Pedonalizzazione di via Rolando, imprese spaccate. Arrivano 470 firme per il “no” di residenti e clienti dei negozi

Imprese contro: a favore sono 28 aziende, di cui 18 in via Rolando. Contrarie 40 aziende, di cui 24 in via Rolando a cui si aggiungono 18 ambulanti del mercato di merci varie della zona. Un commerciante con le idee non molto chiare ha firmato sia per il sì sia per il no. Confesercenti ritiene esaurita e con esito sfavorevole la prova a cui, quest’estate, aveva dato il consenso alla sperimentazione e chiede lo stop e di valutare con la commissione un’alternativa più idonea. Intanto si stanno mobilitando i residenti e i clienti che intendono continuare a raccogliere firme per il no


Commercianti l’un contro l’altro armati (di petizione) e con strascico di polemiche sui social sul tema scottante della pedonalizzazione di via Rolando, a Sampierdarena.
Alla petizione pro hanno aderito 28 aziende (non necessariamente commerciali o artigianali) di cui 18 con sede in via Rolando. Tra le aziende che non si trovano nella strada ci sono aziende edili e di ponteggi. Alcune aziende firmato con due persone, ma le imprese della strada che hanno firmato e timbrato per il “sì” sono, come si è detto, 18.
Alla petizione contro hanno aderito 40 aziende per lo più commerciali di cui 24 in via Rolando (alcune con sede altrove, ma unità di vendita proprio in via Rolando). A queste si aggiungono (per un totale di 40 imprese direttamente interessate) le 18 firme di ambulanti del mercato di via Dattilo-via Anzani che per la pedonalizzazione devono passare in via Scaniglia per andarsene e, transitando in quella strada, non possano andare direzione levante ma sono costretti a risalire per via Reti
Un imprenditore è riuscito a firmare per entrambe le petizione (è straniero e forse non ha ben capito le istanze dell’una e dell’altra fazione e, nel dubbio, ha aderito a entrambe), quindi i conti scendono a 17 aziende di via Rolando pro e 23 contro. A queste ultime, come detto, si aggiungono i 18 ambulanti del mercato di merci varie di zona, per un totale di 39 contrarie tra le direttamente interessate. Sia nell’una sia nell’altra petizione ci sono aziende in altre vie, non direttamente interessate dal provvedimento.
Il fronte del no è guidato da Confesercenti, alla quale aderisce il civ della strada, il Rolandone. Quest’estate il Civ aveva espresso parere favorevole al progetto Street lab per via Carlo Rolando finanziato dalla Compagnia San Paolo per interventi di urbanistica tattica, sottolineando che aderiva limitatamente alla sperimentazione di due o tre mesi, perché così la cosa era stata illustrata e specificando che il “sì” non era definitivo. Il Civ aveva anche chiesto di poter partecipare alla commissione progetto/avanzamento lavori. La sperimentazione si è conclusa nei giorni scorsi con l’ampliamento dell’area pedonalizzata. L’ulteriore step era stato presentato come condiviso anche con i commercianti, ma così, evidentemente, non è, perché la parte maggioritaria delle aziende- a contare le firme – è contraria. Al momento dell’adesione alla sperimentazione aveva inoltre chiesto «la possibilità, qualora si riscontrasse un danno economico alle attività commerciali della zona, o problematiche diverse, di poter ripristinare e tornare allo stato attuale di viabilità, o di valutare assieme alla commissione un’alternativa più idonea onde evitare di non beneficiare dei fondi stanziati di cui il quartiere ha tanto bisogno per il commercio, il decoro e la sicurezza», aggiungendo «La realizzazione sperimentale e non definitiva è un punto fermo per il Civ».
Il problema è, dunque, in primis il metodo: la mancata condivisione dei risultati prima dell’ampliamento dell’area, senza coinvolgere il Civ e la maggior parte dei negozianti nella valutazione dell’esperienza e, tantomeno, dell’allargamento della pedonalizzazione.
E ora anche abitanti e clienti dei negozi stanno insorgendo. Alle petizioni delle imprese depositate in Municipio, si aggiunge una ben più corposa raccolta firme da parte di residenti e clienti dei negozi. La petizione conta 470 firme già depositate e i cittadini si stanno mobilitando per raccoglierne altre, in appoggio alla posizione del civ e di Confesercenti e quindi, in sostanza, al fronte del no.
«Girando per il territorio con gli altri consiglieri Pd e Lista Salis abbiamo constatato molto fermento fra i cittadini – dice il capogruppo Pd in Municipio Centro Ovest, Amedeo Lucia -. Sicuramente, sia dai pro sia dai contro, è emerso che tale progettualità non è stata assolutamente ben condivisa. Molti cittadini hanno sentito di raccolte firme e ci chiedono poterlo fare per essere partecipi al progetto e al loro territorio. Le grandi perplessità riguardano in particolar modo la viabilità che non permettere più di fermarsi in quel tratto anche solo per scendere e farsi lasciare dai negozi. Comunque in settimana, una parte dei commercianti ha deciso di depositare in Municipio una triplice raccolta firme spontanea per la contrarietà al progetto. Le petizioni contano più di 500 firme fra residenti, cittadini frequentatori dei negozi, commercianti in loco ed ambulanti, molto arrabbiati questi ultimi per la viabilità che li obbliga ad uscire da via Scaniglia o a fare manovra all’interno di via Dattilo. Con questa raccolta firme chiedono la riapertura di via Rolando e un tavolo di confronto. Come Pd e Lista Salis chiederemo un confronto con l’amministrazione comunale e ne parleremo anche in sede di maggioranza. Nel caso siamo disponibili ad effettuare un documento che ricalchi il comunicato di Confesercenti a firma del segretario Paolo Barbieri, in cui l’associazione chiede un tavolo di confronto e al momento la riapertura, anche in vista del possibile avvio dei lavori del progetto 4 assi in via Cantore per l’inizio del nuovo anno».
«Non siamo contrari al cambiamento e non demonizziamo l’idea di riqualificare il quartiere – aggiunge Caterina Jacopi della lista Salis -. Quello che contestiamo è il metodo: il progetto Street Lab è stato approvato e attuato senza un reale confronto con tutto il Consiglio del Municipio e senza un processo di ascolto della cittadinanza, nonostante le perplessità che la Lista Salis ha espresso fin dall’inizio. A dimostrazione del malessere che questa modalità ha generato, alcuni commercianti della zona hanno già raccolto e depositato circa 500 firme tra residenti, ambulanti e attività economiche che chiedono dialogo, trasparenza e ripensamento del progetto. Un intervento che impatta su viabilità, servizi e tessuto economico non può essere calato dall’alto: va ripensato attraverso un tavolo di confronto tra Comune, l’intero Consiglio del Municipio II Centro Ovest e le associazioni di categoria, per costruire soluzioni davvero utili al territorio. Inoltre i dati ad oggi diffusi non possono essere considerati sufficienti: in Commissione il tecnico comunale ha dichiarato che su quell’area non sono stati effettuati studi sui flussi pedonali e veicolari. Non si può sperimentare su un quartiere già complesso senza un’analisi preventiva solida. La rigenerazione urbana funziona solo se si fa insieme ai quartieri, non sopra ai quartieri. Ed è questo il cambio di passo che chiediamo».
Sia Jacopi sia Lucia avevano posto già nei giorni scorsi la questione del metodo.
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