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Campostano, le polemiche arrivano in consiglio. L’assessora Coppola: «Trenta giorni di sospensiva in conferenza dei servizi»

Bordilli (Lega), ex assessora al Commercio delle giunte Bucci e Piciocchi : «Non previsto da noi alcun supermercato». L’assessora Coppola: «La destinazione prevista dal Puc nel 2023 può, invece, vedere anche l’inserimento di media strutture di vendita, anche se non come funzione principale. Questo lo dice la normativa. Non lo dice questa Giunta». Poi aggiunge: «Problemi enormi per la viabilità»

L’area Campostano a Nervi approda in consiglio comunale con quattro interrogazioni, due di maggioranza progressista e due della minoranza del centrodestra.

«L’area di Campostano a Nervi torna oggi al centro di una trasformazione che, per chi conosce e vive il quartiere, solleva forti preoccupazioni – ha detto Serena Finocchio, consigliera comunale Pd, esponendo la sua interrogazione -. L’aggiornamento al PUC, approvato il 4 luglio 2023, ha modificato la destinazione di oltre 3.700 metri quadrati da verde urbano a servizi pubblici, ma in un contesto già critico come quello di Nervi ogni scelta urbanistica pesa moltissimo. Stiamo parlando di un quartiere stretto tra l’Aurelia e il tessuto storico, già messo a dura prova da carenze strutturali, viabilità congestionata e pressioni commerciali. La chiusura di un presidio storico come Gentilotti, proprio dove oggi casualmente sorge anche un nuovo supermercato, è il simbolo più eloquente. E oggi, su una superficie poco distante, si riaffaccia la stessa dinamica. L’area di Campostano, dove già nel 2022 la Giunta aveva ipotizzato piscina, parcheggi e supermercato, è ora al centro di un aggiornamento del PUC che apre concretamente la possibilità di nuove edificazioni, anche commerciali. Nello scorso ciclo, quando io e i miei colleghi, eravamo consiglieri municipali, avevamo chiesto con forza che quell’ipotesi fosse esclusa in modo esplicito. Nel frattempo il problema è tangibile. Basti leggere gli articoli pubblicati in questi giorni dalla stampa locale, titoli come “Campostano, scatta la protesta contro il nuovo supermercato” o “I cittadini preparano la mobilitazione, ricorso al TAR e corteo”. Raccontano di un quartiere che dice no a questo progetto, che chiede ascolto e partecipazione reale, non speculazioni mascherate da servizi. A Nervi oggi ci sono circa già una dozzina di supermercati ed è il quartiere che ne ha il più alto tasso per abitante. Quello che manca non è l’offerta commerciale, ma il verde, gli spazi pubblici, le strutture sportive, come la piscina che ci è stata sottratta. Per questo chiedo a lei, Assessore, qual è lo stato di avanzamento dell’aggiornamento al PUC approvato il 4 luglio 2023 relativo all’area di Campostano e in particolare quali sono le valutazioni urbanistiche e ambientali condotte in merito alla possibile trasformazione di circa 4.000 metri quadrati di area verde in infrastruttura commerciale e parcheggi. Lo chiedo con forza da cittadina, da ex consigliera del Municipio Levante e da rappresentante politica. Nervi non ha bisogno dell’ennesimo supermercato, ha bisogno di futuro»

«Chiedo delle informazioni su questo progetto, visto che sono stata chiamata in causa anche personalmente da diversi colleghi della maggioranza o minoranza del Municipio IX – ha detto, discutendo la sua interrogazione sul tema, la consigliera della Lega Paola Bordilli, che negli ultimi 8 anni prima del cambio di giunta è stata assessore al Commercio -. E soprattutto perché vorrei capire un po’ di cose. A me risultano queste: quell’area nel 2015, con il PUC, era un’area con ambito verde. Il proprietario della zona fa ricorso contro il Comune, e questo ricorso viene vinto. Quindi il Comune perde e si ritrova con il dover dare all’area una nuova vocazione. Quest’area era nel passato – una delle motivazioni anche per le quali venne perso il ricorso da parte del Comune di Genova – un vivaio. Noi, nel 2023, facciamo sì che quest’area abbia come destinazione quella legata ai servizi pubblici. Questo vuol dire che, ad oggi, non può essere fatto su quell’area nessun supermercato. Non è un’area commerciale, mi risulta. Oggi lì neanche un negozio di vicinato può venire fatto. Mi risulta che quell’area, che non è un’area commerciale ma unicamente destinata ai servizi pubblici, non abbia come previsione quella legata ai supermercati. Essendo un’area destinata ai servizi pubblici, quello che può succedere è che, quando viene presentato questo progetto, vi siano altre funzioni complementari che potranno essere scelte, perché c’è una convenzione che deve venire portata con delibera della giunta comunale. Se questo progetto viene fatto con diverse funzioni complementari, fra cui anche quelle commerciali, questa giunta ha tutte le facoltà per poter decidere se le vuole e come le vuole. In ultimo voglio precisare, perché è stato detto che il piano del commercio appositamente era stato fatto con una “linguetta” che andava ad escludere quell’area: quell’area, proprio perché è servizio pubblico, proprio perché non ha funzione commerciale, non è stata messa dentro il piano, come tante altre zone della nostra città. Ma al di là della polemica sul piano commerciale, credo che l’importante sia chiarire che l’attuale amministrazione può dire cosa pensa del progetto, delle relative funzioni, quello che vuole e quello che non vuole, ovviamente sentendo il territorio».

«Oggi ci sono diverse richieste sul tema di Campostano, o meglio quello che viene definito “Polo Urbano San Siro” – ha spiegato il consigliere comunale del M5S Marco Mesmaeker. Il Polo Urbano che di polo ha ben poco, ma potremmo chiamarlo direttamente “Supermercato Urbano” per quanto ci riguarda. Ecco, io ho sentito dalla consigliera Bordilli – colgo l’occasione – una ricostruzione un po’ strana dei fatti. Io credo che sia invece utile fare un riassunto molto preciso, un breve riassunto di quello che è avvenuto negli ultimi anni. Penso che possa essere utile a tutti i cittadini, perché questo progetto, come già detto, parte da lontano. Si pensava a una piscina con un supermercato, quindi il supermercato in questo progetto c’era già da sempre. Un’idea totalmente insensata per svariati motivi, non ultimo quello di fattibilità economica della piscina stessa, che tutti sanno quali sono i costi e le manutenzioni di questo tipo di impianti. Tutto perché era stato deciso di smantellare una piscina dal porticciolo di Nervi, con tutte le conseguenze del caso che noi sappiamo. Ora, dopo questa prima idea progettuale, nel novembre del 2022 il Municipio Levante – come Movimento 5 Stelle, ma insieme a tutti i colleghi qui presenti in aula del Municipio – avevamo chiesto, proprio in merito a questo progetto, un’assemblea pubblica. E avevamo chiesto all’attuale presidente del Municipio Levante, Federico Bogliolo. Questa richiesta, a chi parla di partecipazione e trasparenza, nel 2022 era stata bocciata. Quindi ci ritroviamo, nonostante il progetto fosse nei fatti già presente. Nel luglio del 2023 c’è stato l’ennesimo aggiornamento al PUC, dove avete cambiato appositamente per fare un supermercato, dove veniva definito come “nuovi servizi pubblici”, quando di servizi non ce n’era nemmeno l’ombra. E poi l’ultima manina dell’8 aprile 2025, quando nel piano del commercio esclude la zona di Campostano dalla maggiore tutela storico-ambientale. Il famoso dentino che tutti i nerviesi, i cittadini che si stanno interessando dell’argomento, hanno chiarissimo. Questo è stato fatto nell’ultima amministrazione. Questi atti – vorrei fosse chiaro – hanno creato un’autostrada a questo progetto. Da parte del Municipio c’è stata zero partecipazione, totale oscurità. Avete tenuto questo progetto nascosto fino all’ultimo. Quello che chiediamo è che i consiglieri del Municipio Levante sono stati informati di questo progetto con 12 giorni di ritardo da parte del Presidente del Municipio Levante. E ora invece si lamenta. Io veramente non ho parole. La conclusione è che qui siamo davanti al potenziale ottavo, nono supermercato in una zona anche piuttosto ridotta come quella di Nervi. E semplicemente l’ultimo appunto è sulla viabilità. Credo che, al di là del discorso ambientale, urbanistico e di tutti i difetti che può avere questo progetto, l’aspetto più grave sia quello della viabilità. Perché abbiamo un parcheggio “Alle Streghe” sottoutilizzato, Via Somma avrà delle continue interruzioni di flusso di traffico, e Via Franchini non è adatta per quel tipo di viabilità».

«Visto che ho ricevuto così tante interrogazioni, è evidente che c’è un’attenzione importante rispetto a questo progetto che insiste all’interno della nostra area di Levante – ha risposto l’assessora all’Urbanistica Francesca Coppola -. La questione è particolarmente complessa. Non vi nego la difficoltà nell’affrontare questo tipo di progettazione, che è stato uno dei primissimi fascicoli approdati sul mio tavolo. Questo perché – come è stato riportato – in realtà il progetto è stato presentato. Non è vero che non ci fosse alcun progetto. Questo è evidente. Tant’è che il progetto è pervenuto il 16 di aprile. Intanto, per fare chiarezza su quella che è la conferenza di servizi e su quello che abbiamo letto in questi giorni sui giornali – in cui ci è stata attribuita la responsabilità di aver aperto la conferenza di servizi – la conferenza di servizi va aperta. Può non essere aperta solo se tutto l’iter è improcedibile. Quindi non è una decisione politica della Giunta. È un obbligo di legge. La conferenza di servizi, nel momento in cui viene presentato un progetto che è ricevibile, va aperta. Dire che siamo noi ad aver voluto aprire la conferenza di servizi è chiaramente scorretto. Per quanto riguarda la trasparenza e il coinvolgimento del Municipio: io ci tengo a ricordare che il 18 luglio abbiamo invitato tutti gli enti predisposti a dare un parere all’interno della conferenza di servizi – compreso il Municipio – a partecipare a questa prima call conoscitiva sul percorso procedurale del progetto. Peccato che non abbia partecipato nessuno. Quindi dire che noi non vogliamo condividere informazioni è davvero fazioso. È stato un momento molto proficuo, in cui era possibile – per tutti – esplorare già in prima fase questo progetto, raccogliere istanze, presentare prescrizioni. Andiamo al nocciolo della questione. Dire che il polo urbano non può ospitare un esercizio commerciale di media struttura di vendita non è vero. Il polo urbano è un servizio pubblico – SIS – quindi ha una norma di flessibilità. È definito dalle norme generali come aggregazione di attività omogenee e riconducibili ai servizi pubblici e di uso pubblico, che devono rappresentare il 70% del progetto. Devono essere preponderanti e qualificanti rispetto a eventuali funzioni complementari. Quindi sì: il polo urbano può prevedere anche l’inserimento di media strutture di vendita, ma non come funzione principale. Questo lo dice la normativa. Non lo dice questa Giunta».

«Al momento ci troviamo con un progetto che – in fretta e furia – è stato presentato ai nostri uffici – ha proseguito Coppola -. Stiamo valutando. Abbiamo attivato tutti i passaggi necessari. E ci tengo a dire una cosa: il presidente Bogliolo (Federico Bogliolo, presidente del Municipio Levante, con maggioranza di centrodestra n. d. r.) avrebbe potuto già sapere – così come tutto il Consiglio del Levante – che questo progetto presenta già diverse criticità, prima fra tutte quella della viabilità. Noi non lo nascondiamo. È un progetto complesso. Gli uffici sono al lavoro per esaminare tutte le problematiche. La conferenza di servizi si esprimerà in merito. È arrivata anche una richiesta di sospensiva da parte del Municipio, ma la conferenza di servizi non consente sospensiva formale. Tuttavia, considerata la complessità, abbiamo attivato una sospensione di 30 giorni per ricevere altri pareri. E questo lo facciamo nella massima trasparenza, anche nei confronti del privato, che – è bene dirlo – sta seguendo un iter previsto dalla legge. Il privato ha presentato un progetto conforme al PUC. Starà a noi e agli enti esprimere valutazioni. Nel frattempo – lo ribadisco – siamo aperti al confronto, disponibili a incontri, commissioni, verifiche. L’obiettivo è fare le cose nel rispetto della legge e nell’interesse della cittadinanza. Se il progetto sarà ritenuto inaccoglibile o problematico, avremo tutti gli elementi per dirlo. Ma è prematuro trarre conclusioni definitive»


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