”, devastato da una deflagrazione seguita da un rogo: il bilancio viene indicato come provvisorio e parla di circa 40 morti e oltre 100 feriti.
Cosa si sa sulla dinamica e sulle indagini
Le autorità svizzere stanno lavorando per chiarire cosa abbia innescato la tragedia. Sul fronte investigativo è stato però indicato un punto fermo: la procuratrice generale Beatrice Pilloud ha dichiarato che l’ipotesi di un attentato può essere esclusa, orientando le verifiche su cause accidentali.
Nelle ricostruzioni iniziali si parla della possibilità che l’esplosione sia stata la conseguenza di un incendio sviluppatosi nel locale; tra le ipotesi circolate, senza conferme ufficiali, anche l’eventuale presenza di fuochi d’artificio accesi all’interno. Le operazioni di identificazione risultano complesse: viene segnalato che alcune vittime non sarebbero state immediatamente riconoscibili per le ustioni riportate.
Dalla segnalazione di scomparsa alla conferma del decesso
Nelle ore successive all’incendio, per alcune famiglie si è aperta l’attesa più difficile: la ricerca dei dispersi e la corsa tra ospedali e strutture di soccorso. Emanuele Galeppini, indicato inizialmente come irreperibile, è poi risultato tra le vittime. Il giovane era originario di Genova e viveva da alcuni anni a Dubai; si trovava in Svizzera per le vacanze e, secondo quanto ricostruito, era andato a festeggiare l’arrivo del nuovo anno con amici.
La risposta ligure: team ustionati pronto a partire e posti letto disponibili
Nelle ultime ore i numeri dell’emergenza sono saliti: le vittime sarebbero almeno 47. Sul fronte dei feriti, si parla di 115 persone coinvolte, con una quota molto alta in condizioni estremamente serie. Il responsabile del dipartimento sicurezza del Canton Vallese, Stéphane Ganzer, ha indicato che tra 80 e 100 feriti sarebbero in condizioni critiche, lasciando intendere che il bilancio potrebbe ancora aggravarsi. Ha inoltre segnalato che, tra le molte persone ricoverate, diverse non sono ancora state identificate, elemento che rende più difficile il lavoro di ricostruzione e alimenta l’angoscia dei familiari in attesa di notizie.
Parallelamente, si è attivata la macchina dei soccorsi anche sul fronte del supporto internazionale. La Liguria, allertata attraverso i canali di protezione civile, ha predisposto la partenza di un team del Centro Grandi Ustionati dell’ospedale Villa Scassi: un medico coordinatore, due medici (chirurgo e anestesista) e un’infermiera specializzata. L’operazione è seguita dalla Protezione civile regionale in raccordo con il Dipartimento nazionale, dopo un alert del Centro europeo di coordinamento delle emergenze.
Oltre al personale, il Centro genovese ha reso disponibili anche posti letto per eventuali trasferimenti di pazienti gravi dagli ospedali svizzeri: due in terapia intensiva e due in subintensiva.
In un quadro ancora segnato da aggiornamenti e verifiche, il messaggio della sindaca Salis mette l’accento sulla dimensione cittadina del lutto: una tragedia avvenuta oltre confine che, con la morte di un ragazzo di origini genovesi, ha colpito direttamente anche Genova e la sua comunità.
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