Festival della Scienza, appello per il rientro di Leonardo dopo lo stop

Imprenditori e studiosi chiedono di rivedere la decisione: «Scelte basate sui fatti». Docenti e volontari avevano contestato la sponsorizzazione

Si allarga il confronto intorno alla presenza di Leonardo al Festival della Scienza di Genova. Dopo settimane di polemiche e la decisione di interrompere la partecipazione della Fondazione Leonardo ETS all’edizione in arrivo, un gruppo di personalità del mondo imprenditoriale e accademico lancia un appello per il rientro dell’azienda tra i sostenitori della rassegna.

A promuovere l’iniziativa è Carlo Castellano (fondatore di Esaote e di Genova High Tech); con lui hanno firmato Giuseppe Costa, Nicola Costa, Augusto Cosulich, Gianaurelio Cuniberti, Giovanni Pittaluga, Carlo Rognoni, Giorgia Serrati Teglio, Roberto Sinigaglia, Carla Valaperta, Ignazio Venzano, Stefano Zara. I firmatari definiscono il Festival «un’iniziativa straordinaria» per Genova e per il Paese e invitano i protagonisti della scelta a ripensarci, coinvolgendo il Consiglio di amministrazione e i soci istituzionali dell’Associazione Festival della Scienza (Comune di Genova, CNR, Università di Genova, IIT, Camera di Commercio) per sanare quello che considerano un “incidente” frutto di scarsa informazione.
Le ragioni dello stop
La decisione di interrompere la collaborazione con la Fondazione è maturata dopo una raccolta firme promossa da alcuni docenti genovesi, contrarii alla sponsorizzazione della rassegna da parte di un soggetto collegato a un’azienda della difesa. Nelle stesse ore sono cresciute le pressioni di una parte del mondo della scuola e della divulgazione — insegnanti, volontari, animatori — che hanno chiesto agli organizzatori di prendere posizione, contestando la presenza di Leonardo al Festival.
La posizione di Leonardo
Leonardo e la Fondazione respingono le accuse come «gravi e infondate» e parlano di associazione sbagliata e dannosa. L’azienda sostiene di non fornire armi a Israele da tre anni e richiama il quadro normativo che regola l’export del comparto (legge 185/1990), rivendicando la correttezza dei propri comportamenti. Dal punto di vista della Fondazione, lo stop priva soprattutto scuole e studenti di laboratori e attività di educazione scientifica promossi da tempo nell’ambito della manifestazione.
L’appello dei firmatari
Nel loro testo, gli estensori invitano a separare il confronto politico sull’attualità internazionale dalla verifica dei fatti che riguardano l’operato dell’azienda. Ricordano che il Festival parla «soprattutto ai giovani» — spesso protagonisti di mobilitazioni e sensibilità critiche — ma sostengono che non si costruisce alleanza con i ragazzi sulle “false notizie”. Per questo chiedono un passo indietro, il ripristino della collaborazione e un chiarimento pubblico: «Decisioni delicate si prendono alla luce dei dati, discutendo e confrontandosi».
Le prossime mosse possibili
Sul tavolo c’è la richiesta di riconsiderare lo stop e di aprire uno spazio formale di confronto tra organizzatori, soci istituzionali e sostenitori della rassegna. L’obiettivo dichiarato dai firmatari è riportare Leonardo tra i finanziatori già per l’edizione in corso, ricomponendo lo strappo senza snaturare l’identità del Festival. Dall’altra parte, i promotori della petizione chiedono di tenere fermo il principio che i partner della manifestazione riflettano valori compatibili con la sua missione educativa e con la sensibilità del pubblico scolastico.
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