Amt, Bucci: «Pronti ad anticipare oltre 14 milioni dal governo». Terrile: «Comune non contrario alla Regione in azionariato»

Il presidente della Regione Liguria illustra il pacchetto di risorse aggiuntive per il trasporto pubblico genovese e apre all’ipotesi di ingresso di piazza De Ferrari nel capitale di Amt. Il vicesindaco Terrile conferma la copertura del fabbisogno di novembre e dicembre e parla di un piano di risanamento condiviso, «per uscire dalla crisi e rilanciare l’azienda»

«Per Amt risorse aggiuntive per oltre 14 milioni dal governo. Se non arrivano in tempo, li anticipa la Regione Liguria». Marco Bucci riassume così il cuore dell’intesa sulle nuove risorse destinate al trasporto pubblico genovese. Un passaggio che dovrebbe garantire liquidità immediata all’azienda in crisi e, allo stesso tempo, aprire una fase nuova nei rapporti tra Comune, Regione e Amt, anche in vista di un possibile ingresso di via Fieschi nell’azionariato.

Il presidente, affiancato dal vicesindaco di Genova Alessandro Terrile, parte dai numeri: «Una delle prime cose su cui ci siamo rimasti d’accordo con il Comune è sulle risorse aggiuntive da dare al piano Amt entro dicembre 2025, cioè quelle che serviranno per completare le necessità del 2025. Come sapete Amt, secondo il contratto di servizio e le risorse che vengono dal governo, ogni anno negli ultimi 3-4 anni sono arrivati circa 91,7 milioni. Questi 91,7 milioni che sono stati già dati a Città metropolitana vengono un po’ dal governo e un po’ da Regione».
Bucci ricostruisce la struttura del finanziamento attuale: «Regione stanzia ogni anno circa 55 milioni per il trasporto pubblico locale, di cui al trasporto pubblico vanno circa 30 milioni. Quindi questi 91, circa 30 sono della Regione e gli altri sono del governo. In totale a Regione Liguria vengono 136 milioni, ma questi 91 sono la quota della provincia di Genova rispetto alle altre province».
Su questo zoccolo duro di 91,7 milioni si innesta il pacchetto aggiuntivo che porta il totale per il 2025 a circa 106 milioni: «C’è un Fondo Nazionale dei Trasporti implementato di 347 milioni, di cui a Regione Liguria ne spettano 13,049. Di questi 13 dobbiamo decidere se li mettiamo ai trasporti ferroviari o se li mettiamo alla gomma, o un po’ per uno. Io propendo per la decisione di metterli tutti alla gomma, dal momento che la situazione è quella che abbiamo oggi».
In questo scenario, «alla Città metropolitana ne arrivano 8,45 milioni. La prima quota è il Fondo Nazionale dei Trasporti implementato a 347 milioni. Questo Fondo dedicato alle Regioni per la Liguria vale 13 milioni. Abbiamo due opzioni. Se consideriamo i treni, alla Città metropolitana per Amt arrivano 5,9 milioni. Se non consideriamo i treni, alla Città metropolitana arrivano 8,5 milioni. Io sono per la seconda opzione».
A questi si aggiunge un ulteriore stanziamento nazionale: «Per il solo 2025 sono stanziati ulteriormente 120 milioni solo per alcune regioni d’Italia, tra cui la Liguria. In Liguria arrivano 9 milioni destinati tutti e soltanto al trasporto su gomma. Alla provincia di Genova, quindi ad Amt, spettano 5,85 milioni di euro».
Ne consegue, sintetizza Bucci, che «alla fine avremo 91,7 più 8,45 più 5,8: totale 106 milioni. Quindi 91 sono stati dati fino ad oggi, c’è un tradizionale 14,3 che viene dato, penso e spero, nella prima settimana di dicembre se otteniamo i decreti. Se non otteniamo i decreti siamo d’accordo che io andrò a chiedere un’anticipazione, forse anche in consiglio regionale, per poter anticipare i decreti dello Stato: tanto sappiamo che arrivano, però se mi arrivano più tardi anticipiamo noi come cassa per poterli avere dentro il pagamento degli stipendi».
La “coperta” di novembre e dicembre, il piano di risanamento
Sul fronte del Comune e di Città metropolitana, il vicesindaco e assessore al Bilancio Alessandro Terrile chiarisce la copertura del fabbisogno più immediato: «La prima notizia è che il fabbisogno del mese di novembre è coperto da Città metropolitana e da Comune di Genova, il fabbisogno di dicembre è coperto da questo finanziamento che eroga la Regione, anticipandoli se necessario».
Terrile rivendica il lavoro di merito avviato sulle prospettive di Amt: «L’aspetto positivo è che si è cominciato a fare un lavoro di merito sulle risorse che sono necessarie, su tutte le azioni che devono essere fatte per il risanamento dell’azienda. E in vista dell’evento del 28 di novembre, che è già molto abituale nell’ansia della crisi, ci sarà un affinamento del piano di risanamento fatto in armonia tra azienda, Comune, Regione, per arrivare a un piano che possa essere di lungo periodo, di rifiutare la crisi e poi rilanciarla».
Un impegno che riguarda da vicino anche i fornitori: «L’impegno è quello che è stato già comunicato ai creditori, quindi ai fornitori, negli incontri che ci sono stati la settimana scorsa: prendere la corrente di mezzo di novembre al pagamento del corrente, di una rata di annualità sociali di tutti i mesi, poi arrivare al pagamento rateale del pregresso. Confermiamo questo impegno».
Regione socio di Amt? Terrile: «Non siamo contrari», Bucci guarda al modello toscano ed emiliano
Uno dei nodi strategici emersi nelle ultime settimane è l’eventuale ingresso della Regione nel capitale della partecipata. Su questo punto, Bucci distingue tra breve e lungo periodo: «A lungo termine la Regione può cercare di confermare questi addizionali 14,3 milioni attraverso i contatti col governo, o cercando di raccattare soldi dai bilanci regionali, che però vuol dire fare delle scelte, vuol dire anziché dire “no” al marciapiede di qualche Comune per metterli su Amt. Questa opzione è molto improbabile, per cui per fare questo noi dobbiamo lavorare col governo per avere la conferma di queste risorse addizionali annuali».
Poi allarga lo sguardo: «Se vogliamo finanziamenti più estesi è chiaro che è necessario fare un discorso di entrata nel capitale di Amt, quindi entrata nell’azionariato, ma questi sono discorsi che stanno andando avanti in un clima molto positivo, penso, siamo d’accordo su questo, ed è troppo presto per anticiparli, ma stanno andando avanti».
Da Tursi, Terrile apre la porta: «Il Comune non è contrario all’ingresso di Regione in azionariato di Amt. Ancora meglio se questo ingresso prelude non solo a un inserimento di capitale ma a una gestione regionale del trasporto pubblico». E collega questa possibilità al lavoro in corso sul piano: «La misura, la modalità e i tempi dipenderanno dal piano di risanamento che a questo punto, tra le varie opzioni, potrà prevedere anche l’ingresso della Regione come un modo per riuscire a uscire dalla crisi».
Bucci aggancia il ragionamento a un modello più ampio: «Tenete presente, come ha detto lui giustamente, mi dispiace averlo dimenticato, che il nostro piano è quello di avere il trasporto pubblico regionale come ce l’ha la Toscana, come ce l’ha l’Emilia. E noi vogliamo che, attraverso tante azioni – ad esempio l’ipotesi di un’agenzia del trasporto pubblico regionale – abbiamo tante cose da mettere assieme che adesso però sono mattoni lì sul tavolo che dobbiamo comporre. È troppo presto per dire cosa faremo. Sappiate però che ci stiamo lavorando in maniera seria per avere un trasporto pubblico regionale che è quello di cui c’è bisogno».
Contributi del Comune, fondi nazionali e contenimento dei costi
Il vicesindaco dettaglia anche gli altri tasselli della “coperta” finanziaria: «Recentemente c’erano contributi aggiuntivi da parte del Comune. Nel 2025 il Comune di Genova sta erogando in questi giorni 7 milioni di euro. Ci può essere un contributo, anzi ci dovrà essere un contributo anche dei comuni, ovviamente piccoli, che in generale non coprono il totale, ma è necessario».
Sul piano nazionale, Terrile ricorda che «ci sono fondi che l’azienda conta di poter ottenere, che sono le nuove edizioni del Fondo del Ministero dell’Ambiente per la qualità dell’aria. In questi giorni si aspettano i decreti attuativi con le ripartizioni dei denari, ma comunque dovrebbe essere una cifra tra i 16 e i 21 milioni di euro».
Non manca il capitolo costi: «Tutto l’insieme di queste misure, compresa anche un’azione di contenimento dei costi – che non vuol dire tagliare i costi del personale, ma fare delle razionalizzazioni che possano incidere per qualche milione di euro – può portare a quelle cifre che sono necessarie. Ovviamente è da fare sempre nella massima condivisione con il sindacato, con i soci. Azioni normali che però possono portare a un contenimento dei costi. Ovviamente c’è anche la tariffa, che sta andando bene e questo è un segnale, ma poi i passi che si stanno facendo per tesseramento, si può fare tutto il resto con più ottimismo».
Il “buco” di Amt e il bilancio 2024: «Non è un tema da scontro politico»
Sulle possibili divergenze di cifre riguardo al “buco” di Amt, Bucci sceglie la prudenza: «Io non ho ancora i numeri del 2024. Appena ci sono, diciamo se ci sono divergenze o no. Fatemi vedere il bilancio e poi vediamo. A me non risultano i numeri».
Terrile ribadisce che sarà il bilancio a fare fede: «Il bilancio del 2024 sarà approvato. Sappiamo, non voglio ripetere le cose noiose, ma c’è una composizione della crisi che si incrocia con i termini per approvare il bilancio e con i termini per provvedere da subito alla riqualificazione dell’azienda. C’è questa pausa di riflessione che serve a trovare tutte le intese che servono tra enti pubblici e soci e anche enti che non sono soci, ma che potrebbero diventarlo, come Regione, per arrivare al punto».
Da qui l’invito a non trasformare i numeri in una bandiera: «Come tutti i bilanci, ci sono voci che sono soggette a valutazione. Io mi sottraggo al gioco per cui “qual è la verità?”. La verità è quella che viene approvata dagli amministratori. Sulla valutazione di alcuni crediti, di alcune voci, c’è la normale interpretazione e ora si arriverà al punto che metteranno in campo gli amministratori, i sindaci, la società di revisione. Non è un tema che deve essere oggetto di scontro, men che meno di scontro politico».
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