Sara Marzolino, l’auto che l’ha travolta e uccisa poteva viaggiare fino a 118 all’ora. Chiuse le indagini

Per la morte della 22enne travolta in via Buozzi l’11 maggio scorso il vigilante alla guida è indagato per omicidio stradale aggravato dall’eccesso di velocità

Sara Marzolino, 22 anni, attivista, l’11 maggio scorso ha perso la vita in via Buozzi. Oggi, a quasi sette mesi da quella notte, emergono nuovi elementi sulla dinamica dell’investimento: secondo gli accertamenti tecnici disposti dalla procura, l’auto che l’ha colpita procedeva a una velocità compresa fra i 105 e i 118 chilometri orari in un tratto dove il limite è di 50.

Il conducente, una guardia giurata difesa dall’avvocato Fabio La Mattina, ha ricevuto l’avviso di conclusione delle indagini: è accusato di omicidio stradale aggravato proprio dalla velocità superiore a quella consentita. Nel capo d’imputazione viene indicata una fascia compresa tra gli 80 e i 91 chilometri orari, mentre la ricostruzione tecnica degli investigatori della sezione infortunistica della polizia locale, coordinati dalla sostituta procuratrice Daniela Pischetola, e dell’ingegnere incaricato, Marco Sartini, fissa una forchetta più alta, tra 105 e 118 chilometri orari.
Secondo quanto ricostruito, la vettura stava percorrendo via Buozzi in direzione Sampierdarena quando, in prossimità di un semaforo sul giallo, l’autista non si sarebbe avveduto di Sara che stava attraversando la strada. L’impatto è stato devastante: la giovane è stata sbalzata per 26 metri, finendo contro un palo. Le immagini di una telecamera di sorveglianza hanno ripreso tutta la scena e sono state decisive per la perizia cinematica.
Nel filmato, negli attimi prima della tragedia si vede la ragazza che guarda a sinistra per controllare il traffico, poi si volta indietro, come per accertarsi che l’amica che era con lei la stia seguendo. Un secondo dopo l’auto sopraggiunge, la investe in pieno e l’amica si blocca sul margine della carreggiata.
Sul posto erano intervenuti immediatamente i sanitari del servizio di emergenza, ma per la ventiduenne non c’era già più nulla da fare: il decesso è stato constatato poco dopo l’arrivo dell’ambulanza.
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