Notte di Capodanno al pronto soccorso del San Martino: operazione alla mano per un 19enne, ricoveri per alcol e aggressioni

Il bilancio della notte dell’1 gennaio, registra un grave caso legato ai fuochi d’artificio: un 19enne ha subito l’amputazione di tre dita ed è stato operato nella notte dall’équipe di Chirurgia della Mano. In totale, quattro ricoveri per abuso di alcol e sostanze e quattro per aggressioni o colluttazioni. Trattati altri due pazienti per ferite lievi da fuochi artificiali

Come consuetudine, nella mattinata dell’1 gennaio – grazie alla collaborazione con la direttrice del Pronto Soccorso, dottoressa Arboscello, e con i professionisti del triage – è stato diffuso il quadro degli accessi e dei ricoveri registrati durante la notte di Capodanno. Un bilancio che, tra eccessi, liti e incidenti legati ai fuochi d’artificio, restituisce l’immagine di un turno intenso e complesso per l’emergenza sanitaria.

Il caso più grave: amputazione di tre dita, 30 giorni di prognosi
Restano stabili le condizioni del ragazzo di 19 anni, sottoposto a un delicato intervento chirurgico dopo l’amputazione di tre dita. L’operazione è stata eseguita nella notte dall’équipe specializzata in Chirurgia della Mano, diretta dalla dottoressa Stefani Briano: a portare a termine l’intervento sono stati la dottoressa Manuela Dapelo e il dottor Federico Vitali.
Il giovane è tuttora ricoverato nel reparto di Chirurgia della Mano, con una prognosi di 30 giorni.
Abuso di alcol e sostanze: quattro ricoveri
Non sono mancati i casi legati all’abuso di alcol e sostanze. I ricoveri per questa tipologia di accesso sono stati quattro:
- uomo italiano di 40 anni
- uomo albanese di 35 anni
- uomo turco di 19 anni
- uomo italiano di 18 anni
I primi due risultano ancora in gestione, mentre gli altri due sono stati dimessi.
Aggressioni e colluttazioni: quattro ricoveri, prognosi fino a 30 giorni
Il pronto soccorso ha inoltre gestito quattro ricoveri per aggressioni o colluttazioni, con esiti differenti:
- 28enne italiano, dimesso con 7 giorni di prognosi
- 51enne russa, che si è allontanata dopo le prime cure
- 48enne italiano, dimesso con 30 giorni di prognosi
- 28enne italiano, dimesso con 30 giorni di prognosi
Due casi per fuochi artificiali: ferite lievi
Oltre all’episodio più grave, sono stati trattati anche altri due pazienti per incidenti legati all’uso di fuochi artificiali, entrambi con ferite lievi:
- un giovane italiano di 15 anni, poi dimesso
- un italiano di 22 anni, che si è allontanato dal pronto soccorso dopo essere stato stabilizzato
Un quadro complessivo che conferma come, accanto alla festa, la notte di Capodanno continui a portare con sé un carico prevedibile di emergenze: incidenti evitabili, eccessi e violenze che si traducono in ore di lavoro aggiuntivo per medici, infermieri e operatori dell’emergenza.
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