Bimbo caduto dal terrazzo della scuola: aperta un’inchiesta per abbandono di minore

Il piccolo, affetto da grave disabilità, sarebbe rimasto solo per almeno venti minuti prima della caduta. Indagini per chiarire responsabilità e dinamica. Al momento il fascicolo è a carico di ignoti

Restano gravi le condizioni del bambino di sette anni precipitato giovedì mattina dal terrazzo del Polo Res dell’istituto comprensivo di Voltri. La procura ha aperto un fascicolo d’indagine ipotizzando il reato di abbandono di minore aggravato dalle lesioni gravissime. Al momento non ci sono indagati, ma il lavoro degli inquirenti si concentra sulle figure che avrebbero dovuto vigilare sul piccolo nei minuti precedenti l’incidente.

Secondo quanto ricostruito dalla squadra mobile, coordinata dalla pm Patrizia Petruzziello, il bambino sarebbe rimasto senza sorveglianza per un arco di tempo stimato intorno ai venti minuti. Tanto è bastato per salire una rampa di scale priva di parapetto, aprire la porta finestra ed accedere a un terrazzo del secondo piano. Da lì la caduta, di circa sei metri, sotto gli occhi di una passante che ha assistito impotente.
L’insegnante di sostegno abitualmente assegnato al piccolo quel giorno era assente per malattia. Per questo il bambino era stato affidato a un altro docente e a un’operatrice socio-assistenziale. Nella sezione erano presenti 8 alunni con diverse esigenze speciali (sui 13 iscritti) e 11 insegnanti.
La procura ha acquisito le cartelle cliniche e la documentazione organizzativa della struttura, che integra risorse educative e sanitarie con la presenza di insegnanti, operatori socio-educativi e personale infermieristico. L’obiettivo è ricostruire in modo puntuale i turni di assistenza e le eventuali falle nella catena di vigilanza.
Il bambino è ricoverato in prognosi riservata all’ospedale Gaslini, dove i medici monitorano costantemente le sue condizioni. Il quadro clinico, secondo la direzione sanitaria, è, come ieri, critico ma stabile. Il piccolo è sempre sotto supporto ventilatorio meccanico e stretto monitoraggio delle funzionalità vitali. L’inchiesta punta ora a fare piena luce sulla dinamica e ad accertare eventuali responsabilità.
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