Economia Sindacale 

Presidio dei lavoratori Ikea a Campi: «Contratto fermo dal 2019, l’azienda peggiora le condizioni»

Sciopero nazionale del personale Ikea, sit-in davanti allo store genovese. Possibile collegamento con il presidio degli operai ex Ilva

Presidio di protesta questa mattina davanti ai cancelli dello stabilimento Ikea di Genova Campi, dove le lavoratrici e i lavoratori hanno aderito allo sciopero nazionale proclamato da Filcams Cgil e Uiltucs per oggi, 5 dicembre. Al centro della mobilitazione, lo stallo sul rinnovo del contratto integrativo aziendale, scaduto nel 2019 e mai aggiornato nonostante anni di confronto.

Secondo i sindacati, l’ennesimo tentativo di riaprire un negoziato vero è fallito nell’ultimo incontro: l’azienda avrebbe respinto tutte le proposte presentate, rifiutando persino di mettere nero su bianco gli elementi economici che erano già stati condivisi in passato, rinviando il tutto a un generico confronto futuro privo di contenuti concreti.

«Ikea continua ad agire unilateralmente, peggiorando le condizioni di lavoro e ignorando gli impegni storici assunti con i dipendenti», denunciano Nicola Poli, segretario generale Filcams Cgil Genova, ed Eugenio Inquinandi, funzionario Uiltucs Liguria. La chiusura dell’azienda viene motivata, spiegano, con presunte difficoltà economiche e con il mancato raggiungimento degli obiettivi di budget, oltre che con l’aumento dei costi legato al rinnovo del Ccnl della Distribuzione moderna organizzata, considerato un ulteriore aggravio.

Il presidio di Campi, che ha visto una forte partecipazione dei dipendenti, potrebbe nelle prossime ore collegarsi simbolicamente alla mobilitazione dei lavoratori ex Ilva, con alcuni addetti Ikea intenzionati a raggiungere il presidio degli operai siderurgici in città, in segno di solidarietà tra vertenze che, seppure diverse, pongono al centro gli stessi temi: salario, diritti e qualità del lavoro.

Aggiornamento: la nota di Ikea

In merito allo sciopero indetto dalle sigle sindacali per oggi 5 dicembre, l’Azienda, pur nel pieno rispetto del diritto di sciopero, desidera fornire alcuni chiarimenti, auspicando una pronta ripresa di un dialogo costruttivo con tutte le parti coinvolte.

Per quanto concerne il premio di partecipazione, esso costituisce un sistema premiale strettamente correlato al raggiungimento di specifici obiettivi prefissati e condivisi con il sindacato. Purtroppo, il mancato conseguimento di tali obiettivi non consente, per l’anno in corso, di erogare il premio a tutti i co-worker. Rimane il rammarico per non aver raggiunto un accordo per il rinnovo del contratto integrativo che  avrebbe consentito a tutti i co-worker di fruire un premio di gran lunga migliorativo rispetto all’attuale sistema premiante.

Relativamente al Contratto Integrativo Aziendale, negli ultimi tre anni l’impegno dell’Azienda è stato volto a migliorare ulteriormente le condizioni economiche già riconosciute a tutti i co-worker dall’attuale Contratto Integrativo con interventi sia sul versante del welfare che delle maggiorazioni, in IKEA già ampiamente migliorative rispetto a quanto previsto dal contratto nazionale. Si ritiene che la sottoscrizione di tale accordo per tempo avrebbe consentito a tutti i co-worker di raggiungere benefici economici importanti.

IKEA ha costantemente ricercato un confronto con le sigle sindacali e conferma la propria disponibilità a sottoscrivere il Contratto in qualsiasi momento – anche con una durata ridotta rispetto alla normale vigenza – sulla base della proposta aziendale, evidentemente migliorativa.

IKEA Italia intende inoltre ribadire che la propria strategia di business rimane saldamente allineata all’obiettivo di rendere il brand accessibile alla maggioranza delle persone, anche in un contesto storico in cui tutti i consumi sono significativamente influenzati da molti fattori.


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