Cane abbandonato legato davanti al cimitero di Sant’Alberto, salvato dalla Croce Gialla Soccorso Animali

Era solo, spaventato e senza microchip, davanti al cimitero di Sant’Alberto. I volontari lo hanno trovato legato e lo hanno portato in salvo a Monte Contessa. L’animale non ha microchip


Era la notte, quella che fa più paura. E davanti al cancello del cimitero di Sant’Alberto, a Sestri Ponente, qualcuno aveva legato un cane. Solo. Senza una voce amica, senza microchip. Un abbandono silenzioso, crudele, che poteva finire nel peggiore dei modi. Invece, grazie alla prontezza e alla sensibilità dei volontari della Croce Gialla Soccorso Animali di Genova, la storia ha preso un’altra strada: quella della salvezza.

Il cane – un esemplare maschio di taglia media, visibilmente provato ma docile – è stato trovato legato con una corda all’ingresso del camposanto. Chi lo ha lasciato lì ha scelto un luogo appartato, difficile da vedere. Ma qualcuno ha notato la sagoma immobile e ha lanciato l’allarme. E in quella notte che poteva spegnere tutto, la Croce Gialla ha acceso la sua sirena più importante: quella del cuore.
Giunti sul posto, i soccorritori hanno liberato l’animale con attenzione, lo hanno tranquillizzato e caricato sull’ambulanza veterinaria. Poi la corsa verso il canile di Monte Contessa, dove ora il cane è al sicuro, accudito, e in attesa di un nome e di un futuro.
Il fatto che non abbia microchip rende tutto più difficile: non si può risalire ai proprietari, nessuno lo ha cercato, nessuno – almeno finora – lo ha reclamato. Ma da stanotte, grazie a chi non si volta dall’altra parte, ha una seconda possibilità.
La Croce Gialla Soccorso Animali è un servizio nato all’interno della Croce Gialla di Genova, con l’obiettivo di offrire interventi tempestivi, qualificati e gratuiti a tutela degli animali in difficoltà. Un’idea innovativa che sta diventando sempre più realtà: dai corsi di primo soccorso veterinario per i volontari, al supporto per i cani delle persone senza dimora, fino al sostegno nelle situazioni di emergenza.
Ogni intervento è un piccolo miracolo quotidiano, costruito con dedizione e competenza. Non è solo soccorso: è vicinanza, è umanità. È la consapevolezza che anche il dolore muto di un cane abbandonato merita una risposta.
Questa notte, davanti a un cimitero, è stato piantato un seme di speranza. Il cane è salvo. Ma resta la domanda: chi può abbandonare così un essere vivente? Una domanda a cui è difficile dare risposta, ma che impone a tutti – cittadini, istituzioni, associazioni – di non smettere di vigilare, educare, proteggere.
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