La revisione piano del Commercio approvata in serata dopo ore di polemiche della minoranza che, alla fine, ha abbandonato l’aula

La riunione del consiglio comunale è finita solo oltre le 21:00, dopo tre ore di battaglia del centrodestra contro la modifica della delibera della giunta Piciocchi approvata in una delle ultime riunioni del consiglio prima delle elezioni comunali. Bocciata anche una richiesta di sospensiva. La fascia di tutela per i centri storici in alcuni quartieri impedisce l’apertura di nuovi supermercati di più di mille metri quadrati

Ventuno voti a favore, solo quelli dei consiglieri di maggioranza presenti. La minoranza, dopo una serie di ripetuti interventi nel tentativo di demolire la delibera, hanno abbandonato l’aula senza votare.

La nuova delibera è stata preparata dalle assessore Tiziana Beghin (commercio) con la collaborazione dell’assessora all’urbanistica Francesca Coppola e dei suoi uffici. L’obiettivo è quello di porre un freno alla diffusione di supermercati e medie strutture di vendita oltre i 1.000 metri quadrati, proteggendo il tessuto commerciale tradizionale, contrastando la desertificazione delle botteghe locali e promuovendo una città più equa e sostenibile.
Nei giorni scorsi il documento è stato sottoposto alle associazioni di categoria, che hanno espresso apprezzamento. Confesercenti, per voce del direttore Paolo Barbieri, ha definito il provvedimento “necessario e positivo”, chiedendo ulteriori moratorie per nuove aperture anche fuori dalle aree tutelate. Il presidente di Confcommercio, Alessandro Cavo, in commissione ha detto di accogliere con favore ogni norma a tutela del piccolo commercio. Il presidente di Ascom ha però chiesto che in futuro avvenga maggior confronto.
I sindacati hanno approvato il piano, chiedendo che la misura sia ampliata anche ad altre zone: «Approviamo i punti cardine della proposta di modifica, come estendere a un chilometro il limite massimo consentito dalla Legge regionale la fascia di tutela per gli otto centri storici urbani – dichiarano Nicola Poli (Filcams), Simone Torello (Fisascat), Marco Callegari (Uiltucs) –. In questo perimetro la superficie massima di vendita potrà essere di mille metri quadrati ma non di più, considerando che prima il tetto era 1500. Lo sviluppo del centro storico passa anche per una discussione ampia e condivisa tra Comune di Genova, sindacati, associazioni datoriali e consumatori». Anche la maggior parte delle associazioni dei consumatori ha dato il via libera al provvedimento.
Ultimo punto all’Ordine del giorno la delibera di Giunta “Modifiche al piano commerciale comunale”. Su proposta dell’assessora al Commercio Tiziana Beghin, si propone al Consiglio di modificare il Piano Commerciale Comunale.
Il consigliere di Vince Genova Pietro Piciocchi ha chiesto una sospensiva, dichiarando che la minoranza avesse bisogno di maggior tempo per studiare le modifiche apportate al Piano del commercio. La richiesta è stata respinta dalla maggioranza del Consiglio.
La delibera è stata emendata dalla stessa maggioranza e sono stati presentati 5 ordini del giorno, tre a firma del Pd e due della Lega.
Prima di iniziare la discussione l’assessora Beghin ha accettato di illustrare l’emendamento della maggioranza che ha integrato la delibera e ha spiegato che: “Non c’è stato nessuno stravolgimento della delibera. Sono state consultate tutte le parti e sono stati ascoltati anche i sindacati, che hanno approvato le modifiche del piano del commercio. Anche le associazioni dei consumatori sono state ascoltate oggi in modo formale e si sono detti a maggioranza favorevoli. Quindi abbiamo inserito questi passaggi. Un’altra modifica riguarda invece un refuso, che non avrebbe inficiato il valore giuridico dell’atto”.
L’assessora Beghin ha espresso il parere della Giunta in merito ai 5 ordini del giorno. I due odg della minoranza non sono stati accettati; i tre odg presentati dal Pd sono stati considerati positivamente.
Si è proceduto quindi alla votazione degli ordini del giorno: i due con parere negativo della Giunta sono stati respinti con 21 voti contrari della maggioranza e 11 favorevoli dell’opposizione; i tre odg presentati dal Pd con parere positivo della Giunta sono stati approvati con 21 voti favorevoli della maggioranza e 10 contrari dell’opposizione.
Dopo la discussione la minoranza ha lasciato l’aula (i consiglieri di Vince Genova Pietro Piciocchi e Mauro Avvenente hanno aspettato l’ultimo intervento prima di uscire) e non ha partecipato al voto della delibera.
La delibera è stata messa in votazione ed è stata approvata con 21 voti della maggioranza.
“La delibera votata è il frutto di un lungo lavoro di ascolto e confronto, iniziato ben prima del nostro ingresso in maggioranza. Sono anni, infatti, che le realtà commerciali denunciano la visione distorta del centrodestra. Con la nostra assessora Tiziana Beghin, oggi abbiamo finalmente dato risposte concrete, introducendo una modifica al Piano comunale che mette al centro il commercio di prossimità e la tutela dei quartieri a rischio desertificazione”. Così il capogruppo M5S Marco Mesmaeker, che aggiunge: “Abbiamo ascoltato operatori e territori. In commissione erano presenti tutte le associazioni di categoria, e sono stati coinvolti anche i Municipi – cosa mai fatta dalla precedente amministrazione. E ancora: la cartografia aggiornata è stata regolarmente presentata e ogni osservazione ha ricevuto risposte puntuali e documentate. Tutti hanno espresso parere favorevole. Gli unici a votare contro sono stati gruppi consiliari di centrodestra, andando contro gli interessi dei genovesi. Ma i cittadini sanno bene che questa modifica al Piano risponde a un’urgenza reale: fermare l’apertura indiscriminata di nuovi supermercati nei quartieri già fragili e difendere il tessuto commerciale esistente, come richiesto dalle parti in causa. Chi nega il coinvolgimento di associazioni, operatori e territori, fa sterile polemica che i verbali possono tranquillamente smentire”.
“Oggi diamo una spinta decisiva al cambiamento auspicato dai genovesi che ci hanno dato fiducia e ci hanno chiesto di fermare l’espansione selvaggia della grande distribuzione – conclude Mesmaeker –. C’è chi in passato ha festeggiato con selfie e passerelle l’apertura dell’ennesimo megastore a Genova. Noi invece festeggiamo ogni volta che una bottega di prossimità alza la saracinesca la mattina. E festeggeremo anche quando riusciremo a ripristinare l’equilibrio a lungo soffocato dalla destra. Continueremo a farlo ascoltando, ogni giorno, le esigenze reali dei nostri quartieri”.
«Nella seduta odierna del Consiglio Comunale, il Gruppo del Partito Democratico ha ottenuto l’approvazione di tre ordini del giorno contro la realizzazione di nuove grandi strutture di vendita a Sestri Ponente, eredità sciagurata delle Giunte Bucci-Piciocchi che rischia di colpire duramente il commercio di prossimità, il lavoro e la tenuta sociale del territorio» dicono al Pd.
«Con l’approvazione di questi tre ordini del giorno mandiamo un segnale chiaro: il commercio di prossimità non può essere sacrificato in nome di interessi economici concentrati e, in alcuni casi, finiti sotto inchiesta. L’insediamento indiscriminato di grandi strutture rischia di desertificare i nostri quartieri. È ora di invertire la rotta, mettendo al centro le persone e il territorio»,
dichiara Martina Caputo, Capogruppo PD a Palazzo Tursi.
«Da tempo raccogliamo il grido d’allarme dei commercianti di Sestri Ponente. Il centrodestra ha scelto di svendere pezzi di città inseguendo un modello fallimentare e opaco. Oggi il Consiglio Comunale ha fatto un primo passo. Noi continueremo a batterci, quartiere per quartiere, perché l’eredità sciagurata di chi vedeva Genova come un mercato da spartire, invece che come una comunità da proteggere e valorizzare, venga superata», conclude Simone D’Angelo, Segretario del PD di Genova e Consigliere Regionale della Liguria.
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