Sole in iperattività: eruzione X5.1 punta la Terra, possibile forte tempesta geomagnetica il 12 novembre e aurore boreali

Una potente espulsione di massa coronale partita oggi da una macchia solare instabile raggiungerà il nostro pianeta tra la sera del 12 e la giornata del 13 novembre. Attesi disturbi alle comunicazioni e alla rete elettrica alle alte latitudini e, in caso di tempesta di livello elevato, possibili aurore visibili anche più a sud del solito

Il Sole ha lanciato un segnale di grande attività. Questa mattina si è verificato un brillamento di classe X5.1, tra gli eventi più intensi dell’attuale ciclo solare. L’esplosione ha proiettato nello spazio una veloce espulsione di massa coronale (CME) diretta verso la Terra. I modelli di meteorologia spaziale indicano che l’arrivo del fronte principale è previsto per la serata del 12 novembre, a breve distanza da altre due emissioni più deboli già in viaggio. La sovrapposizione degli impulsi potrebbe rendere la tempesta geomagnetica più efficace del previsto.

In casi come questo, l’atmosfera terrestre viene investita da un flusso di particelle che può comprimere la magnetosfera e generare una tempesta di livello elevato (fino a G4 nelle scale operative). Gli effetti più immediati si registrano sulle comunicazioni radio a onde corte, sui sistemi di navigazione e, alle latitudini più esposte, sulle reti elettriche. Il primo impatto è stato già avvertito sul settore africano con brevi blackout radio.
L’elemento che rende l’evento particolarmente atteso è la possibilità che le aurore polari scendano a latitudini insolitamente basse, come già accaduto in altre fasi di forte attività solare. Se la tempesta sarà sufficientemente intensa, tra l’11 sera e soprattutto il 12 novembre le luci potranno essere osservate non solo nelle regioni nordiche, ma anche più a sud, dove il cielo sarà buio e libero da nubi.
L’aurora polare è un fenomeno ottico atmosferico caratterizzato visivamente da bande luminose che assumono un’ampia gamma di forme e colori, rapidamente mutevoli nel tempo e nello spazio, di solito di colore rosso-verde-azzurro, detti archi aurorali, causato dall’interazione di particelle cariche (protoni ed elettroni) di origine solare (vento solare) con la ionosfera terrestre (atmosfera tra i 100-500 km): tali particelle eccitano gli atomi dell’atmosfera che diseccitandosi in seguito emettono luce di varie lunghezze d’onda. Viene denominata aurora boreale qualora si verifichi nell’emisfero nord (boreale), mentre il nome aurora australe è riferito all’analogo dell’emisfero sud (australe).
L’episodio arriva in una fase in cui il Sole sta mostrando più frequentemente macchie attive e improvvise eruzioni: una dinamica tipica dell’avvicinamento al massimo del ciclo undecennale. I centri di monitoraggio continueranno a seguire l’evoluzione per valutare con maggiore precisione orario e intensità dell’impatto, ma un’indicazione è già chiara: tra la sera del 12 e le ore successive sarà opportuno prestare attenzione agli aggiornamenti di protezione civile e servizi tecnici, soprattutto per i gestori di infrastrutture sensibili.
Se non volete perdere le notizie seguite il nostro sito GenovaQuotidiana il nostro canale Bluesky, la nostra pagina X e la nostra pagina Facebook (ma tenete conto che Facebook sta cancellando in modo arbitrario molti dei nostri post quindi lì non trovate tutto). E iscrivetevi al canale Whatsapp dove vengono postate solo le notizie principali



Devi effettuare l'accesso per postare un commento.