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Sindacati favorevoli alla revisione del piano del commercio: «Salvaguardare il tessuto commerciale dei centri storici urbani e non solo»

Filcams, Fisascat e Uiltucs: «Approviamo i punti cardine della proposta di modifica. Il mercato genovese è già saturo. Bisogna affrontare subito le questioni relative a Rivarolo, Certosa, Bolzaneto, dalla Foce a Quinto, Valbisagno». L’assessora Beghin: «Consultate anche le associazioni dei consumatori»

Filcams, Fisascat, Uiltucs Genova e Liguria hanno incontrato nella mattinata di ieri l’assessore al commercio del Comune di Genova Tiziana Beghin.

Al centro della discussione l’accelerazione delle modifiche al piano del Commercio. Il dilagare della Grande Distribuzione Organizzata, a svantaggio del commercio al dettaglio e delle botteghe, in una zona a forte rischio desertificazione sociale, rischia di minare gli equilibri di una città complessa come Genova.

“Approviamo i punti cardine della proposta di modifica, come estende a un chilometro il limite massimo consentito dalla Legge regionale la fascia di tutela per gli otto centri storici urbani – dichiarano Nicola Poli Filcams, Simone Torello Fisascat, Marco Callegari Uiltucs -. In questo perimetro la superficie massima di vendita potrà essere di mille metri quadrati ma non di più, considerando che prima il tetto era 1500. Lo sviluppo del centro storico passa anche per una discussione ampia e condivisa tra Comune di Genova, sindacati, associazioni datoriali e consumatori”.

L’amministrazione comunale si è impegnata a condividere tempistiche e metodologia nelle azioni volte alle limitazioni imposte alla Grande distribuzione, poiché il mercato genovese è saturo. Nonostante ciò, alcune zone rimangono fuori dal patto: Rivarolo, Certosa, Bolzaneto, dalla Foce a Quinto, Valbisagno. “Occorre al più presto sedersi ancora intorno a un tavolo per affrontare i problemi legati al comparto e al suo necessario sviluppo nei centri storici urbani”, chiudono le segreterie di Filcams, Fisascat e Uiltucs.

Oggi in Consiglio l’assessore Beghin, rispondendo alla minoranza che denunciava che non sarebbe stato sentito il presidente di Federconsumatori Bruno Manganaro, ha detto che anche «Le associazioni dei consumatori sono state ascoltate oggi, quelle maggiormente rappresentative e quelle che hanno risposto all’annuncio – ha detto -. Dispiace per il rappresentante di Federconsumatori che mi ripropongo di conoscere immediatamente visto che non mi conosce, mentre le altre associazioni sono state ascoltate in modo formale e anche in questo caso con una trascrizione puntuale di ciò che è stato detto e scritto e si sono detti a maggioranza favorevoli. Un unico rappresentante si è dichiarato non favorevole perché secondo lui non venivano tutelati i centri storici, a spiegazione del fatto che i centri storici non erano oggetto della modifica del piano del commercio ha detto che comprendeva, ma non era d’accordo comunque. Ma a maggioranza si sono detti favorevoli. Tutto quanto è trascritto e sarà consultabile».


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