comune Enti Pubblici e Politica 

Un’altra patata bollente per Terrile, nominato dalla sindaca Salis nel consiglio di amministrazione del Galliera

Il vicesindaco e assessore al Bilancio del Comune sta affrontando già le spinose questioni Amt e Carlo Felice e si è impegnato anche nella risoluzione dell’emergenza Amiu per la riduzione della capacità delle discariche alternative fuori regione. Ora dovrà farsi carico anche di rappresentare l’amministrazione nel Cda dell’ospedale di Carignano, tra problemi operativi, in primis per il pronto soccorso, e la spinosa questione del Nuovo Galliera

L’avvocato Alessandro Terrile, vicesindaco e assessore al Bilancio del Comune di Genova, è stato chiamato ad occuparsi di un’altra questione spinosa, quella del Galliera, nel cui Cda è stato nominato oggi dalla prima cittadina. Sostituisce Mario Mascia, ex assessore delle giunte Bucci-Piciocchi e oggi consigliere comunale di Forza Italia. Era stato incaricato nel 2022 dall’allora sindaco Marco Bucci. Il consigliere scelto dall’amministrazione, infatti, decade con il indaco che lo ha nominato e viene sostituito da quello che vice le elezioni comunali.

Con circa duemila lavoratori e 194 milioni di euro di risorse pubbliche ricevute nel 2024, l’Ospedale Galliera è entrato in una nuova fase istituzionale: la legge regionale 73/2025 ne ha sancito lo status di ente pubblico e, a settembre 2025, il Consiglio dei ministri ha scelto di non impugnare il provvedimento. Tradotto: il Galliera continua a essere finanziato dal Fondo sanitario regionale e opera a pieno titolo nella rete del Servizio sanitario nazionale, pur mantenendo la propria peculiarità storica e la personalità giuridica d’origine.

Sul versante infrastrutturale, prosegue — fra accelerazioni e stop — l’iter del Nuovo Galliera, che prevede la costruzione di un edificio ex novo. Negli uffici dell’assessore regionale Giacomo Giampedrone si è svolto un incontro per definire la bozza di convenzione con Inail, chiamata a finanziare l’opera: il quadro economico è salito a 190 milioni e, nelle intenzioni della Regione, l’avvio lavori è indicato per i primi mesi del 2026. Resta però un cantiere amministrativo irrisolto: ritardi accumulati e più ricorsi ancora pendenti, presentati dai comitati e da Italia Nostra, continuano a incidere sul cronoprogramma.

Ecco la storia dei ricorsi che hanno accompagnato il progetto del Nuovo Galliera.

1) Il filone urbanistico (varianti, VAS/PUC, Accordo di Programma)

  • 2010–2012. Prima variante urbanistica “Ambito speciale” per consentire il nuovo ospedale; la variante finisce nel mirino e sarà uno dei capi d’impugnazione che torneranno più avanti nelle cause più recenti.
  • 13 aprile 2017. Comune, Regione ed Ente Ospedaliero sottoscrivono l’Accordo di Programma (AdP) che recepisce il quadro urbanistico del progetto. Questo atto diventerà bersaglio diretto dei ricorsi successivi.
  • Luglio–agosto 2021. Il TAR Liguria (Sez. II) accoglie il ricorso contro l’AdP e gli atti presupposti: con la sentenza n. 755/2021 annulla l’Accordo di Programma 2017 e gli allegati connessi; l’Ente sospende la gara in corso “per gli effetti della sentenza”.
    Effetto pratico: stop procedurale e ritorno al quadro urbanistico previgente.
  • 4 agosto 2022. Il Consiglio di Stato respinge gli appelli di Ente, Comune e Regione e conferma lo stop deciso dal TAR: per i giudici, la catena di atti (variante al PUC 2000, PUC 2015 e AdP 2017) avrebbe richiesto VAS preventiva. Con la conferma d’appello “rivive” la disciplina del PUC 2000.

2) Il filone dei vincoli culturali/paesaggistici (“vincolo indiretto” intorno al complesso storico)

  • Giugno 2021. Il Consiglio di Stato accoglie il ricorso di Italia Nostra: chiede alla Soprintendenza di rifare l’istruttoria sul vincolo indiretto (tutele del perimetro e delle visuali del complesso storico), censurando la precedente impostazione.
  • Agosto 2022. Italia Nostra annuncia nuovi ricorsi: uno contro il nuovo decreto di vincolo indiretto (ritenuto ancora insufficiente), più un ricorso straordinario sul progetto di 1° lotto.
  • 29 aprile 2025. Nuova svolta: il Consiglio di Stato accoglie in parte un ulteriore ricorso di Italia Nostra e annulla una clausola del vincolo per difetto d’istruttoria/motivazione, ordinando alla Soprintendenza di riformulare la disciplina di tutela; gli altri motivi vengono respinti. Le istituzioni locali sottolineano che il progetto prosegue, ma le tutele vanno riscritte.

3) Il filone “ricorso straordinario” e i passaggi del 2024

  • 7 marzo 2024. La Sezione I del Consiglio di Stato, nel parere n. 284/2024 su un ricorso straordinario di Italia Nostra, dichiara improcedibili in parte alcuni motivi per alternanza tra rimedi (pendenza di cause parallele), ma ribadisce in motivazione che, dopo gli annullamenti del 2021–2022, ha effetto la “reviviscenza” del PUC 2000.
  • 21 novembre 2024. Italia Nostra impugna quel parere sostenendo un “errore di fatto” sull’improcedibilità di alcuni motivi.

4) Altri contenziosi collegati (selezione progettista, VAS, diffide)

  • 2018. Contenzioso al TAR sulla gara per la progettazione definitiva (ricorso dei secondi classificati). È un filone parallelo rispetto ai ricorsi su urbanistica e vincoli.
  • 2020. L’associazione VAS (Verdi Ambiente e Società) presenta un ricorso al TAR contro il progetto definitivo, sollevando profili paesaggistici e sanitari (posti letto).
  • Agosto 2022. Diffida di Italia Nostra all’Ente Galliera a non aggiudicare la gara, alla luce delle pronunce e dei ricorsi pendenti. Italia Nostra

La situazione attuale

  • Sul piano urbanistico, la linea dettata dai giudici è chiara: gli atti cardine (variante/PUC e AdP) sono stati annullati; si applica la disciplina del PUC 2000 finché non verrà seguito il percorso corretto (compresa la VAS preventiva se necessaria).
  • Sul fronte tutele culturali/paesaggistiche, la Soprintendenza deve riscrivere parti del vincolo indiretto (aprile 2025), motivando meglio la differenza di trattamento tra nuove opere sanitarie e altri usi nell’intorno monumentale. È un passaggio che non blocca automaticamente il progetto, ma può condizionarne assetto e volumetrie.
  • Rimangono sullo sfondo i ricorsi straordinari e le azioni integrative di Italia Nostra, che continuano a monitorare e, quando ritengono, a contestare gli atti successivi (parere 2024 e impugnazioni).

Related posts