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Reddito alimentare, la sperimentazione resta ferma: Genova sollecita il ministero

Dopo l’interrogazione di Martina Caputo, l’assessora Rita Bruzzone (per la collega Cristina Lodi) ricostruisce i passaggi compiuti dal Comune e le criticità ancora da superare. Il 19 ottobre la sindaca Silvia Salis ha scritto al ministro del Lavoro chiedendo di sbloccare il progetto

Genova ha completato il lavoro preparatorio per il reddito alimentare, ma la sperimentazione non è ancora partita. Il ritardo è stato portato in Consiglio comunale dalla capogruppo del Partito Democratico Martina Caputo, che ha chiesto quali iniziative l’amministrazione intenda intraprendere per sollecitare il livello nazionale. «Il Comune ha fatto la sua parte e con convinzione. Ora è importante capire quali azioni sono state avviate o si intendono avviare, perché il contrasto alla povertà alimentare e alle fragilità sociali non può attendere», ha dichiarato.

A rispondere, per delega dell’assessora al Welfare Cristina Lodi, è stata l’assessora alle Pari opportunità Rita Bruzzone. La misura coinvolge quattro città — Genova, Firenze, Napoli e Palermo — e per il capoluogo ligure la convenzione di sovvenzione con il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali è stata firmata il 5 novembre 2024.

Da allora il Comune ha coinvolto gli enti del Terzo settore e predisposto gli aspetti organizzativi e tecnologici necessari. La Comunità di San Benedetto è l’ente capofila della rete, che ha avviato il lavoro comune il 28 gennaio 2025, con un primo incontro dedicato alla costituzione di un’associazione temporanea di scopo. La messa a punto del progetto, tuttavia, si è scontrata con difficoltà attuative e informatiche che, secondo quanto riferito in aula, riguardano anche le altre città partecipanti.

Per affrontare gli ostacoli, Genova ha avviato un confronto con l’Associazione nazionale dei Comuni italiani e con le altre amministrazioni coinvolte. Il 4 settembre 2026 si è svolto un incontro preparatorio tra le città e l’associazione; quattro giorni più tardi si è riunito il gruppo di lavoro ministeriale incaricato di monitorare la sperimentazione e fare il punto sullo stato dei progetti e sulle criticità.

Il passaggio più recente è la lettera inviata il 19 ottobre dalla sindaca Silvia Salis al ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali. Nella nota, ha spiegato Bruzzone, è stato chiesto di superare rapidamente gli impedimenti che tengono ferma la misura. Salis ha richiamato le risorse professionali e organizzative già investite dal Comune e l’impegno sostenuto dagli enti del Terzo settore, avvertendo che ulteriori ritardi possono mettere a rischio la fiducia e la partecipazione costruite sul territorio.

L’amministrazione ha assicurato che proseguirà le interlocuzioni con il ministero, insieme all’Associazione nazionale dei Comuni italiani e alle altre città sperimentatrici, per arrivare all’avvio concreto del reddito alimentare. Resta quindi da superare lo stallo tecnico e operativo che impedisce di trasformare il lavoro preparatorio in un sostegno effettivo per le persone in difficoltà.


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