Pendolari esasperati sulla Milano-Genova: «Promesse disattese e disagi quotidiani»

L’Associazione Pendolari Novesi denuncia la situazione insostenibile: soppressioni di treni, ritardi e sovraffollamento, mentre «Trenitalia e RFI negano ogni forma di rimborso»


L’avvio dei lavori sulla tratta ferroviaria Milano-Genova, annunciato come un passaggio necessario e accompagnato da rassicurazioni su ridotti disagi, si è trasformato nell’ennesima beffa per i pendolari. A denunciarlo è l’Associazione Pendolari Novesi, che nel suo ultimo comunicato sottolinea come le promesse di Trenitalia, RFI e delle Regioni siano state ancora una volta disattese.

Nonostante i disservizi evidenti, con ritardi sistematici, soppressioni e treni sovraffollati, i viaggiatori titolari di abbonamento non avranno diritto ad alcun rimborso. La motivazione ufficiale fornita dalle aziende fa riferimento al parametro dei “30 minuti di ritardo”, ritenuto “tollerabile” e quindi non meritevole di indennizzo. Una giustificazione giudicata inaccettabile dai pendolari, costretti ogni giorno a fare i conti con arrivi in ritardo sul posto di lavoro e rientri a casa sempre più difficili.
Il caso più emblematico è quello dei viaggiatori di Ronco Scrivia: prima dei lavori potevano contare su quattro collegamenti nella fascia 7:00-8:00, inclusi due diretti a Genova Brignole. Oggi ne restano solo due, entrambi verso Genova Piazza Principe, con inevitabili cambi e tempi che non permettono di arrivare in centro città entro le 9:00. A peggiorare la situazione, gli ulteriori ritardi e le improvvise interruzioni: solo negli ultimi giorni il treno delle 8:07 ha accumulato oltre 40 minuti di ritardo e in un caso non è nemmeno ripartito da Ronco Scrivia.
Anche il rientro serale è un percorso a ostacoli: chi termina il lavoro alle 18:00 a Genova rischia di perdere il treno delle 18:27, regolarmente sovraffollato, ed è spesso costretto ad attendere il regionale delle 19:00, arrivando a casa intorno alle 20.
Per i pendolari la misura è colma: “I disservizi non sono più un’eccezione temporanea, ma una condizione strutturale, con pesanti conseguenze sulla sicurezza e sulla vita personale e professionale degli utenti” denuncia l’Associazione, che chiede un’immediata presa di responsabilità da parte di Trenitalia, RFI e istituzioni, invocando anche misure economiche di ristoro.
Il tema sarà portato al prossimo tavolo tecnico regionale.
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