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Genova rilancia le edicole: bando per riassegnare 18 chioschi su suolo pubblico

La giunta comunale ha approvato gli indirizzi per avviare la manifestazione di interesse relativa a 18 chioschi-edicola con concessione scaduta o in scadenza. L’assessora al Commercio Tiziana Beghin: «Vogliamo tenerli vivi e utili al quartiere, non lasciarli al degrado». Se alcune postazioni resteranno senza richieste, il Comune valuterà usi diversi

La giunta comunale ha dato il via libera al percorso che porterà alla riassegnazione di 18 chioschi commerciali del Comune di Genova, oggi destinati in prevalenza alla vendita di quotidiani e periodici, ma con concessioni scadute o in scadenza entro la fine del 2025. Il provvedimento, proposto dall’assessora al Commercio Tiziana Beghin, punta a contrastare il progressivo svuotamento della rete di edicole cittadine e a restituire operatività a strutture collocate in punti strategici dei quartieri.

«Negli ultimi anni anche Genova ha visto chiudere decine di edicole – ha spiegato Beghin –. Sono attività che operano su suolo pubblico e che spesso rappresentano un presidio di vicinato. Con questo bando vogliamo capire se gli attuali concessionari intendono proseguire oppure se ci sono nuovi soggetti interessati. L’obiettivo è evitare che i chioschi restino chiusi e diventino elementi di degrado, mantenendone, quando possibile, la vocazione originaria». L’assessora ha ricordato come il calo della vendita di giornali, dovuto alla crescita dell’informazione digitale, renda necessario un intervento pubblico per non perdere del tutto la funzione sociale di questi punti sul territorio.

La procedura di evidenza pubblica sarà pubblicata all’Albo pretorio tramite un Avviso per manifestazioni di interesse e riguarderà chioschi in alcune tra le principali aree cittadine: da corso Sardegna a largo della Zecca, da piazza Acquaverde a piazza Caricamento, da piazza Manin a piazza Palermo, fino alle postazioni di via Cantore, via Fieschi, via Sturla e via Ceccardo Roccatagliata Ceccardi. È compresa anche la struttura di via Bertani, già autorizzata alla vendita di giornali e riviste e di generi di monopolio.

Nel caso in cui per un singolo chiosco arrivino più richieste, il Comune procederà con una comparazione delle domande basata sul criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa. Saranno premiati soprattutto l’aumento percentuale proposto rispetto al canone di occupazione del suolo pubblico e l’esperienza pregressa nel settore e nell’area municipale in cui si trova il chiosco.

Se per alcune localizzazioni non dovessero arrivare manifestazioni di interesse, l’amministrazione si riserva di valutarne un diverso utilizzo, «caso per caso», per continuare a garantire una presenza viva e utile nello spazio urbano. «Vogliamo che i chioschi siano punti luce nelle strade e nei quartieri, non buchi neri», ha concluso Beghin.


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