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«Esseri umani prima che ultras»: il volantino per Gaza della Gradinata Nord a Marassi

Genoa–Lazio, allo stadio Luigi Ferraris i tifosi rossoblù annunciano 5 minuti di silenzio e uno striscione di solidarietà al popolo palestinese: «La curva non si politicizza, ma ci sono temi che vanno oltre il calcio»

Pochi minuti prima del fischio d’inizio di Genoa–Lazio, la Gradinata Nord ha diffuso allo stadio Luigi Ferraris un volantino dal titolo inequivocabile: “Esseri umani prima che ultras”. Un foglio stampato e distribuito ai varchi e sugli spalti, con cui i tifosi rossoblù spiegano le ragioni di un’iniziativa pensata per la serata: cinque minuti di silenzio all’avvio della partita e l’esposizione di uno striscione a sostegno della popolazione palestinese, con la richiesta di “stop al genocidio”.

Nel testo i gruppi della Nord rivendicano la tradizione di solidarietà della curva: quando si tratta del Genoa – scrivono – non ci si limita al tifo, ma si sostiene chi ha bisogno e si è vicini ai lavoratori. Al tempo stesso precisano che l’intento non è “politicizzare” la Gradinata, dove le uniche bandiere ammesse restano quelle legate al Grifone e ai colori rossoblù. La scelta di intervenire nasce, spiegano, di fronte a una situazione che “tocca nel profondo la coscienza” e supera i confini del calcio.

La presa di posizione riguarda quanto sta accadendo in Palestina e, in particolare, a Gaza: nel volantino si citano migliaia di vittime, donne, bambini e civili “ridotti allo stremo e privati della libertà”. “Alcuni di noi sono padri, altre madri – si legge – ma ciò che ci accomuna è l’umanità. Dentro lo stadio, come nella vita di tutti i giorni, restiamo esseri umani”. Da qui la decisione del silenzio iniziale e dello striscione come gesto di vicinanza.

A chiudere il testo, la Gradinata affida il messaggio a una citazione di Fabrizio De André (dalla canzone Sidùn), quasi a cucire il sentimento civile della città con quello della curva. Un modo per ribadire che la tifoseria vuole continuare a essere voce del tifo ma anche comunità, capace – quando lo ritiene necessario – di fermarsi e far parlare il silenzio.

L’iniziativa ha segnato l’avvio della serata a Marassi. Il resto lo dirà il campo; la Nord, intanto, ha voluto mettere nero su bianco un principio: prima del tifo viene la persona.

Lo striscione poi esposto sugli spalti recita: «E se la paura di guardare Gaza vi ha fatto chinare il mento, sarà sempre complicità il vostro infame silenzio».


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