Trenino Genova–Casella, Sanna (Pd): «Basta promesse, servono atti e date. Nuova interrogazione in Regione»

Il capogruppo del Partito Democratico in consiglio regionale accusa la Regione di annunciare riaperture mai concretizzate e di non condividere con i Comuni il cronoprogramma dei lavori. “La ferrovia non è proprietà di nessuno: è un servizio pubblico per l’entroterra. Cittadini e amministratori hanno diritto alla trasparenza”


Sul futuro della ferrovia Genova–Casella torna lo scontro politico. Armando Sanna, capogruppo del Partito Democratico in Regione Liguria, interviene dopo le notizie di una possibile riattivazione del servizio entro la fine del 2025 emerse da un incontro tra il sindaco di Genova e quello di Casella, e parla di “annunci senza condivisione” e di “cronoprogrammi mai visti”.

“Da anni – ricorda Sanna – la Regione dice che la riapertura è vicina, ma poi arrivano solo rinvii. Ora leggiamo sui giornali di nuove tempistiche, ma né i Comuni interessati né il tavolo tecnico, nato proprio in Regione nella scorsa legislatura, sono stati informati. La Regione si era impegnata a trasmettere il cronoprogramma dei lavori, ma quel documento non è mai arrivato agli amministratori”.
Per l’esponente dem il problema non è solo l’ennesimo slittamento, ma il metodo: “Si parla di disponibilità e di riapertura, ma senza un confronto con tutto il territorio coinvolto, senza un quadro degli interventi e senza un documento ufficiale. Se esiste un aggiornamento dei lavori, perché non condividerlo?”.
Sanna critica anche l’impostazione politica emersa dalle ultime dichiarazioni: “Dire che la ferrovia ha un ‘padrone’ è sbagliato e pericoloso. La Genova–Casella è un’infrastruttura pubblica che serve i cittadini, le aziende agricole, il turismo dell’entroterra. Non può essere gestita con annunci estemporanei mentre il servizio sostitutivo su gomma resta insufficiente e i lavori procedono a rilento”.
Il capogruppo PD annuncia quindi una nuova iniziativa in aula: “Presenterò un’altra interrogazione in consiglio regionale. Senza le cosiddette ‘interpellanze inutili’ non avremmo neppure il tavolo tecnico. Continueremo a chiedere chiarezza perché i cittadini meritano risposte, non promesse a mezzo stampa”.
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