Guardia medica, scontro in Regione: il Pd denuncia «servizio sguarnito», Nicolò replica «forfait per malattia e pronto soccorso potenziati»

Nel giorno di avvio della riforma sanitaria scoppia la polemica sulla guardia medica: Piccardo (Pd) denuncia un servizio più scoperto e disagi irrisolti, mentre Nicolò replica che i turni sono saltati per malattia e che la Regione ha potenziato i pronto soccorso e aperto ambulatori straordinari nei sei distretti genovesi, con oltre cento visite in poche ore

Il tema della guardia medica torna al centro del confronto politico in Liguria, proprio mentre prende il via la nuova organizzazione sanitaria regionale. Da una parte il Partito democratico, che parla di un servizio “sempre più sguarnito”; dall’altra l’assessorato alla Sanità, che rivendica misure d’emergenza già attivate e respinge l’accusa di caos.

Piccardo (Pd): “Promesse rimaste parole, servizio più scoperto”
A sollevare il caso è la vicecapogruppo Pd in Regione, Katia Piccardo, che collega i disservizi all’avvio della riforma sanitaria definendola, in tono critico, “fantomatica”. Secondo Piccardo la situazione sarebbe peggiorata rispetto ai mesi scorsi: «A novembre in aula avevamo esposto all’assessore Nicolò i disservizi che i cittadini incontravano nel cercare di prendere o mantenere la linea telefonica con la guardia medica», ricorda, sostenendo che allora l’assessore aveva riconosciuto i problemi e promesso interventi risolutivi.
Per il Pd, però, l’esito sarebbe opposto: «Oggi il servizio si presenta ancora più sguarnito e scoperto di due mesi fa». Da qui l’attacco politico più ampio: la giunta, accusa Piccardo, dovrebbe concentrarsi meno su nomine e incarichi e di più su un servizio essenziale «quando è in gioco la salute e la cura». L’opposizione annuncia inoltre che la questione tornerà in aula nei prossimi giorni.
Nicolò: “Turni coperti, poi forfait per malattia. Potenziati PS e attivati studi straordinari”
La replica dell’assessore alla Sanità Massimo Nicolò punta a ricostruire diversamente quanto accaduto nella notte del 31. Secondo Nicolò, i medici incaricati di coprire la guardia medica erano regolarmente previsti in turno, ma «in serata hanno dato forfait per malattia». Per fronteggiare la situazione, spiega l’assessore, la Regione ha deciso di potenziare i pronto soccorso, sostenendo che non si sarebbero verificati affanni particolari: Nicolò afferma di aver verificato personalmente la tenuta, citando San Martino e Villa Scassi.
In parallelo, viene annunciata un’ulteriore misura: l’apertura straordinaria di studi medici sul territorio genovese, nei sei distretti da Ponente a Levante, attivi per il 1° gennaio e, in prospettiva, per il periodo delle festività «fino a dopo l’Epifania». Secondo Nicolò, in poche ore sarebbero state effettuate oltre cento visite.
Il nodo strutturale: disponibilità dei medici e nuovo modello
Nel merito, Nicolò amplia il ragionamento: quanto accaduto, sostiene, evidenzierebbe i limiti di un sistema “tradizionale” basato soprattutto sulla disponibilità volontaria dei medici di medicina generale, che in alcuni casi non avrebbero aderito alla copertura di turni particolarmente gravosi come la notte di Capodanno.
L’assessorato indica come direzione di marcia un rafforzamento delle Case della Comunità, citando quelle già operative (tra cui Voltri, Pegli, Sestri Ponente, Borgo Fornari, via Archimede, Struppa e Recco) e l’inserimento di 17 medici dal lunedì al venerdì per visite senza prenotazione.
Polemica e gestione: due letture della stessa notte
Resta quindi un doppio piano. Da un lato, l’opposizione insiste sui disagi percepiti dai cittadini e sulle promesse che ritiene non mantenute; dall’altro, la Regione attribuisce la criticità a un’assenza improvvisa per malattia e rivendica di aver attivato contromisure rapide, evitando ripercussioni gravi sui servizi di emergenza.
Il confronto è destinato a proseguire in Consiglio regionale: la guardia medica, tra carenza di professionisti e aspettative dei cittadini, si conferma uno dei banchi di prova più delicati per la riorganizzazione della sanità ligure.
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