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No, il presepe del Comune non è stato cancellato: esposto e illuminato ogni notte a Palazzo Rosso

Dopo le fake news fatte circolare ad arte e ribaltate anche su certi media nazionali, è bene ristabilire la verità. L’allestimento inaugurato ieri alla presenza della sindaca Salis, della presidente del Municipio Centro Est Cosso e dell’arcivescovo Tasca

Il presepe del Comune di Genova c’è, è stato regolarmente inaugurato e rimarrà visibile e illuminato per tutte le festività natalizie. A fronte delle fake news circolate in questi giorni – rilanciate anche da alcuni media nazionali e diffuse e cavalcate da una parte del mondo politico – è bene ribadire che la tradizione del presepe non è stata cancellata.

L’esposizione è stata inaugurata ieri a Palazzo Rosso – Musei di Strada Nuova, alla presenza della sindaca Silvia Salis, della presidente del Municipio I Centro Est Simona Cosso e con la benedizione dell’arcivescovo di Genova, monsignor Marco Tasca. L’allestimento è visibile dalla strada e il presepe resterà illuminato ogni sera, per tutta la notte, per l’intero periodo delle festività. Il presepe è storico sia per la datazione delle statuine, sia per l’allestimento che il Comune ha sempre riproposto. Quest’anno sarà visibile nella finestra-vetrina del palazzo che si affaccia su via Garibaldi e non sarà nemmeno necessario entrare per vederlo.

Si tratta di un’opera di grande valore artistico e storico, realizzata con il contributo dell’Accademia Ligustica di Belle Arti. Il presepe ospita le figure della Sacra Famiglia, pastori e nobili, in gran parte opere di Pasquale Navone, tra i maggiori protagonisti della produzione presepiale genovese del Settecento, formatosi nella bottega di Anton Maria Maragliano, maestro indiscusso dell’intaglio ligneo.

Nonostante questo, sui social e in alcune trasmissioni televisive continuano a circolare commenti e accuse basati sulla falsa notizia della “cancellazione” del presepe comunale. Da qui la scelta di ristabilire i fatti: il presepe c’è, è già stato presentato al pubblico ed è uno dei fulcri del Natale genovese 2025.

Se non ci credete, potete andare a vederlo: è bellissimo.

Le statuine in legno intagliato e dipinto, impreziosite da abiti in stoffa, provenienti dalle collezioni civiche, in particolare dal Museo Giannettino Luxoro di Nervi, rievocano le scene di vita quotidiana immortalate nelle stampe seicentesche e settecentesche dell’incisore Antonio Giolfi e del pittore fiammingo Cornelis de Wael.

Al secondo piano nobile di Palazzo Rosso, nella cappella, all’interno del percorso museale, un altro allestimento permetterà di ammirare ulteriori statuine, che insieme a quelle esposte al Museo Luxoro e a una scarabattola siciliana del XVIII secolo presentata alle Raccolte Frugone sono testimonianza della varietà, ricchezza e importanza delle civiche collezioni presepiali.

Il suo allestimento è sempre stato previsto e mai l’amministrazione comunale ha pensato di non prepararlo quest’anno. Tanto che è incluso nel “𝗣𝗮𝘀𝘀𝗮𝗽𝗼𝗿𝘁𝗼 𝗱𝗲𝗶 𝗣𝗿𝗲𝘀𝗲𝗽𝗶”, organizzato dal Comune di Genova in collaborazione con l’𝗔𝗿𝗰𝗶𝗱𝗶𝗼𝗰𝗲𝘀𝗶. Propone per il 2025 un progetto rinnovato, con una nuova tematizzazione dei percorsi che valorizza al meglio la ricchissima eredità presepiale genovese. Due nuovi itinerari, “𝗣𝗿𝗲𝘀𝗲𝗽𝗶 𝗱𝗲𝗹𝗹’𝗔𝗿𝘁𝗲” e “𝗣𝗿𝗲𝘀𝗲𝗽𝗶 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗧𝗿𝗮𝗱𝗶𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲”, accompagneranno i visitatori da ponente a levante e nelle vallate, fino a raggiungere alcuni comuni del territorio ligure. Un viaggio che abbraccia 85 presepi: dai figurini dei secoli XVIII e XIX legati alla scuola del Maragliano, alle rappresentazioni pittoriche e scultoree, fino ai presepi meccanici, artigianali e contemporanei.

Fino all’11 gennaio, i partecipanti potranno far timbrare il proprio passaporto nelle diverse tappe. L’iniziativa si conclude l’8 febbraio con una giornata dedicata.

Tutte le info su: www.visitgenoa.it/it/passaporto-dei-presepi-2025

Nonostante questo, sulla pagina del Comune e sui social continuano ad arrivare commenti di chi, affidandosi alle narrazioni di “certa politica”, è convinto che il presepe sia stato cancellato. Da qui la scelta di ristabilire con chiarezza la realtà, anche attraverso le parole dell’assessora al Commercio e agli Eventi Tiziana Beghin, che nei giorni scorsi è intervenuta con un lungo post per spiegare l’orientamento della Giunta.

«Sì, abbiamo fatto una scelta politica: dire no alla mediocrità degli ultimi otto anni» ha scritto l’assessora, rivendicando la volontà di valorizzare davvero il presepe storico del Comune: «Il nostro presepe storico sarà valorizzato per davvero e sarà in mostra per tutti».

Beghin ha respinto al mittente le accuse di “attacco alle tradizioni” e di aver “cacciato Gesù Bambino da Palazzo Tursi”: «Stiamo assistendo a uno spettacolo imbarazzante, con consiglieri comunali che gridano alla cancellazione del presepe. Noi abbiamo scelto di non scendere al loro livello e di rispondere con i fatti, nelle sedi istituzionali».

Al centro della polemica, ricorda l’assessora, non c’è una tradizione millenaria ma una prassi recente: la rotazione, negli ultimi 2 anni, di presepi allestiti da soggetti diversi e sistemati in spazi di passaggio a Palazzo Tursi. «La tradizione natalizia del Comune di Genova non è un presepe scelto a rotazione tra i vari allestitori dei quartieri ed esposto in un sottoscala, pratica inventata e fatta solo due volte in otto anni – sottolinea –. La tradizione è il Presepe di Pasquale Navone, della scuola del Maragliano, capolavoro storico esposto da oltre 100 anni a Palazzo Rosso».

Proprio su questo pezzo di patrimonio artistico genovese la Giunta dice di aver puntato: «Abbiamo deciso di valorizzarlo ulteriormente: è nuovamente visibile a tutti, dalla strada, da via Garibaldi, sede delle nostre istituzioni cittadine, illuminato fino a mezzanotte, in piena collaborazione con la Diocesi».

L’assessora parla esplicitamente di una scelta politica e culturale: dare lustro alla “vera storia” del presepe genovese, aprire le porte di Palazzo Tursi a tutti i bambini della città con il Villaggio di Babbo Natale, trovare risorse – nonostante un bilancio complesso – per sostenere tutte le iniziative natalizie e lavorare “come una squadra coesa, per il bene comune”.

«Le parole si possono distorcere, i fatti no» conclude Beghin. «I fatti sono lì, in via Garibaldi, illuminati fino a mezzanotte. I fatti sono il lavoro che portiamo avanti ogni giorno. Il resto è fuffa alla ricerca di un click».

Mentre il presepe di Navone continua a brillare tra le facciate dei Palazzi dei Rolli, dal Comune arriva quindi un messaggio chiaro: le tradizioni non solo non sono state cancellate, ma – nelle intenzioni della nuova amministrazione – devono passare attraverso la valorizzazione del patrimonio storico e artistico della città, distinguendo tra ciò che è radicato nella storia di Genova e ciò che è nato solo di recente come iniziativa personale o contingente.


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