Enti Pubblici e Politica 

Salis a “Otto e mezzo”: «Uniti e credibili possiamo battere Meloni». Genova laboratorio politico: «Spero che il campo progressista sappia organizzarsi, come abbiamo fatto noi»

La sindaca di Genova da Lilli Gruber (giovedì 30 ottobre) respinge la linea del governo. «Meloni cannibalizza la coalizione». Su ponte e manovra: «Priorità a scuole, sicurezza e città», migranti: «L’esperimento Albania non ha funzionato»

Ospite, ieri, di Lilli Gruber su La7, la sindaca Silvia Salis ha affrontato un confronto serrato — in studio anche l’editorialista di Repubblica Massimo Giannini, autore di parecchie entrate a gamba tesa — senza mai apparire in difficoltà. Tema centrale, la riforma della giustizia: «Voterò convintamente no: è una riforma strumentale che non risolve i problemi della giustizia in Italia. Dopo la Cartabia il “problema” evocato non esiste. Voglio una magistratura indipendente: forse è il governo ad avere un problema con i magistrati».

Sulla dinamica interna alla maggioranza, l’affondo è netto: «Meloni sta cannibalizzando la sua coalizione, prende voti da Forza Italia e Lega».

Capitolo infrastrutture: «Non sono concettualmente contro il ponte sullo Stretto di Messina. Ma chiediamoci cosa unisce: due regioni paralizzate all’interno da decenni. Quei miliardi potrebbero servire a migliorare davvero la vita dei cittadini».

Sulla legge di bilancio, Salis contesta le priorità: «Se togli 600 milioni alla scuola in tre anni e non metti nulla sulla sicurezza, la finanziaria si commenta da sola. La sicurezza è responsabilità del governo: abbiamo bisogno di risorse». E sui trasferimenti agli enti locali: «Non amo la dietrologia, ma quello che vedo è nessuno stanziamento per i nostri comuni». Capitolo sicurezza: «Il Governo Meloni ha fatto campagna elettorale sulla sicurezza, ma non ha stanziato nessun fondo. Noi sindaci abbiamo chiesto almeno una volante ogni 25.000 abitanti. Questo non avviene. Le città sono scoperte di giorno e soprattutto di notte».

Migranti e accoglienza restano dossier aperti: «L’accoglienza deve essere organizzata e gestita: risposte semplicistiche come quelle della destra non portano a nulla. L’esperimento Albania? I risultati sono sotto gli occhi di tutti. Non ha funzionato».

Capitolo fisco: «Non vorrei che la tassa sugli extraprofitti fosse un bluff come lo scorso anno: se finanzia piano casa o spese sociali, ben venga». Sulle locazioni turistiche: «La tassa sugli affitti brevi è giusta: in molte città il centro è diventato invivibile per il caro affitti». E sulla lotta all’evasione: «In Italia si pagano molte tasse perché le pagano in pochi. Con strumenti digitali e intelligenza artificiale affrontarla seriamente oggi è più facile di 30 anni fa: bisogna capire se c’è la volontà».

Strategia del centrosinistra e leadership: «Non sono d’accordo con Prodi. Quando il centrosinistra si presenta unito, con un programma e la voglia di governare, sa parlare ai suoi elettori. In linea teorica sono contraria alle primarie: dividono più che unire. I leader li dovrebbero scegliere partiti o coalizioni». Su Elly Schlein: «È molto coerente e l’elettorato lo percepisce. Con una coalizione unita e forte può battere Meloni. Meno polemiche sui giornali e più lavoro comune».

Quanto a un possibile ruolo nazionale, la chiosa è prudente: «In questo momento non sappiamo cosa succederà. Ho un mandato davanti a me, la possibilità di farne due. Lavoriamo ogni giorno. Spero che il campo progressista in cui ho sempre creduto sappia organizzarsi, come abbiamo fatto a Genova».


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