Ponte Morandi, intitolati i giardini a Luigi Matti Altadonna, vittima del ponte Morandi

Salis: memoria come impegno civico e sguardo al futuro. Il Comune rilancia il ruolo del Memoriale nella formazione di bambini e ragazzi

Cerimonia di intitolazione a Genova per i Giardini Luigi Matti Altadonna, dedicati a una delle vittime del crollo del Ponte Morandi. L’iniziativa si è svolta ieri nell’area verde adiacente all’accesso ai civici 16–36 della strada parallela a via Coni Zugna, alla presenza della sindaca Silvia Salis e dei familiari.

Nel suo intervento, la prima cittadina ha sottolineato che la memoria va “allenata”, richiamando la necessità di non dimenticare quanto avvenuto il 14 agosto 2018: a suo giudizio, un caso emblematico di mala gestione della cosa pubblica e di responsabilità intrecciate che hanno inciso sulla vita delle persone. Rivolgendosi ai parenti, ha ribadito la vicinanza dell’amministrazione, ricordando che il dolore per una perdita così grande è “inesprimibile” e che la presenza del Comune non deve esaurirsi nella giornata della cerimonia, ma proseguire negli anni a venire.


Salis ha rimarcato che dalle istituzioni occorre pretendere verità, serietà e controlli efficaci, senza arrendersi alla difficoltà di accertare le responsabilità. Cercare la verità, ha osservato, non restituirà le vite spezzate, ma può impedire che simili tragedie si ripetano.
La scelta del luogo è stata presentata come un segno di speranza: ricordare Altadonna in un giardino frequentato da bambini significa, per l’amministrazione, portare la memoria nei luoghi giusti, dove educazione civica e cura della comunità si intrecciano. La figura del giovane, impegnato nel sociale e attento agli altri, è stata indicata come esempio da trasmettere a chi crescerà giocando in quell’area.
La sindaca ha infine ricordato l’impegno dell’ente nel mantenere vivo il Memoriale delle vittime del Ponte Morandi, affinché la visita diventi parte della formazione culturale di alunni e studenti: non soltanto per ricordare, ma per educare le nuove generazioni a chiedere coerenza, responsabilità e costanza nei controlli a chi amministra. Una memoria, dunque, non rituale ma attiva, capace di orientare le scelte pubbliche e il quotidiano della città.
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