“Portuali”, il documentario che racconta i camalli di Genova e le loro lotte

Da oggi, 13 ottobre, in streaming su OpenDDB il film di Perla Sardella: dal contrasto alla “nave delle armi” alla sicurezza sul lavoro, fino alla spinta per un sindacato più vicino alle istanze del presente

La forza di una comunità di lavoratori raccontata dall’interno, nei piazzali, nelle assemblee, tra turni e picchetti. «Portuali» (2024), il documentario di Perla Sardella, approda da oggi, lunedì 13 ottobre, in streaming su OpenDDB dopo un lungo percorso in sala. Il film segue da vicino il C.A.L.P. – Collettivo Autonomo Lavoratori Portuali di Genova, mettendo a fuoco le battaglie che li hanno resi un riferimento del dibattito pubblico: dallo sciopero contro la “nave delle armi” alle campagne per la sicurezza sul lavoro, fino alla ricerca di un sindacato capace di interpretare le sfide contemporanee. Tutte le informazioni e lo streaming sono su https://openddb.it/film/portuali/

Il racconto attraversa gli anni 2019–2023, quando i portuali genovesi hanno intrecciato vertenze locali e impegni internazionali, fino alla recente mobilitazione a sostegno della Global Sumud Flotilla. In un video diventato virale, uno degli attivisti, Riccardo, arringa la folla: «Se perdiamo il contatto con la Flotilla, noi blocchiamo tutto». Quella formula — blocchiamo tutto — è risuonata nelle piazze italiane, ma il film mostra come il blocco dei carichi e la scelta di non movimentare materiali bellici siano pratiche storiche del porto di Genova, maturate nel tempo tra discussioni, decisioni collettive e conflitti.
Sardella entra nelle riunioni del C.A.L.P., seguendo da vicino il confronto con il sindacato confederale, le denunce sui transiti di armamenti, il dialogo con altri porti del Mediterraneo, e uno sguardo che prova a tenere insieme diritti, sicurezza, questioni ambientali e istanze sociali. Il film alterna primi piani in assemblea, rituali di lavoro, materiali d’archivio (in collaborazione con AAMOD – Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico) e scene dal fronte delle mobilitazioni, con una regia che privilegia l’osservazione e la prossimità.
Prodotto da Berenice Film con il sostegno di Rosa-Luxemburg-Stiftung Brussels Office e Stiftung Menschenwürde und Arbeitswelt, e distribuito da OpenDDB, «Portuali» restituisce il porto come spazio politico e sociale, non solo logistico: un luogo dove la parola sicurezza significa tornare a casa interi, dove la filiera globale delle merci interroga coscienza e responsabilità di chi le movimenta.
«“Portuali” non è stato solo un progetto documentario durato quattro anni. È stata un’esperienza immersiva e condivisa che ha trasformato il mio sguardo sulla lotta politica e sul mondo del lavoro. Da quando ho cominciato a seguire i portuali del CALP di Genova, nel 2021, ho visto da vicino cosa significa prendere posizione, mettere in gioco la propria vita per fermare un sistema che considera la guerra un commercio come un altro, e i lavoratori come corpi svuotati di coscienza. Non immaginavamo (e di certo non speravamo) che in questi due anni il tema del commercio di armi sarebbe tornato con prepotenza al centro del dibattito pubblico. […] La loro azione non è simbolica: è concreta, radicale, necessaria. E raccontarla è stato un atto di responsabilità», spiega Perla Sardella.
Con uno sguardo che unisce memoria operaia e presente, il film fa emergere il prezzo e il senso di una scelta collettiva: stare tra le armi e il mare, tra la macchina dell’economia globale e la richiesta di diritti, dignità, etica del lavoro.
Se non volete perdere le notizie seguite il nostro sito GenovaQuotidiana il nostro canale Bluesky, la nostra pagina X e la nostra pagina Facebook (ma tenete conto che Facebook sta cancellando in modo arbitrario molti dei nostri post quindi lì non trovate tutto). E iscrivetevi al canale Whatsapp dove vengono postate solo le notizie principali



Devi effettuare l'accesso per postare un commento.