Polveri di Capodanno a Genova: dopo feriti e incendi, l’allarme per l’aria “avvelenata” dai botti

Oltre ai feriti, agli incendi, agli animali domestici e selvatici terrorizzati, botti, petardi e fuochi d’artificio portano con sé una pesante conseguenza per l’ambiente e per la salute di tutti: un’impennata di polveri ultrasottili nell’aria. È la denuncia dell’Ecoistituto di Reggio Emilia e Genova – Centro di Diritto Ambientale. Nella notte di Capodanno, i dati delle stazioni ARPAL mostrano picchi marcati di PM2,5 tra mezzanotte e l’una del 1° gennaio 2026, con valori fino a oltre 90 µg/m³ in alcune zone della città.

Oltre ai feriti, agli incendi, agli animali domestici e selvatici terrorizzati, botti, petardi e fuochi d’artificio portano con sé una pesante conseguenza per l’ambiente e per la salute di tutti. È l’effetto meno visibile della festa: una nube di particolato che nelle ore a cavallo della mezzanotte può far impennare la quantità di polveri respirabili, con ricadute potenzialmente pesanti soprattutto per i soggetti più fragili.

A riaccendere i riflettori sul tema è l’Ecoistituto di Reggio Emilia e Genova – Centro di Diritto Ambientale, che denuncia il “conto” ambientale dei festeggiamenti e richiama i dati di qualità dell’aria della notte di San Silvestro. Nei giorni precedenti, l’associazione aveva diffuso un avvertimento preventivo: in base a esperienze degli anni passati e alle condizioni meteo tipiche delle ore notturne (quando l’aria può “ristagnare”), i botti avrebbero potuto provocare aumenti improvvisi e prolungati di polveri sottili e di altri inquinanti, con livelli critici per ore e possibili effetti sulla salute.

I dati ARPAL: il “salto” a mezzanotte e i picchi nell’ora successiva
Le misurazioni richiamate nella denuncia riguardano le concentrazioni orarie di PM2,5 (polveri ultrasottili), espresse in microgrammi per metro cubo (µg/m³), registrate dalle stazioni ARPAL tra le 00:00 e le 01:00 del 1° gennaio 2026. Nei grafici allegati la dinamica è netta: dopo una giornata con valori più contenuti e oscillanti, allo scoccare della mezzanotte compare una impennata quasi verticale, seguita da un progressivo rientro nelle ore successive.
Ecco i valori nell’ora 00:00–01:00:
- Corso Gastaldi: 93,20 µg/m³ (il dato più alto tra quelli riportati)
- Rivarolo: 87,80 µg/m³
- Molassana: 87,40 µg/m³
- Quarto: 47,60 µg/m³
- Via Bari: 45,58 µg/m³
La fotografia restituita dalle centraline è quella di una città a due velocità: in alcune zone i valori raddoppiano e oltre rispetto ai livelli precedenti, mentre altrove l’aumento è più contenuto ma comunque evidente.
“Non è solo una questione di decoro”
L’Ecoistituto sottolinea che la discussione sui botti non può limitarsi al rumore o al “disagio”: la questione riguarda anche la salute pubblica e l’esposizione collettiva a picchi di inquinamento. Le PM2,5 sono particelle molto piccole, capaci di penetrare in profondità nell’apparato respiratorio; per questo le impennate improvvise vengono considerate particolarmente problematiche per bambini, anziani e persone con patologie respiratorie o cardiovascolari.
La denuncia chiede quindi che il bilancio di Capodanno non si fermi ai danni immediati e agli interventi d’emergenza, ma includa anche ciò che non si vede: la qualità dell’aria nelle ore della festa e il prezzo che, ancora una volta, ricade su tutta la comunità.
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