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Commercio, svolta sociale: revisione del Piano e stop ai maxi-market nei centri storici genovesi (non solo nel centro città). Le mappe a confronto

La proposta al Consiglio comunale di estendere la fascia di tutela a un chilometro: salvaguardia dei negozi di vicinato e nuova visione policentrica. Beghin (Commercio) e Coppola (Urbanistica), coi rispettivi uffici, hanno lavorato alla modifica. Ecco le nuove mappe che la Sala Rossa dovrà valutare e votare

Difendere i negozi di vicinato e preservare l’identità dei quartieri: è questo il cuore della delibera approvata dalla Giunta comunale di Genova, che modifica il Piano comunale del commercio. Su proposta dell’assessora al Commercio Tiziana Beghin e in sinergia con l’assessora all’Urbanistica Francesca Coppola, il nuovo testo estende la fascia di tutela urbanistica attorno ai centri storici cittadini fino a un chilometro, il massimo consentito dalla legge regionale.

L’obiettivo è chiaro: porre un freno alla diffusione di supermercati e medie strutture di vendita oltre i 1.000 metri quadrati, proteggendo il tessuto commerciale tradizionale, contrastando la desertificazione delle botteghe locali e promuovendo una città più equa e sostenibile.

“Abbiamo voluto tutelare tutti i centri storici cittadini, non solo quello del centro Unesco”, ha spiegato l’assessora Beghin, evidenziando come la riforma rappresenti “un passo concreto verso una città che cresce senza svuotarsi”.

A sinistra l’assessora Tiziana Beghin, a destra l’assessora Francesca Coppola

Città policentrica e commercio di prossimità

Il provvedimento segna un cambio di passo nella visione urbanistica. A beneficiarne saranno numerosi quartieri finora esclusi da tutele specifiche – da Sestri Ponente a Cornigliano, da Nervi alle vallate – che ora rientrano in una logica di protezione diffusa dei centri storici. Una risposta anche alle istanze sociali, che chiedono da tempo una maggiore attenzione ai presidi locali.

“È il primo atto concreto di una nuova stagione – ha sottolineato l’assessora Coppola – una Genova dei quindici minuti in cui ogni quartiere ritrova dignità attraverso il commercio di prossimità, considerato non solo un’attività economica ma un presidio sociale e culturale”.

L’assessora Beghin

Oggi abbiamo portato in giunta una proposta di delibera al Consiglio comunale rispetto alla modifica del piano del commercio che, come sapete, è stato concentrato abbastanza recentemente, verso la fine della stessa amministrazione, ma che noi abbiamo ritenuto di voler modificare anche rispetto a quelle che sono, in una prima fase ovviamente, le nostre volontà politiche e di indirizzo nei confronti della protezione del commercio di vicinato e di tutela dei strumenti storici umani – ha detto l’assessora Beghin.

Quindi abbiamo apportato una modifica rispetto a quella che è fascia di tutela, applicando il limite massimo consentito dalla legge regionale 1 del 2007 mentre nello scorso piano commerciale la fascia di tutela fondamentalmente era stata studiata sulla base di, come ci dicono gli uffici, confini naturali piuttosto che di geografici ecc.

Noi abbiamo invece tenuto di estendere la protezione massima proprio per l’importanza che diamo e che vogliamo dare al commercio di vicinato, non soltanto in quello che è il centro storico del centro, ma in tutti i centri storici del nostro territorio.

Quindi è stato fatto un lavoro molto grande, considerato anche il poco tempo e di questo ringrazio la mia collega Coppola, con cui abbiamo lavorato insieme, soprattutto con gli uffici dell’Urbanistica che hanno dato un grandissimo contributo per quello che è in termini della realizzazione della parte grafica, insieme poi ai nostri dirigenti del Commercio e questo è un primo segnale politico dell’importanza che questa amministrazione rivolge agli esercizi di vicinato.

Questo cosa comporta nei fatti? Che nella zona della fascia di tutela gli insediamenti di superfici commerciali di grandi dimensioni non possono superare i mille metri quadrati. Fatte salve, ovviamente, quelle aree che secondo il piano urbanistico comunale sono sottoposte a limiti più costringenti e su questo faremo delle valutazioni.

Ma in questo modo noi vogliamo dare un segnale chiaro rispetto a quelle che sono le necessità dei negozi di vicinato. La nostra città ragiona in termini di sviluppo, è chiaramente una città che deve evolvere, ma questo non può avvenire a scapito di quelle che sono dei presidi per i residenti nelle varie aree, ma anche e soprattutto rispetto a delle condizioni di iniquità che si erano verificate rispetto, per esempio, rispetto a essere all’interno o all’esterno di una fascia di tutela.

Quindi questo è un primo passo, un segnale politico molto forte rispetto a come intendiamo approcciare le materie commerciali. Come dicevo da sempre il mio intento è quello di aiutare il piccolo commercio anche perché da un punto di vista dell’attrattività turistica della nostra città, che esiste e che stiamo cercando di mettere a sistema con una regia e una governance più centrale, più organizzata, il commercio e l’artigianato, le nostre botteghe storiche, le botteghe artigiane, giocheranno sempre un ruolo fondamentale nella differenziazione dell’offerta anche commerciale, non soltanto ai residenti, ma a una fascia turistica che necessita e che ha una grande volontà di trovare quelle novità che magari in altre città che non sono state così lungimiranti e hanno affetto a stare invece a una concorrenza più spietata da parte delle aziende di grandi dimensioni, si ritrovano ad avere un’offerta commerciale che è omogenea.

L’assessora Coppola

«Con questa azione noi finalmente possiamo tornare a parlare di centri storici e non più solamente di centro storico – ha continuato l’assessore Coppola -, abbiamo cercato di mettere mano subito a questa pratica al pieno del commercio proprio perché le azioni che erano state intraprese nello scorso mandato tutelavano esclusivamente il centro storico del centro città, quindi del Centro Est, con quello che era il limite Unesco, in questo modo e viste anche le deleghe che ci sono state conferite, nello specifico (la mia è ai centri storici e alla città dei 15 minuti), questa è una primissima azione molto concreta che permette davvero di poter tornare a parlare della città policentrica e di smetterla di avere solamente una visione che sia centrocentrica, scusatemi il gioco di parole ma è fondamentale. In questo modo, appunto, noi possiamo tornare ad avere uno sviluppo come prima spiegava l’assessora Beghin, di tutela e di sviluppo per quelle che sono tutte le realtà commerciali minute ma che realmente danno un presidio sociale e fisico ed economico all’interno dei nostri territori.

Sicuramente poi bisognerà mettere mano al PUC, quindi al piano urbanistico comunale, per continuare a portare avanti quelle che sono le nostre iniziative, quello che è lo sviluppo che vogliamo dare a questa città. Quindi questa è una primissima azione che ci sembrava anche un forte messaggio politico con cui iniziare questo mandato e di farlo insieme così come ci è stato dato mandato dalla Sindaca di avere sempre queste azioni trasversali necessarie e che appunto permetteranno di dare una visione globale per le nostre azioni».

Il confronto tra le mappe

Quelle del piano in vigore, per alcune zone, sono frammentate, ma si capisce ugualmente.

Piano in vigore (in rosso)

La proposta della nuova giunta al Consiglio (in verde)

Verso una città più verde e resiliente

Contestualmente alla riforma del Piano del Commercio, la Giunta ha anche sottoscritto il protocollo europeo Life+A_GreeNet, cofinanziato dalla Commissione UE. L’intesa punta a mitigare gli effetti del cambiamento climatico attraverso infrastrutture verdi, nuove aree alberate e soluzioni di depavimentazione per ridurre le isole di calore.

“Due passi avanti nella stessa direzione – ha dichiarato Coppola – per una città più vivibile, più giusta e più verde”.

Il caso Campostano e le reazioni

Particolarmente significativo l’effetto della modifica sull’area di Campostano a Nervi, dove un controverso progetto per una media struttura commerciale rischiava di alterare l’equilibrio del quartiere. Con la nuova delibera, l’area rientra nella zona di tutela e qualunque nuovo punto vendita non potrà superare i 1.000 mq.

Il capogruppo del M5S Marco Mesmaeker ha parlato di “promessa mantenuta”, sottolineando come sia stato finalmente “eliminato il cosiddetto ‘dentino’ urbanistico che avrebbe favorito l’insediamento di un grande supermercato a discapito delle botteghe locali”.

Anche le associazioni di categoria hanno espresso apprezzamento. Confesercenti, per voce del direttore Paolo Barbieri, ha definito il provvedimento “necessario e positivo”, chiedendo ulteriori moratorie per nuove aperture anche fuori dalle aree tutelate.

Prossime tappe: commissione e Consiglio

La delibera passerà lunedì in commissione consiliare per il confronto ufficiale con sindacati e associazioni, prima dell’approdo in Consiglio comunale martedì 6 agosto. “I progetti già autorizzati restano validi, ma da oggi cambiano le regole del gioco”, ha ribadito Beghin, lasciando intendere che il provvedimento è solo il primo passo di una più ampia strategia per un commercio sostenibile.

L’amministrazione rilancia così una visione policentrica della città, in cui ogni quartiere può crescere senza essere sacrificato alla logica delle grandi superfici. Una Genova che punta sulla prossimità, sulla qualità e sull’equilibrio tra sviluppo economico e coesione sociale.


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