Oggi a Genova 

Area Campostano, Calisi (Pd) replica a Bogliolo e accusa: quelle modifiche al Puc del 2023 e il piano del commercio approvato in zona Cesarini dalla giunta Piciocchi

Il consigliere municipale risponde al presidente del municipio Levante che ieri, attaccando Avs, aveva provato a dire che l’avanzamento dell’iter sarebbe una partita della giunta Salis: «Il progetto nasce da due atti della giunta Bucci-Piciocchi. Altro che responsabilità della sinistra»

Prosegue il dibattito sempre più acceso sul futuro dell’area Campostano, a Nervi, dove è in progetto la realizzazione di un nuovo supermercato della catena Basko. Dopo le polemiche scatenate dal comunicato di Alleanza Verdi e Sinistra (AVS) e la replica del presidente del Municipio Levante Federico Bogliolo (Vince Genova, centrodestra), è ora Giovanni Calisi, consigliere municipale del Partito Democratico ed ex candidato alla presidenza per i progressisti, a intervenire per “fare chiarezza”.

La presentazione del progetto non è responsabilità dell’attuale amministrazione di centrosinistra, né di AVS né del PD”, ha scritto Calisi in un post sui social, definendo “strumentale e distorsiva” la lettura offerta da Bogliolo. Al centro del dibattito, infatti, ci sono due atti precisi della passata amministrazione di centrodestra, che – secondo Calisi – avrebbero spianato la strada al contestato intervento edilizio.

Il primo è l’aggiornamento al PUC (Piano Urbanistico Comunale), approvato il 4 luglio 2023, che ha classificato l’area come destinata a “nuovi servizi pubblici”, aprendo di fatto alla possibilità di costruzione. Il secondo è il Piano del Commercio, approvato l’8 aprile 2025, che esclude l’area di Campostano dalla tutela storico-ambientale. Una mossa che, secondo i critici, risulta “bizzarra” e funzionale alla realizzazione del supermercato. Il piano, su proposta dell’allora assessora Paola Bordilli che in 8 anni non aveva trovato il tempo di produrlo e lo ha messo in votazione nell’ultima riunione di Consiglio con maggioranza di centrodestra retta dal vicesindaco facente funzioni Pietro Piciocchi (anche se ormai risicatissima), in realtà non è un vero e proprio piano, ma una semplice zonizzazione per l’attuazione delle norme regionali preesistenti. Stava al Comune decidere cosa attuare e dove. L’area Campostano, così come l’area dell’ipermercato Esselunga progettato a Sestri Ponente, sono state deliberatamente escluse da ogni tutela, aprendo di fatto la strada alla conferenza dei servizi.

Il risultato – afferma Calisi – è che oggi ci troviamo a fronteggiare un progetto inutile, superfluo e dannoso, figlio di precise scelte politiche del passato”. Una ricostruzione che ribalta la narrazione proposta da Bogliolo, il quale aveva risposto duramente ad AVS sostenendo che “la richiesta di parere parte proprio dalla giunta attuale” e ricordando che “oggi governano loro, non possono continuare a fare opposizione”.

Nel comunicato di AVS si denunciava con forza “l’ennesimo regalo alla grande distribuzione” e “la distruzione dell’ultima area verde rimasta a Nervi”, con un intervento urbanistico definito privo di visione e fortemente impattante per la comunità locale. I consiglieri Francesca Benelli e Lorenzo Garzarelli avevano ribadito la necessità di ripensare il progetto in modo sostenibile e partecipato, con un maggiore coinvolgimento dei cittadini.

Bogliolo aveva cercato di spostare l’asse delle responsabilità, rimarcando che la procedura è oggi nelle mani della giunta di centrosinistra e sottolineando che il parere richiesto al Municipio sarà puramente consultivo. “Ricordiamo ai colleghi che oggi governano questa città che non è più tempo di opposizione per loro”, aveva affermato il presidente, annunciando una prossima commissione municipale per discutere il progetto.

Ma la ricostruzione di Calisi smonta il tentativo del centrodestra di deresponsabilizzarsi: “Le fondamenta di questo progetto sono state gettate da chi oggi si nasconde dietro alla burocrazia. Nessuno scaricabarile può cancellare le responsabilità politiche di chi ha modificato gli strumenti urbanistici per favorire un’operazione che i cittadini non vogliono”.

La questione Campostano, dunque, si conferma uno dei fronti più caldi del dibattito politico cittadino, con proteste in corso da parte dei residenti e delle associazioni ambientaliste. Mentre l’iter amministrativo prosegue e si attende il parere del Municipio Levante, le opposizioni locali si dicono pronte a mobilitarsi per chiedere una sospensione dell’intervento e l’apertura di un vero confronto pubblico.

La partita, tutt’altro che chiusa, si gioca su più livelli: urbanistico, ambientale, politico e sociale. E con l’opinione pubblica sempre più attenta e coinvolta, il rischio per la nuova amministrazione è quello di ereditare un progetto scomodo che, al di là delle firme e delle delibere, rischia di lasciare un segno indelebile nel tessuto urbano e paesaggistico di Nervi. Il comitato-gruppo Facebook “Nervi Basta Degrado” è pronto a scendere in piazza e ad altre clamorose manifestazioni di dissenso.

In copertina: la zonizzazione del piano del commercio comunale approvato dalla maggioranza di centrodestra all’ultima riunione di consiglio sotto la giunta Piciocchi su proposta dell’allora assessora al Commercio Paola Bordilli. A destra, i particolari del “curioso” dentino nell’area di tutela che ha consentito la prosecuzione del progetto e la sua presentazione in conferenza dei servizi.


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