Notte di Ferragosto etilica nel Tigullio, sei minorenni in ospedale per abuso di alcol

Tre in coma vigile, interventi a Riva Trigoso, Lavagna, Sestri Levante e Rapallo. “Croci” locali e 118 in azione fino all’alba

Tigullio, 15 agosto 2025 – La notte di Ferragosto nel Levante genovese si è trasformata in un’emergenza sanitaria diffusa, con sei giovanissimi soccorsi per intossicazione da alcol e portati al pronto soccorso dell’ospedale di Lavagna. Tre di loro sono stati ricoverati in coma vigile.

Il primo episodio è stato segnalato poco dopo la mezzanotte e mezza a Riva Trigoso, in via Colombo, dove i carabinieri e i militi della Croce Rossa hanno prestato soccorso a un minorenne in condizioni critiche. Poco dopo, a Lavagna, la Croce Verde è intervenuta per una ragazzina in evidente stato di ebbrezza: la giovane, però, ha rifiutato il trasporto in ospedale.
A Sestri Levante, in via Pilade Queirolo, i soccorritori hanno trovato due giovanissimi in stato di semi-coscienza: la Croce Verde locale li ha trasferiti d’urgenza all’ospedale di Lavagna. Infine, verso le 4 del mattino, sul lungomare di Rapallo è stata soccorsa una ragazzina già in coma etilico: sul posto sono intervenuti i militi della Croce Bianca e l’équipe sanitaria dell’automedica inviata dal 118.
Tutti i casi sono avvenuti nel giro di poche ore e in contesti di aggregazione tipici della notte di Ferragosto, quando feste e celebrazioni spesso degenerano in consumi eccessivi di alcol tra i più giovani.
L’ondata di intossicazioni alcoliche registrata in una sola notte nel Tigullio accende i riflettori su un fenomeno che unisce rischi sanitari e responsabilità educative. Il fatto che tre ragazzi siano finiti in coma vigile e altri abbiano sfiorato il ricovero dimostra quanto i limiti fisici dei minorenni vengano facilmente superati dal consumo smodato di alcol. Interventi di prevenzione mirata, maggiore sorveglianza nei luoghi di ritrovo e campagne educative rivolte alle famiglie e alle scuole restano strumenti fondamentali per evitare che momenti di festa si trasformino in emergenze mediche. Senza un’azione congiunta di istituzioni, forze dell’ordine e comunità, questi episodi rischiano di ripetersi con la stessa gravità.
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