Ansaldo Energia occupata, scatta lo sciopero permanente

Operai e impiegati presidiano i cancelli di Campi: dopo il blocco del camion per il Texas, Fim e Fiom alzano il livello della protesta


Ansaldo Energia passa dalla protesta al braccio di ferro. Da questa mattina lo stabilimento genovese è occupato: lavoratrici e lavoratori sono in sciopero con assemblea permanente davanti ai cancelli di Campi, decisi a non far uscire più lavoro dall’azienda senza una risposta chiara sul futuro del sito.

La mobilitazione è la prosecuzione diretta di quanto accaduto a fine settimana scorsa, quando un camion inviato dalla direzione per caricare le barre statoriche destinate a una commessa in Texas era stato costretto a ripartire vuoto grazie allo sciopero improvvisato di operai e impiegati, che avevano bloccato le operazioni di spedizione e mantenuto il materiale nello stabilimento genovese.




Per Fim Cisl e Fiom Cgil quella giornata era stata considerata «un primo punto portato a casa», ma anche il campanello d’allarme di un piano industriale che, secondo i sindacati, punta a spostare all’estero e all’esterno una parte crescente delle lavorazioni oggi realizzate a Genova. La commessa di Turbigo, spiegano, sarebbe solo la punta dell’iceberg di un processo di decentramento che rischia di svuotare progressivamente il sito ligure.
Da qui la decisione di rilanciare la protesta: in un volantino diffuso davanti ai cancelli, le organizzazioni sindacali spiegano che la fabbrica è occupata «per difendere il nostro lavoro e non farlo portare via da Genova», annunciando sciopero e assemblea permanente a presidio dello stabilimento. L’obiettivo è costringere azienda e istituzioni ad aprire un confronto vero su carichi di lavoro, investimenti e prospettive occupazionali, rivendicando la volontà di continuare a produrre in città le lavorazioni – come le barre statoriche – che maestranze e competenze genovesi sono in grado di svolgere.
La vertenza esplode in un momento delicato per Ansaldo Energia, tra piani di rilancio dichiarati e la denuncia, da parte delle rappresentanze dei lavoratori, di uno spostamento all’estero di attività considerate strategiche. Nei prossimi giorni la protesta ai cancelli, promettono Fim e Fiom, andrà avanti «a oltranza», finché non arriveranno garanzie scritte sul futuro produttivo e occupazionale dello stabilimento di Campi.
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