Confeugo 2025, Genova rinnova il rito dell’alloro: sabato corteo, falò e auguri al Ducale

Partenza alle 16 da piazza Caricamento, alle 16.40 l’accensione dei rametti in piazza De Ferrari. Poi la cerimonia si sposta nel Salone del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale

Genova si prepara a riaccendere una delle sue tradizioni più riconoscibili: sabato 20 dicembre torna il Confeugo, cerimonia che intreccia storia cittadina, identità popolare e augurio natalizio. L’evento, realizzato come ogni anno con la collaborazione dell’associazione A Compagna, animerà il pomeriggio tra il centro storico, piazza De Ferrari e Palazzo Ducale.

Il programma: corteo alle 16, fuoco alle 16.40
Il momento più atteso è l’arrivo del corteo storico nel cuore della città.
Alle 16 è prevista la partenza da piazza Caricamento con l’Abate del Popolo e i gruppi storici: il percorso toccherà via Frate Oliverio, piazza della Raibetta, via San Lorenzo, via Petrarca fino a piazza De Ferrari, con il tradizionale carro trainato da cavalli che accompagna il cippo d’alloro.
In piazza De Ferrari, alle 16, mentre si attende il corteo, è in programma l’esibizione del Gruppo Folcloristico Città di Genova.
Alle 16.40 l’arrivo della sfilata darà il via alla fase centrale: l’esibizione degli sbandieratori dei Sestieri di Lavagna, l’incontro tra l’Abate e la sindaca, e infine l’offerta del Confeugo, con l’accensione dei rametti d’alloro che richiama il falò augurale di un tempo.
Dal fuoco alla parola: gli auguri a Palazzo Ducale
Concluso il momento in piazza, la cerimonia proseguirà alle 17.15 nel Salone del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale. Qui spazio ai messaggi augurali e alla parte culturale della tradizione.
Sono previsti gli interventi di:
- “Franco Bampi, presidente A Compagna”
- “Silvia Salis, sindaca di Genova”
A seguire i tradizionali mogogni dell’Abate del Popolo e un ricordo dedicato a Carlo Pescia “Carlin”, raccontato da “Maurizio Daccà, vicepresidente A Compagna”.
Non mancheranno i momenti musicali con il Coro Amici della Montagna di Genova e l’immancabile “Ma se Ghe penso”. A condurre l’appuntamento sarà il Cintraco “Marco Pepè”.
Una tradizione che arriva dal Medioevo
Il Confeugo affonda le sue radici nel periodo della Repubblica di Genova: le prime testimonianze documentate risalgono al XIV secolo, anche se le origini del rito sono verosimilmente ancora più antiche, legate al tempo del Comune del Popolo (XII secolo). Era l’omaggio dell’Abate del Popolo, voce dei cittadini, alle massime autorità: un tronco d’alloro ricoperto di rami, segno di auspicio e rispetto.
Le cronache raccontano un percorso solenne che attraversava la città fino all’attuale Palazzo Ducale, con un saluto in dialetto entrato nella memoria collettiva: “Ben trovòu Messê ro Duxe”, a cui seguiva la risposta “Ben vegnûo Messê l’Abbòu”. Poi il falò: vino, confetti, zucchero e la corsa a portare a casa un tizzone come portafortuna.
La cerimonia venne sospesa nel Settecento, quindi recuperata nel Novecento: A Compagna la riprese nel 1923, e dopo una nuova interruzione tornò stabilmente nel 1951. Da allora, ogni anno il Confeugo rinnova lo stesso significato: un rito collettivo di luce e speranza, che riannoda il filo tra la Genova di ieri e quella di oggi.
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