“I numeri sono questi, salviamo Amt”: Terrile in Commissione spiega la difficile rotta per il risanamento

Il vicesindaco e assessore al Bilancio Alessandro Terrile ricostruisce in audizione la crisi di Amt: allerta del collegio sindacale, bilancio 2024 non approvato, perdita operativa indicata in 51 milioni (fino a 74 con poste straordinarie), debiti verso i fornitori oltre 100 milioni. «Nessuna privatizzazione: ricapitalizzare, rivedere il contratto di servizio e correggere le tariffe con fasce Isee»

Un richiamo alla realtà dei conti e una rotta tracciata su tre pilastri: ricapitalizzazione, adeguamento del contratto di servizio e correzione della politica tariffaria con salvaguardia dei redditi più bassi. In Commissione consiliare, il vicesindaco e assessore al Bilancio Alessandro Terrile mette in fila date, cifre e responsabilità amministrative sul dossier Amt, chiedendo alla politica di «fare un servizio alla città» e di «lavorare insieme su numeri certi».

L’allerta del collegio sindacale e i primi segnali
Terrile chiarisce genesi e tempi della crisi: «Sono assessore dall’11 giugno e la mia agenda è stata stravolta il 25, quando siamo stati informati, come Comune di Genova, di una comunicazione del collegio sindacale di Amt. Non la Giunta, non Autoguidovie o “poteri occulti”: il collegio ha invitato gli amministratori a porre in essere un piano di risanamento entro 30 giorni, segnalando criticità legate alla politica tariffaria e alla valutazione a bilancio delle sanzioni».
Non un fulmine a ciel sereno, aggiunge: già il 14 marzo 2025 la Direzione Partecipate del Comune aveva scritto ad Amt evidenziando criticità sul preconsuntivo e sulla relazione previsionale: «Il documento, atteso a ottobre, fu trasmesso a marzo, a esercizio in corso. Il confronto tra i dati presentati a settembre 2024 e quelli inviati a marzo 2025 mostrava un repentino deterioramento: ricavi da traffico inferiori di 13,7 milioni rispetto al budget 2024 e costi in aumento di 10,5 milioni».
Bilancio 2024 senza via d’uscita (per ora)
Il passaggio più pesante è sul consuntivo: «Il bilancio 2024 non è stato approvato né al 30 aprile né al 30 giugno, e siamo a ottobre. Il 2 ottobre il nuovo CdA ha informato il Comune che il 2024 chiuderà in perdita. La relazione inviata ai soci — affiancata da un’analisi di Pricewaterhouse — indica per la gestione operativa 2024 una perdita di 51 milioni, che sale a 74 milioni considerando alcune poste: il contributo Mase da 12,5 milioni, contabilizzato nel 2023 ma incassato solo a settembre 2025, e la partita multe».
Proprio sulle sanzioni, Terrile contesta gli accantonamenti passati: «A bilancio 2023 si stimava di recuperare l’8,4 (milioni) pari al 37% di 22 milioni; **il recupero effettivo medio degli ultimi due anni e mezzo è 3,5%, non 37%». Su questi valori — riconosce — decideranno amministratori, consulenti e revisori, «ma i numeri di partenza sono questi».
Tariffe: “Modello Genova” da correggere, ma non basta
Il quadro dei ricavi descrive un crollo post-2023: «Dopo la ripresa 2021–2023, con circa 63 milioni da biglietti e abbonamenti, la sperimentazione del “modello Genova” (gratuità e abbonamenti scontati) ha contribuito a far scendere i ricavi: nel 2024 da 63 a 57 milioni rispetto a un obiettivo di 70; nel 2025 a fronte di un budget di 73,5, la previsione aziendale è 50–51 milioni». Detto questo, avverte, «non è cambiando solo la tariffa che risolviamo i problemi di Amt: il corrispettivo del contratto di servizio non copre i costi e va adeguato».
Cosa cambierà per gli utenti
La leva tariffaria verrà usata «con fasce Isee: chi ha meno reddito avrà gratuità o abbonamenti molto agevolati; chi ha redditi medi e alti pagherà. Si avvierà un confronto con sindacati e associazioni dei consumatori e un’adozione progressiva: alcune misure subito, altre da gennaio 2026».
Debiti ai fornitori oltre 100 milioni: «Si paga, è un dovere pubblico»
Altro nervo scoperto: la liquidità e i fornitori. «Riceviamo lettere quotidiane di creditori che minacciano stop ai servizi o di non pagare i propri dipendenti. Dai dati raccolti — che il CdA validerà — il debito verso fornitori di Amt ha superato i 100 milioni, a fronte di un capitale sociale di 30. Non è un modello sostenibile per un’azienda pubblica: i fornitori si pagano».
Ricapitalizzazione, contratto e filiera istituzionale
La strategia, per Terrile, è chiara: «Rafforzare Amt per mantenerla pubblica. Nessuna intenzione — né palese né occulta — di privatizzare: lavoriamo a una ricapitalizzazione conforme alla Legge Madia, fondata su numeri certi (bilancio 2024, debiti bancari e commerciali). Contestualmente, adeguare il contratto di servizio e, dove possibile, affidare ulteriori servizi all’azienda, come avviene altrove».
Sul fronte delle risorse: «Oggi il Comune di Genova è l’unico ente che immette fondi propri: 27 milioni/anno; con l’ultima variazione abbiamo stanziato 7,8 milioni nel 2025 per integrare il contratto. Abbiamo inoltre liberato 14 milioni per onorare il contributo da 12,5 milioni contabilizzato nel 2023 e pagato a settembre 2025. Il percorso si fa insieme a Città metropolitana, Regione Liguria e Filse: temi urgenti (liquidità) e di medio periodo (ricapitalizzazione e rafforzamento)».
Trasparenza, metodo e tempi
«Non si salvano le aziende negando i numeri — insiste Terrile —. Amt è un patrimonio pubblico dal 1927, appartiene a chi ci lavora e a chi la usa. L’obiettivo è difenderla e farla stare in piedi. Il primo passo è leggere i conti, dire la verità e decidere chi mette cosa: Comune, Città metropolitana, Regione». La linea di condotta: «Trasparenza continua su numeri e azioni con lavoratori, utenti e Consiglio comunale. È l’unica strada».
La posta in gioco
Terrile chiude con un impegno operativo e una scadenza implicita: «Io non cerco applausi: mi interessa che domani gli autobus escano. L’obiettivo è avere dai primi mesi del 2026 un’Amt pubblica, forte, capace di erogare un servizio di qualità. Se un’azienda prevede 73,5 e incassa 50, ha un problema: dirlo non è “drammatizzare”, è prendere sul serio il dovere di rimetterla in carreggiata».
In sintesi — i punti principali della relazione di Terrile
- Allerta del collegio sindacale (25 giugno) → richiesta di piano di risanamento in 30 giorni.
- Bilancio 2024: non approvato; perdita operativa indicata in 51 milioni (fino a 74 considerando poste straordinarie e criteri sulle multe).
- Ricavi da traffico: 2024 57 mln vs 70 a budget; 2025 previsione 50–51 vs 73,5 a budget.
- Debiti fornitori: oltre 100 milioni; capitale sociale: 30 milioni.
- Linee d’azione: ricapitalizzazione (piano ex Madia), adeguamento corrispettivo del contratto di servizio, tariffe con fasce Isee, tutela dei redditi bassi, confronto con sindacati e consumatori.
- No alla privatizzazione: obiettivo Amt pubblica e rafforzata, con sostegno di Comune, Città metropolitana, Regione.
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