Cronaca 

Crollo a Voltri, concluse le ricerche sotto le macerie: nessun disperso nel capannone ex Ilva

Vigili del Fuoco al lavoro per oltre 24 ore con droni, cinofili e squadre specializzate. Evitata la tragedia

Si sono concluse nel pomeriggio le operazioni di ricerca tra le macerie del capannone collassato ieri in via delle Fabbriche, a Voltri, nell’area dell’ex Ilva. La buona notizia è arrivata direttamente dai Vigili del Fuoco: nessuna persona risulta coinvolta nel crollo.

Fin dai primi minuti dopo il cedimento strutturale, avvenuto nel pomeriggio del 3 agosto, si era temuto il peggio. Il capannone, abbandonato da anni, era noto per essere frequentato da senzatetto e persone in cerca di riparo temporaneo. Per questo motivo, i soccorritori hanno attivato immediatamente tutte le risorse disponibili per un intervento meticoloso.

Sul posto hanno operato incessantemente le squadre dei Vigili del Fuoco, supportate da unità specializzate USAR (Urban Search and Rescue), cinofili, droni SAPR (Sistemi Aeromobili a Pilotaggio Remoto) e mezzi da movimento terra. Ogni zona è stata attentamente ispezionata, tra detriti pericolanti, lastre d’amianto e condizioni di stabilità precarie.

A complicare le operazioni sono state proprio le condizioni strutturali residue dell’edificio: le squadre hanno dovuto mettere in sicurezza l’area prima di procedere, lavorando in un contesto altamente instabile. In supporto anche l’ARPAL e la Polizia Locale, che hanno gestito il perimetro esterno e fornito valutazioni ambientali.

Nella giornata di ieri erano emersi indizi, tra cui coperte e suppellettili, che avevano fatto temere la presenza di persone sotto le macerie. Fortunatamente, dopo oltre 24 ore di ricerche, ogni ipotesi in tal senso è stata esclusa.

L’area rimane sotto sequestro per consentire ulteriori accertamenti di natura tecnica e strutturale. Il Comune di Genova, intanto, ha annunciato un approfondimento sullo stato degli immobili abbandonati della zona, sollecitando interventi preventivi per evitare futuri episodi simili.

La tragedia è stata sfiorata. Resta ora da chiarire cosa abbia causato il crollo: tra le ipotesi, le infiltrazioni d’acqua e il deterioramento dei materiali, in una struttura già segnalata da tempo come pericolante.


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