diritti e sociale 

Marcia per la Pace, Genova in cammino da Nunziata a San Lorenzo: convivenza e nonviolenza sono un impegno quotidiano

Nel pomeriggio del 1° gennaio la Marcia per la Pace promossa dalla Comunità di Sant’Egidio ha attraversato il centro cittadino dalla Basilica dell’Annunziata fino a piazza San Lorenzo. Presente la sindaca Silvia Salis, che ha definito l’iniziativa un momento in cui Genova “cammina unita” per ribadire i valori della convivenza, della giustizia sociale e della nonviolenza, ringraziando le realtà associative, religiose e civili che hanno reso possibile la giornata

Genova ha iniziato, come ormai di consueto, il nuovo anno con un gesto pubblico di partecipazione e testimonianza: nel pomeriggio del 1° gennaio si è svolta la Marcia per la Pace promossa dalla Comunità di Sant’Egidio, con partenza dalla Basilica dell’Annunziata e arrivo in piazza San Lorenzo.

Alla marcia ha preso parte anche la sindaca Silvia Salis, che ha sottolineato il significato dell’iniziativa in un contesto internazionale segnato da conflitti e tensioni: «È una preziosa occasione in cui Genova sceglie di camminare unita per affermare i valori della convivenza, della giustizia sociale e della nonviolenza».

“La pace non è uno slogan, è un lavoro quotidiano”

Nel suo intervento, la sindaca ha insistito su un punto: la pace non è un tema astratto, ma una responsabilità che riguarda anche le città e le comunità locali. «In un tempo segnato da guerre, tensioni internazionali crescenti e disuguaglianze – ha ricordato – è fondamentale ribadire con forza che la pace è un impegno quotidiano che parte dai territori, dalle comunità, dalle istituzioni». Un messaggio accompagnato dall’idea che ogni segnale, anche piccolo, possa avere peso: «Marciare insieme oggi per la pace è un gesto di grande valore».

Il ringraziamento alle realtà cittadine

Salis ha poi ringraziato le tante realtà che hanno contribuito alla riuscita dell’iniziativa: associazioni, mondo religioso e civile, volontari e partecipanti. Un mosaico di presenze che, anche quest’anno, ha dato forma a una giornata pensata per unire e non dividere.

“Costruire ponti, non muri”

La chiusura del messaggio è stata dedicata all’identità della città: «Genova è e vuole restare una città aperta, solidale, accogliente, capace di costruire ponti e non muri: una città di pace». Una dichiarazione che lega la marcia non solo al contesto internazionale, ma anche alla visione di comunità e convivenza che Genova intende coltivare nel quotidiano.


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