Si chiamava Roberto Frau l’uomo morto per un incidente in via Pra’ questa mattina

Percorreva la strada in sella alla sua Bmw d’epoca. Era partito da Arenzano, dove viveva, e dove lo ricordano per il lavoro di agente immobiliare, il sorriso e le uscite in moto con la figlia. La polizia locale del nucleo Infortunistica del reparto Sicurezza Stradale sta ricostruendo la dinamica

C’era la sua moto, quella che aveva voluto a tutti i costi e che raccontava con orgoglio, nella mattinata che gli è costata la vita. Roberto Frau, 51 anni, agente immobiliare, abitava ad Arenzano e spesso arrivava a Genova in sella alla sua Bmw GS d’epoca. Quella stessa moto con cui amava fare i giri domenicali e le gite fuori porta insieme alla figlia, con cui condivideva la passione e le piccole avventure di ogni giorno.

Poco dopo le 9:30 in via Pra’ stava viaggiando in direzione levante quando, secondo i primi riscontri, un’auto che procedeva davanti a lui sulla corsia di sinistra ha visto un parcheggio libero sul lato mare e ha iniziata la manovra di svolta. Frau stava superando sulla destra, lungo il margine della corsia destinata ai mezzi pubblici: l’impatto è stato inevitabile. La moto ha cambiato traiettoria, si è abbattuta a terra ed è finita contro un’auto in sosta, che a sua volta ha tamponato il veicolo fermo davanti. I soccorsi del 118 sono arrivati subito, ma per Roberto non c’è stato nulla da fare.
Il conducente dell’auto è risultato negativo all’alcoltest, dunque sobrio. Sarà ora il nucleo Infortunistica del reparto Sicurezza Stradale della polizia locale, intervenuto insieme agli agenti del territorio giunti per regolare il traffico, a mettere in fila centimetri, posizioni e tempi per capire se qualcuno abbia sbagliato e dove.
Resta il vuoto, improvviso e violento, nelle strade che attraversava ogni giorno.
Frau amava molto la sua moto e ancora di più la figlia, con la quale condivideva anche i giri in moto. In un post su Facebook del maggio scorso raccontava: «È la mia moto. È il mio GS. È la mia BMW. O il mio BMW. La moto più bella di sempre. Leggera, agile, essenziale, spoglia, incredibilmente figa. Se frenasse, sarebbe perfetta. Se penso a quanto ci ho messo a decidere di comprarla… È stata mia figlia, a un certo punto, a non poterne più, e dirmi: basta, papà, comprala. E l’ho comprata, immaginando le vacanze che avremmo fatto, i nostri giri domenicali, le gite fuori porta, non immaginando, invece, tutte le volte che l’avrei accompagnata a scuola per aver perso il treno, o il freddo assurdo che avremmo preso, certi giorni, o la pioggia».
Roberto era uno di quelli che le due ruote le viveva: la moto non era solo un mezzo, era un pezzo di identità, un’emozione, un modo di stare al mondo. Stamattina è diventata il punto in cui la sua storia si è fermata.
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